Beltane, l’inizio dell’estate

Il primo maggio cade la festa gaelica di Beltane, con la quale si segna l’inizio dell’estate. E’ il terzo sabba primaverile ed è dedicato alla fertilità della terra, ora nel pieno della sua fioritura e del suo rigoglio.
E’ una celebrazione dedicata a un dio maschile, che in questo momento si trova nel pieno del suo potere: Beleno, divinità solare e marito di Belisama (parallelo della dea Brigid, la cui festa cade a fine inverno), che è la dea delle acque, dei fiumi, dei ruscelli e delle fonti sacre.

Beltane e l’Albero di Maggio

Questo sabba è anche conosciuto come “la festa del Fuoco”. Beltane, infatti, significa fuoco di Bel e nei tempi antichi si soleva accendere dei falò in onore del dio. Bel è il Luminoso, dio della luce e del fuoco. Il Fuoco ha un grande potere di purificazione e di guarigione, e aveva il ruolo di nutrire la terra e renderla più feconda. La tradizione voleva che le persone si riunissero a ballare intorno a questi falò per celebrare la vita. I falò venivano accesi con nove diversi tipi di legno, tra cui, probabilmente, quercia, betulla, salice, biancospino, nocciolo, vite, abete, melo e sorbo selvatico. Questo perché nella cultura celtica il numero nove indicava la completezza, e simboleggiava il cosmo. Poiché il fuoco serviva a propiziare abbondanza e fortuna, ognuno portava nella propria abitazione un pezzo di legno fumante per garantirsi nei mesi successivi fertilità e un buon raccolto.
A differenza dei rituali invernali, in cui serve a scaldare e a proteggere dal freddo, qui il fuoco diventa simbolo di conoscenza, di movimento e apertura. Durante i rituali, infatti, c’era l’usanza di saltare tra le fiamme per dimostrare il coraggio di affrontare la vita: i giovani saltavano per favorire la ricerca del partner, i viaggiatori per avere un viaggio sicuro, le donne incinte per avere un parto facile.. e, come spesso accade nella vita, l’esitazione comportava il rischio di muoversi con passo incerto e quindi bruciarsi.

Il fuoco è anche simbolo del calore della passione che fa nascere la vita. Questo è infatti il momento in cui il maschile e il femminile si uniscono, diventando Uno. E’ il giorno in cui si celebra il matrimonio sacro tra il dio e la dea, e molti rituali rappresentano proprio il corteggiamento e l’unione. C’era appunto l’usanza di danzare intorno all’Albero di Maggio, decorato con nastri colorati. Mentre l’albero rappresenta l’energia maschile e fecondante del dio (è un simbolo fallico), i nastri colorati indicano la sua unione alla dea e, spesso, le donne in cerca di marito lanciavano delle ghirlande sulla sua sommità per ricevere aiuto nel trovare un compagno. Inoltre, dopo i festeggiamenti, le coppie solevano appartarsi e non era raro che queste celebrazioni fossero permeate da un’atmosfera orgiastica.

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La mia Ricarica di Energia💚

Negli ultimi tempi, con l’arrivo della bella stagione, ho preso l’abitudine di trascorrere il weekend in mezzo alla natura e lo scorso fine settimana non ho fatto eccezione. Mi piace immergermi nella natura, credo che non ci sia nulla di più rilassante e benefico che isolarsi nel verde, a respirare aria buona e a godere del silenzio circostante.
Su di me ha lo stesso effetto di una terapia: mi aiuta a calmarmi, a ritrovare la pace interiore, a connettermi alla mia interiorità e, anche se cammino parecchio, invece di sentirmi stanca o affaticata, mi sento completamente rigenerata, piena di energia e vitalità.
E’ un benessere a cui non sarei in grado di rinunciare.

Una delle cose che più mi piace è concentrarmi sui profumi, oltre che sui colori. Mi piace sentire l’odore dell’erba, delle foglie, quel profumo intenso di verde e di bosco. Mi piace ascoltare i “rumori” circostanti: le fronde degli alberi mosse dal vento, i passi di qualche animale nascosto che scappa tra i cespugli, il cinguettio degli uccelli, il fluire di qualche corso d’acqua nelle vicinanze..
Ogni volta ho come la sensazione di entrare in un tempio sacro, un luogo puro, incontaminato, in cui la bellezza circostante riesce a togliere il fiato, poiché ovunque ti giri puoi ammirare qualcosa. Un luogo che merita reverenza, perché con la sua semplicità mette quasi in soggezione.

