Tarocchi, un po’ di chiarezza🔮

I Tarocchi sono una macchina filosofica, che evita alla mente di divagare, pur lasciandole l’iniziativa e la libertà; si tratta di matematica applicata all’assoluto, l’unione di ciò che è logico con ciò che è ideale, una combinazione di pensieri esatti tanto quanto i numeri; forse la concezione più semplice e più grande del genio umano.”
Eliphas Levi

Nel mio precedente articolo “Perché i Tarocchi” , ho spiegato come mai mi sono avvicinata a questo strumento e perché lo considero un valido modo per fare introspezione, soffermandomi sulla differenza tra aspetto tarologico e cartomantico.
Tuttavia, credo sia doveroso fare alcune precisazioni.

Per quanto si cerchi di andare indietro nel tempo, l’origine dei Tarocchi risulta piuttosto oscura. Diversi studiosi hanno azzardato varie teorie e fatto ricerche; tra questi Steiner parlò addirittura di un legame con il leggendario Libro di Thot, legando quindi i Tarocchi al mondo egizio. In epoca Rinascimentale entrarono a far parte delle corti europee come gioco da tavolo, ma erano già intrisi di una complessa simbologia esoterica, che rimandava a una tradizione di tutt’altro tipo.
Fin dai tempi antichi i Tarocchi venivano usati come strumento di divinazione e, se li osserviamo bene, rappresentano un vero e proprio viaggio di iniziazione. Nello specifico, i 22 Arcani Maggiori rappresentano il percorso esoterico dell’Anima che, a partire dalla carta del Matto, attraverso varie tappe e ostacoli, arriva alla sua piena realizzazione. Ecco che quindi i Tarocchi si prestano a essere un valido strumento di conoscenza e di evoluzione animica.

Naturalmente ci sono diverse scuole di pensiero in merito alla capacità di leggere i Tarocchi. Nonostante le carte abbiano ognuna un loro significato e una loro simbologia, l’interpretazione delle letture è molto libera e sicuramente molto soggettiva, in quanto fa capo alle capacità intuitive di chi legge, ma anche alla sua sensibilità. Questo non significa che due persone possano interpretare una stessa stesa in modi completamente divergenti o opposti; ma ognuno può mettere in luce particolari sfumature e prospettive, facendo emergere determinate informazioni e connessioni. L’ intuizione è la vera chiave d’accesso, poiché è un’intelligenza superiore che ci permette di sentire le cose e capirle. Ci connettiamo al nostro Sé Superiore e riusciamo ad ascoltarlo. Il nostro Sé fa da legame con il mondo spirituale, invisibile e più siamo in grado di percepirlo, più riusciremo a tradurre in modo adeguato i messaggi che esso ci manda. Per questo motivo la mia opinione è che la lettura dei Tarocchi non sia un’attività per tutti. Tutti si possono cimentare nello studio, ma ben altro discorso è saper interpretare le carte, legarle tra loro e cogliere il loro messaggio. Quello è un dono, che dipende dal nostro grado di evoluzione e dalle nostre facoltà medianiche. (Esistono diversi tipi di medium, con diversi gradi di intensità. Io ho scoperto di essere una medium spontanea, poiché percepisco “cose” intorno a me, ne avverto la presenza e l’energia, ma non sono in grado di vederle né di comunicare con loro).

A volte le persone fanno una faccia strana quando dico loro di leggere le carte: spesso reagiscono con perplessità o scetticismo, altre volte addirittura con paura, come fossi detentrice di un sapere oscuro e misterioso, in grado di svelare un futuro tremendo.
In realtà non è proprio così: sono una Strega, non una delle tre Parche!!
Quello che molti ignorano è che esiste una sostanziale differenza tra destino e futuro: il nostro futuro non è scritto, dipende soltanto da noi, dalle nostre scelte e dal libero arbitrio, che ha sempre il potere di cambiare le carte in tavola. Il destino, invece, esiste già, ed è nascosto nel nostro inconscio: come diceva Jung: “Tutto ciò che rimane inconscio diventa destino“. Le nostre azioni, le nostre convinzioni, le nostre scelte sono infatti profondamente vincolate dal nostro inconscio e questo, a sua volta, è legato alle ombre e ai traumi del nostro passato (concernente anche le vite precedenti), al nostro karma, e all’obiettivo di questa nostra reincarnazione sulla Terra. Il destino dipende quindi da ciò che siamo veramente, anche se non siamo coscienti di esserlo.

Come ho detto in precedenza, riconosco e considero l’enorme potenziale della Tarologia, che infatti è uno strumento meraviglioso per indagare sul proprio inconscio, ma non disdegno affatto l’approccio divinatorio, seppure lo contempli con uno scopo ben preciso. La divinazione è una connessione col divino, con il mondo spirituale, e lo scopo di tale connessione è quello di “sondare” le energie.
Repetita iuvant: il libero arbitrio di ognuno può sempre cambiare la situazione (come recita la Legge di Causa-Effetto: ogni azione porta a determinate conseguenze), tuttavia, è innegabile che ci siano delle inclinazioni, delle propensioni più o meno forti e la lettura cartomantica mi permette di capire quale, tra i possibili esiti, è quello che in quel preciso momento sembra più plausibile, più probabile, tenendo conto appunto delle energie in gioco.
La lettura dei Tarocchi è un avviso, una comunicazione, non un’imposizione; possiamo capire il come e il perché di una determinata circostanza, ma poi lascia totale libertà di azione. E’ semplicemente un monito che ci avvisa sulla direzione che stiamo intraprendendo: se corrisponde al nostro obiettivo bene, altrimenti è meglio cambiare strategia o considerare nuove strade.

Prima di leggere i Tarocchi, è fondamentale cercare di svuotare la mente e concentrarsi; bisogna creare la giusta atmosfera. Io amo accendere una candela o un incenso, mi rifugio un momento nella preghiera per entrare in contatto con le mie guide e i miei angeli e chiedo loro di proteggermi e guidarmi durante la lettura, affinché io sia un “canale aperto”, e i loro messaggi non vengano alterati dalle mie personali convinzioni. Lascio quindi ampio spazio alle mie sensazioni, alle intuizioni, mi faccio guidare dai simboli, dai colori, dalla risonanza tra le carte, e cerco di captare il messaggio che emerge dalla stesa. Mi prendo tutto il tempo necessario, la fretta è bandita da queste attività.
Si tratta di un vero e proprio rito con cui stabiliamo una comunicazione con il mondo invisibile. Pertanto è sempre necessario proteggersi da eventuali attacchi di entità negative o parassiti, che potrebbero approfittare di quel momento “vulnerabile” per aggredire il nostro corpo sottile e nutrirsi della nostra energia. Non è prudente sottovalutare questo pericolo, perché ci sono diversi rischi a cui potremmo essere esposti.
Parlerò meglio del mondo invisibile successivamente; sappiate intanto che la realtà non si limita solo a ciò che vediamo con gli occhi. I nostri sensi fisici percepiscono solamente una parte di quello che c’è.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...