Il potere del cervello quantico

Il primo vero stimolo al mio “risveglio“, ciò che mi ha spinto a intraprendere questo percorso spirituale che mi ha poi portata a riconoscermi prima di tutto come Anima e in secondo luogo come Strega, è stato un libro che, in realtà, non parla affatto di temi animici o spirituali, ma che affronta un argomento molto più concreto e, se vogliamo, scientifico.
Sto parlando de “Il potere del cervello quantico” di Italo Pentimalli e J. L. Marshall.

Come si può dedurre dal titolo, questo libro parla di come funziona il nostro cervello, dei meccanismi attraverso i quali apprendiamo le cose e di come si creano programmi e credenze limitanti che ci condizionano poi per tutta la vita, plasmando il nostro comportamento e i nostri pensieri.

Gli autori partono dalla descrizione dei meccanismi che regolano l’apprendimento: quando nasciamo il nostro cervello è quasi completamente privo di informazioni, e a mano a mano che queste informazioni ci arrivano, il cervello le elabora. Infatti, ogni volta che impariamo qualcosa, i neuroni si collegano tra loro elettronicamente e bio-chimicamente, formando delle sinapsi (che sono appunto i collegamenti neuronali). All’inizio queste sinapsi sono semplici informazioni di base, ma poi le informazioni di base iniziano a cooperare tra loro formando conoscenze più complesse. Una volta che la conoscenza viene acquisita a livello inconscio, questa non viene più messa in discussione e non richiede più alcuna verifica. Quindi interrompere certi automatismi per creare nuovi schemi elettrici non è affatto semplice.

Ci sono 4 fasi di apprendimento:
1. Incompetenza inconscia: non so fare una cosa e non so di non saperlo fare
2. Incompetenza conscia: non so fare una cosa, ma sono cosciente di questa mia incapacità
3. Competenza conscia: imparo a fare una cosa, ma mantengo il controllo cosciente mentre la faccio
4. Competenza inconscia: attraverso la pratica non ho più bisogno di mantenere un controllo vigile

Come viene programmato il cervello? Attraverso due metodi, principalmente:
1. Ripetizione: la ripetizione crea sinapsi, e quindi programmi che poi eseguiamo automaticamente. Impariamo anche per osservazione, attraverso i neuroni-specchio: fare qualcosa o vederla fare, per il cervello fa poca differenza, quindi impariamo anche attraverso il comportamento di chi ci circonda.
2. Emozione: più è intensa, più le sinapsi sono solide, e i collegamenti sono immediati.

I programmi rappresentano un po’ le istruzioni del nostro cervello e influenzano le nostre percezioni e le nostre scelte. Hanno 5 specifiche caratteristiche che li rendono difficili da riconoscere:
1. Attivano e rinforzano l’attenzione selettiva: il nostro cervello elabora tra gli 11 e i 40 milioni di bit al secondo, ma porta allo stato di coscienza solo 50 bit di informazioni. Vediamo quindi una minima parte, solo ciò su cui siamo concentrati, trascurando le altre informazioni.
2. I programmi mentali non vengono più messi in discussione: entrano nel nostro inconscio
3. Sono auto-rafforzanti: più lo vivi, più ci credi e più ci credi e meno lo metti in discussione: diventa la tua verità.
4. Sono stabilizzanti: sono le istruzioni con cui reagiamo alla realtà circostante
5. Sono autoconvalidanti: reinterpretiamo gli eventi in modo che rientrino nello schema del programma installato, motivo per cui le nostre credenze appaiono così reali.

In che modo il nostro cervello viene programmato?
Abbiamo 4 fonti di programmazione, e per ognuna dovremmo imparare a valutare l’impatto sui nostri pensieri e sul nostro modo di vivere.
1. Cultura: è il primo fattore, condiziona il nostro modo di vestirci, la nostra idea di noi stessi, e molte idee che crediamo nostre derivano invece da questa fonte, che non è sotto il nostro controllo.
2. Mass media: inducono pensieri ed emozioni, favorendo un determinato modo di pensare. Con particolare riferimento a Noam Chomsky, ci sono 3 campanelli d’allarme che dovrebbero farci drizzare le antenne:
– quando proviamo indignazione
– quando sentiamo un forte senso di giustizia
– quando finiamo col giustificare qualcosa che normalmente non approveremmo mai (“di solito no, ma in questo caso si”)
3. Gli altri: imitare è una forma di apprendimento, e spesso ci basiamo sul comportamento altrui per prendere decisioni, acquisendo comportamenti che poi crediamo essere nostri.
4. Te stesso: è una forma di auto-programmazione, attraverso cui ci raccontiamo delle storie per un meccanismo di autodifesa.