Credo che, in questo caso, sia opportuno mettere delle foto, piuttosto che dilungarsi a cercare di descrivere lo splendore di un luogo selvaggio. Le foto non rendono tanto quanto la realtà, e sicuramente non producono le stesse meravigliose sensazioni, ma mi auguro possano infondere almeno quel senso di pace che mi fa stare tanto bene.
Penso che sia fondamentale imparare a riconnettersi con la natura, ripristinare quel senso di radicamento, di appartenenza alla terra. Se vivessimo più in accordo con questi ritmi, piuttosto che pretendere da noi stessi l’efficienza di una macchina, penso che staremo meglio, e che una buona dose dello stress a cui siamo sottoposti scomparirebbe.

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Svadhisthana, il secondo chakra

Il secondo chakra, chiamato anche chakra sacrale, è Svadhisthana, che significa collocato nel suo proprio posto e indica la dimora del Sé. Si trova nel basso ventre, sotto l’ombelico, in corrispondenza del pube e dell’osso sacro, ed è connesso alle emozioni, alla creatività e alla sessualità. Ma, mentre nel primo chakra l’atto sessuale è legato all’istinto di sopravvivenza e alla procreazione e ha un’energia maschile, nel secondo chakra emerge il desiderio, la ricerca del piacere, e ha un’energia femminile. E’ inoltre connesso all’elemento acqua, simbolo di movimento, di purezza e fonte della vita.
Gli animali di riferimento sono il coccodrillo, i pesci e gli animali marini.
Le divinità associate sono Vishnu, il dio della creazione, caratterizzato dalla pelle blu e da quattro braccia, con le quali sorregge un disco, una conchiglia, una mazza e un fiore di loto, e Rakini Shakti, la dea con due teste e quattro braccia, con cui sorregge un tamburo, un’ascia, una freccia e un teschio; ella rappresenta la dualità e il continuo fluire tra interno ed esterno.

Rappresentazione del chakra Svadhisthana con le divinità Vishnu e Rakini Shakti

Il simbolo di questo chakra è un fiore di loto con 6 petali, ognuno dei quali, in alcune raffigurazioni, riporta un mantra sanscrito: a partire dall’alto, in senso orario, abbiamo bam, bham, mam, yam, ram, lam. Secondo la tradizione indiana il numero 6 rappresenta la penetrazione del lingam alla yoni, e manifesta quindi la creazione.
All’interno del fiore di loto sono raffigurati una Luna crescente, che è associata all’acqua e il makara, il coccodrillo, che simboleggia le passioni, l’istinto e i desideri inconsci.

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La Sacerdotessa

Papessa, Gilded Tarot di Ciro Marchetti

Qualche giorno fa, parlando del mio stato emotivo, ho paragonato la fase che sto attraversando alla carta della Papessa, e mi piacerebbe approfondire questo argomento.
Penso che sia chiara la mia passione e il mio interesse per i Tarocchi, non posso negare che sento un rapporto sempre più stretto con le carte e mi piace consultarle abitualmente: sono un mezzo per collegarmi al mio sentire, al mio Sé superiore e ai miei Spiriti-Guida, pertanto, seppure non influenzano in modo determinante le mie decisioni, rappresentano comunque un consiglio o un’indicazione che mi sento di ascoltare (ho spiegato nei miei precedenti articoli come utilizzo le carte e quale valore do ai responsi).

Per chi non lo sapesse, i Tarocchi sono 78 carte, chiamate lame, ognuno delle quali rappresenta un arcano: le prime 22 carte sono gli Arcani Maggiori, mentre le restanti 56 sono gli Arcani Minori.
Negli Arcani Maggiori ogni carta rappresenta una tappa importante, una fase evolutiva rilevante; hanno un significato esoterico molto particolare e rappresentano, nella loro totalità, il viaggio iniziatico dell’Uomo (rappresentato dalla carta 0, ovvero il Matto) fino alla sua piena realizzazione (il Mondo).
Gli Arcani Minori rappresentano invece le tappe della vita quotidiana, le persone che incontriamo, e le situazioni che viviamo.

