La Sacerdotessa

Papessa, Gilded Tarot di Ciro Marchetti

Qualche giorno fa, parlando del mio stato emotivo, ho paragonato la fase che sto attraversando alla carta della Papessa, e mi piacerebbe approfondire questo argomento.
Penso che sia chiara la mia passione e il mio interesse per i Tarocchi, non posso negare che sento un rapporto sempre più stretto con le carte e mi piace consultarle abitualmente: sono un mezzo per collegarmi al mio sentire, al mio Sé superiore e ai miei Spiriti-Guida, pertanto, seppure non influenzano in modo determinante le mie decisioni, rappresentano comunque un consiglio o un’indicazione che mi sento di ascoltare (ho spiegato nei miei precedenti articoli come utilizzo le carte e quale valore do ai responsi).

Per chi non lo sapesse, i Tarocchi sono 78 carte, chiamate lame, ognuno delle quali rappresenta un arcano: le prime 22 carte sono gli Arcani Maggiori, mentre le restanti 56 sono gli Arcani Minori.
Negli Arcani Maggiori ogni carta rappresenta una tappa importante, una fase evolutiva rilevante; hanno un significato esoterico molto particolare e rappresentano, nella loro totalità, il viaggio iniziatico dell’Uomo (rappresentato dalla carta 0, ovvero il Matto) fino alla sua piena realizzazione (il Mondo).
Gli Arcani Minori rappresentano invece le tappe della vita quotidiana, le persone che incontriamo, e le situazioni che viviamo.

La Papessa (o Sacerdotessa) è la lama numero II degli Arcani Maggiori: prima infatti abbiamo Il Matto (carta 0, può essere posta all’inizio o alla fine del ciclo, ma personalmente preferisco considerarla come tappa iniziale) e poi il Mago (carta numero 1).
La rappresentazione di questa carta cambia a seconda del mazzo; per quanto mi riguarda non amo molto i Marsigliesi, ma preferisco basarmi su mazzi che seguono lo schema Rider-Waite. E’ molto più affine al mio sentire e, inoltre, le raffigurazioni negli arcani minori sono un valido stimolo nell’interpretazione delle stese.

La Papessa è raffigurata solitamente come una donna seduta su un trono e con in mano la Torah (il libro ebraico della Legge) o una pergamena, a rappresentare la conoscenza. La Luna e l’acqua sono simboli connessi a questa carta, che rappresenta l’intuizione, la saggezza, la calma e l’immobilità. Se il Bagatto rappresenta l’aspetto intellettuale, creativo e maschile, la Sacerdotessa è invece simbolo di un aspetto ricettivo e femminile: esprime l’importanza del fermarsi, porsi in ascolto e rielaborare le informazioni. Sa aspettare il momento giusto per agire e ha un atteggiamento calmo, introspettivo e distaccato. E’ quindi una carta “passiva”, che non induce all’azione, ma al silenzio e alla riflessione.
Incarna il principio archetipo della Grande Madre, ed è identificata con Lilith, la luna nera o Iside, la dea lunare egizia.

Papessa, Witches Tarot di Ellen Dugan

Questa carta rappresenta una conoscenza profonda, esoterica, ma non ancora consapevole; è il momento in cui Spirito e Materia si incontrano, ma proprio perché si tratta di una fase ancora misterica, c’è il pericolo di farsi confondere e perdersi nell’ignoto: il rotolo di pergamena va letto e i suoi segreti devono essere svelati, altrimenti, quello che temiamo di conoscere può soggiogarci.

Nei Tarocchi il numero 2 indica la necessità di fare una scelta, la polarità. La Sacerdotessa non fa eccezione, indica la dualità e la polarizzazione: ☯️ l’incontro di Yin e Yang, ricettivo e creativo permette la manifestazione della nostra realtà; l’universo nasce dall’equilibrio di questi due elementi che si completano e si mescolano tra di loro. Bene e Male, Luce e Tenebre, Amore e Odio sono aspetti opposti e complementari della stessa realtà, su cui si fonda l’esistenza.

E’ una carta che invita ad ascoltarsi, a dar voce al proprio intuito e alla propria interiorità. Esprime la necessità di fare appello alle proprie risorse e di imparare a conoscersi nel profondo, svelando quanto teniamo nascosto in noi. Indica anche il confronto con elementi oscuri e ignoti con cui è necessario confrontarsi e che perciò vanno analizzati con attenzione.

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