Quindi, i programmi mentali generano i pensieri.
I pensieri producono uno stato emotivo, il quale a sua volta provoca una decisione.
La decisione porta allo sviluppo di un’azione. L’azione si trasforma in risultato.
Ecco perché i programmi mentali influenzano la nostra vita.

Schema dal pensiero alla realtà

La buona notizia, spiegano gli autori, è che il nostro cervello ha la capacità di riorganizzare i contenuti, chiamata Neuroplasticità: non possiamo cancellare i programmi acquisiti, ma possiamo sovrascrivere su essi, poiché ogni sinapsi è biologicamente reversibile.
Una delle cose che mi ha più scioccata è stato scoprire che quando ci fanno una domanda a cui rispondere Si o No, il nostro cervello ha già deciso la risposta ben 3 secondi prima che noi la pronunciamo verbalmente!! Questo significa che noi ci illudiamo di rispondere in quel momento, mentre invece stiamo agendo secondo uno schema prestabilito.

Per avere risultati diversi dobbiamo produrre piccole variazioni nelle condizioni iniziali. Una piccola variazione sarà poi la causa di una grande variazione, vale a dire che un comportamento diverso genererà scelte diverse e, quindi, un futuro diverso. Poiché tutto è energia e siamo tutti immersi in un campo elettromagnetico, siamo tutti interconnessi, quindi il cambiamento di una singola persona è in grado di produrre cambiamenti anche negli altri.

Gli autori spiegano poi come mettere in pratica la Legge dell’Attrazione in modo funzionale. E’ infatti necessario che pensieri ed emozioni siano allineati e coerenti e, per fare questo, dobbiamo intervenire sulla nostra identità, dal momento che il campo quantico risponde a ciò che siamo. Offrono quindi un metodo per metterla in pratica, supportato dalle varie esperienze riportate nel libro. Spiegano che, affinché funzioni, è necessario un atto di fede: soltanto se crediamo riusciamo a inserirci nel flusso.
I passaggi principali sono:
1. Lega ciò che desideri alla tua identità: per realizzarti devi essere in sintonia con ciò che sei; segui il flusso e i suggerimenti del tuo cervello, che ti spingono ad agire in un certo modo con azioni concrete. Crea un tuo mantra.
2. Setup: elimina ogni incertezza. Senti l’incoerenza dentro di te, percepiscila, quantificala e spostala da te: visualizza il tuo gesto di estraniarla dal corpo.
3. Ripeti, ripeti, ripeti: la ripetizione crea nuove abitudini, inizierai a sentirti la persona che vuoi essere, adotterai nuovi comportamenti e attrarrai nuove esperienze.
4. Livello quantico: il tuo dialogo con l’universo porterà a nuove coincidenze, nuovi incontri, libri in linea col tuo obiettivo. Senti l’emozione della Gratitudine e questo amplificherà le sincronicità, dando vita a una realtà diversa.
5. Nota la direzione: segna quanto accade, prendi nota di quello che ti sta portando verso una nuova direzione
6. Sospendi il giudizio e le aspettative: c’è una fase di assestamento, in cui possono accadere delle cose che sul momento non ti sembrano positive, ma che si rivelano tali col tempo.
7. Fai ciò che ti suggerisce il cervello: ascolta questa tua nuova voce e fai ciò che reputi giusto.

Creare la realtà

Questo è, a grandi linee, il messaggio di questo libro. Ho cercato di esporre i punti salienti, quelli su cui, secondo me, vale la pena soffermarsi a riflettere per riappropriarsi dei propri pensieri e della propria vita. E’ un testo che, a mio parere, vale la pena leggere, perché offre molti spunti di riflessione, alcuni esercizi e varie testimonianze che avvalorano le tesi proposte. Io l’ho trovato davvero interessante, scritto con un linguaggio scorrevole, molto logico e facilmente comprensibile. Come ho detto all’inizio, mi ha aperto un mondo, ed è grazie agli spunti esposti qui che ho iniziato a lavorare seriamente su me stessa. E i segni ci sono stati: il mio percorso di crescita è ben avviato e procede con costanza. Inoltre, ho vissuto sulla mia pelle la fase di assestamento e mi sono resa conto che, effettivamente, eventi che a primo impatto sembravano negativi si sono poi rivelati positivi per me stessa e per i miei obiettivi. Non posso dire che la mia vita sia perfetta, ma sicuramente sono diventata una persona migliore e più consapevole e riesco a riconoscere il buono in ogni situazione con maggiore facilità.
Se volete acquistarlo, lo potete reperire on line o nelle librerie più fornite.

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