La Papessa (o Sacerdotessa) è la lama numero II degli Arcani Maggiori: prima infatti abbiamo Il Matto (carta 0, può essere posta all’inizio o alla fine del ciclo, ma personalmente preferisco considerarla come tappa iniziale) e poi il Mago (carta numero 1).
La rappresentazione di questa carta cambia a seconda del mazzo; per quanto mi riguarda non amo molto i Marsigliesi, ma preferisco basarmi su mazzi che seguono lo schema Rider-Waite. E’ molto più affine al mio sentire e, inoltre, le raffigurazioni negli arcani minori sono un valido stimolo nell’interpretazione delle stese.

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Desideri ingenui

Sapessi quante volte ho immaginato di incontrarti. Ho immaginato di vederti, di parlarti.. Di dirti quanto fossi felice di ritrovarti. Nella mia testa ho provato emozioni talmente vivide da commuovermi realmente. Sognavo di abbracciarti e sentivo tutte le emozioni che mi invadevano in quell’abbraccio, le percepivo sulla pelle, distintamente, erano dentro di me e mi scorrevano dentro, mescolate al sangue. E mentre ti abbracciavo non riuscivo a trattenere le lacrime, tanta era l’intensità di quel momento. Non era tristezza, ma gioia, gioia mista all’ansia e alla preoccupazione provata per te in tutto questo tempo; era gratitudine profonda e intima per starti di nuovo vicino, nonostante le circostanze, nonostante le distanze, nonostante tutto.. Era affetto, un affetto sincero, nato in un modo imprevisto e spontaneo e che, per quanto illogico e ingenuo, fa fatica ad arrendersi, benché stia morendo di fame. C’era anche lo stupore di vivere davvero quel momento, di sentire le tue braccia tenermi forte, come se anche tu stessi aspettando quell’abbraccio da tanto tempo. Sentivo il tuo respiro, il tuo profumo, che ricordo ancora, mentre mi stringevi sempre più forte, e il mio cuore prendeva a battere all’impazzata, vanificando ogni mio tentativo di trattenere le lacrime. Avevo uno tsunami dentro di me, un vortice emotivo così intenso che era impossibile da contenere, impossibile da controllare. Piangevo e mi veniva da ridere allo stesso tempo, perché eri lì ed era bello averti lì. Era bello rivederti.. Era bello perché, per una volta, non ti stavi tirando indietro, ma ti godevi anche tu quel momento come fosse un attimo prezioso. Era bello perché era vero, e sentivo che ogni dubbio o paura avessi avuto, potevano finalmente sciogliersi. Era bello perché ci avevo creduto tanto, ci avevo creduto fino in fondo, perché sono stata sincera e onesta, anche se cauta nell’aprirmi con te. Non mi hai mai aiutato a farlo, anzi.. Chissà se hai colto quello che ti ho dato, se hai capito. Il mio dubbio è che pensieri più urgenti o presenze più concrete occupino la tua mente e ti impediscano di percepire quello che, con tanta delicatezza, ho cercato di farti sapere.
Non hai idea di quanto desideravo abbracciarti, di quanto affetto avrei voluto e potuto darti, se solo me l’avessi permesso. Ma non importa più.. ora so che posso chiudere questa porta, rinunciare a questi sogni senza nessuna recriminazione. Ho fatto tutto quello che ho potuto per farti capire quanto tenessi a te.
Ti auguro di essere felice, di ottenere dalla vita tutto ciò che riesci a desiderare, a sognare e a sperare.
E auguro la stessa cosa a me, che non ho più voglia di immaginare, ma di vivere concretamente i miei desideri ingenui.

Fai brillare l’Angelo che è in te (parte 2)

Se non l’avete fatto, vi invito a leggere la prima parte, nella quale ho parlato di cosa succede al nostro corpo e alla nostra psiche quando viviamo situazioni traumatiche e stressanti.
In questa seconda parte spiegherò come cercare di uscire dai drammi attraverso scelte consapevoli, sia relativamente alla cura verso sé stessi e sia nei rapporti interpersonali. L’autrice offre una serie di consigli, spiegando che alimentazione, ambiente circostante e relazioni hanno un impatto significativo sul nostro stato di benessere psicofisico e che i nostri comportamenti hanno il potere di modificare l’ago della bilancia della nostra serenità.

Il cibo è il primo fattore: come abbiamo visto, ci sono alimenti che favoriscono lo stress e alimenti che invece lo combattono. L’autrice consiglia di evitare l’eccesso di zuccheri, di alcol, di caffeina (e altre sostanze che contengono istamina) e consiglia di sostituirle con sciroppo d’acero, cereali integrali, avena, zucca, frullati e verdure fresche.
Doreen parla anche di alcuni rimedi naturali che aiutano ad alleviare lo stress, come ad esempio la camomilla (favorisce il sonno ed è anche un buon antinfiammatorio); l’erba di San Giovanni o iperico (ha mostrato di ridurre i sintomi depressivi), la lavanda (da usare anche come olio essenziale e che funziona come ansiolitico), oli essenziali di agrumi (favoriscono la normalizzazione degli ormoni neuroendocrini e la funzione immunitaria), e la melatonina (che viene secreta dalla ghiandola pineale, ma può essere integrata in caso di bisogno).

Ci sono inoltre particolari accorgimenti in merito all’ambiente che ci circonda: si tratta di attenzioni a cui magari, tendenzialmente, non si pensa, ma che in realtà possono influire sulla nostra qualità di vita. Un ambiente “naturale” ha un impatto importante sulla nostra salute psicofisica e l’autrice invita a privilegiare materiali privi di sostanze chimiche dannose (come pavimenti in legno e vernici ecologiche). Anche per l’igiene della casa e del bucato sono da preferire prodotti naturali, come oli essenziali che disinfettano e puliscono( lavanda, eucalipto e tea tree), evitando i prodotti che contengono sostanze come acetaldeide e benzene, che rischiano di provocare reazioni allergiche.
Per quanto riguarda l’igiene personale, meglio evitare sostanze come benzoati e coloranti, che oltre a scatenare allergie possono avere effetti cancerogeni (in commercio esistono valide alternative naturali a buon mercato, sia per l’igiene e sia per la cosmesi).
Tutto ciò che entra in contatto con il corpo dev’essere il più naturale possibile: la biancheria intima e quella da letto è importante che siano traspiranti e confortevoli, fatte di fibre naturali come canapa, bambù o lino.

Un altro consiglio è ascoltare musica rilassante e meditativa: la musica ha un impatto notevole sul nostro cervello, e ha il potere di ridurre lo stress, l’ansia e l’insonnia e di migliorare la frequenza cardiaca (a patto che non si tratti di heavy metal o techno). E’ stato riscontrato che la musica dolce può favorire la guarigione dalle reazioni post-traumatiche, in quanto permette di ridurre i livelli di cortisolo.

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Silenzio

E’ più di una settimana che non scrivo nulla..
Ho diversi articoli in preparazione, ma non ho pubblicato niente negli ultimi giorni e chiedo scusa per la mia assenza. Chiedo scusa anche a chi aspetta la seconda parte di “Fai brillare l’Angelo che è in te”: non l’ho lasciata in sospeso e nei prossimi giorni la pubblicherò.
Vorrei spiegare un momento cosa mi è successo, solo per far capire meglio come sono, come reagisco, cosa penso.. Penso che, al di là di quello che dico e degli argomenti che tratto, sia bello avere una idea della persona che scrive, no?

Ebbene, ho avuto uno stato d’animo un po’ strano.
Negli ultimi giorni ho vissuto delle esperienze che mi hanno fatto riflettere molto, sono entrata in contatto con persone che hanno messo in discussione alcune mie certezze e ho sentito la forte esigenza di fare del vuoto dentro di me e uscire: avevo bisogno di zittire il mio mondo interiore e di relazionarmi dal vivo con i miei amici.
Confesso che non amo passare ore al telefono. Sono un’anima antica probabilmente, e i filtri nelle interazioni non mi sono mai piaciuti: li trovo poco produttivi, utili solo come supporto di un’esperienza reale e concreta, altrimenti deleteri, per non dire pericolosi. Ti fanno perdere tutte quelle sfumature che invece io amo cogliere e notare, e mi piace sentire anche come reagisce il mio corpo, accorgermi se ricevo segnali positivi o di allarme. Ho sempre avuto bisogno di quella concretezza e la settimana scorsa ho sentito la necessità di ripristinarla.
Nonostante quel mio bisogno di uscire, aprirmi alla vita e alla socializzazione, dentro di me si è creato un silenzio totale. E’ come se mi fossi chiusa a riccio, sospendendo ogni pensiero, ogni valutazione, ogni cosa.. Per certi versi, sto tutt’ora così. Sento che sto acquisendo nuove consapevolezze, nuovi spunti. Sto maturando delle idee, che sono come semi nel terreno: bisogna attendere prima di vedere il loro sboccio.
Avendo interesse per i Tarocchi, potrei dire che in questo momento sono nello stato d’animo della Papessa: ricerca, raccoglimento, introspezione, studio.

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Buona Pasqua🌺

Auguri di Buona Pasqua!

Vorrei lasciare a tutti il mio augurio non solo per questa giornata, ma per una nuova fase di Rinascita, per un momento di totale serenità e benessere.
Che sia un nuovo inizio, pieno di fiducia, di speranza e di apertura verso sé stessi e gli altri. Ci sono tante benedizioni intorno a noi, tanti motivi per sorridere: il mio augurio è quello di riuscire a coglierli, con la consapevolezza del bene che ci circonda.
E’ il momento di fiorire, di rinvigorire la nostra luce interiore e ritrovare i nostri sorrisi.
Che sia un inizio di gioia, di prosperità, di ogni bene possibile.
E che quello che volge a spegnerci, a rattristarci e indebolirci non riesca a intaccare la nostra energia più pura, che ci spinge a vivere, a provare, a rischiare. Che ci spinge a sperare sempre il meglio e a sognare che si realizzi.
Ecco: che non ci manchi mai la voglia di sognare e di credere di poter realizzare i nostri obiettivi!

Auguri di cuore a tutti,

Un abbraccio da parte mia🌺

Incontri speciali

Oggi mi è capitata una cosa veramente bella e per me molto emozionante. Mi è sembrata un vero e proprio dono e provo veramente tanta gratitudine per questo momento così speciale.

Ero in giardino, seduta sull’erba a godermi il sole caldo, il profumo dei fiori, il canto degli uccelli e il silenzio tipico delle prime ore pomeridiane. C’era molto calma e, complice la sensazione di rilassamento profondo in cui mi trovavo, ho iniziato a porre l’attenzione sul mio respiro, ascoltando il fluire dell’aria dentro di me, facendo attenzione al battito del cuore e rendendomi conto che, in quel momento, ero in perfetta sintonia con tutto quello che mi circondava.

Quando ho sentito di essermi nutrita abbastanza di quella luce e di quella calma, mi sono alzata, pronta a tornare in casa a concentrarmi nuovamente sulle mie letture, ma qualcosa ha catturato la mia attenzione.
Un passerotto si era accovacciato su un cespuglio poco distante e se ne stava lì buono buono. Mi sono avvicinata con cautela, salutandolo (noi streghe amiamo parlare con tutti gli esseri viventi, siano piante o animali). Pensavo scappasse, invece si è andato a mettere sul ramo di un piccolo alberello che mi stava accanto. Stupita dal fatto che si fosse avvicinato, l’ho salutato nuovamente, gli ho chiesto se avesse il nido qui vicino e gli ho consigliato di fare attenzione alla mia cagnolina (che non è cattiva, ma ogni tanto uccide chiunque si avvicini alla sua ciotola).
Il passerotto mi guardava incuriosito, senza mostrare la minima paura o la minima intenzione di andarsene. Mentre gli parlavo mi fissava, proprio come se stesse ascoltando attentamente le mie parole.

Mi ha preso quell’istinto di bambina che mi porto dietro da sempre, quello di provare a toccare qualsiasi creatura dolce e soffice che mi trovo davanti. E così, consapevole che avrei rischiato di allontanarlo, ho allungato piano la mano per accarezzarlo.
So che sembra incredibile, ma il passerotto si è lasciato accarezzare!!!
L’ho toccato con molta delicatezza, passandogli il dito sulla testolina, accarezzando le piume delle ali, e sfiorandogli il pancino. Lui è rimasto lì, tranquillissimo, e a me è sembrato un sogno, tanto era meravigliosamente incredibile e magico quel momento!
Pensavo mi avesse concesso abbastanza pazienza, e ho tolto la mano prima che volasse via. Invece è rimasto lì, sempre buono buono, a fissarmi con totale tranquillità. Forse per rendermi conto di non aver sognato, ho allungato di nuovo la mano, temendo che stavolta volasse via. Invece quel dolce esserino mi ha permesso di nuovo di accarezzarlo, e dentro di me sentivo scoppiarmi il cuore di felicità! Un passerotto sano e libero mi stava permettendo di accarezzarlo!!! Si stava fidando di me!

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