Confini

Negli ultimi giorni mi sono trovata a riflettere su una cosa: i nostri limiti interiori.
Ci sono tasti verso i quali siamo più vulnerabili, e a volte, se vengono toccati con imprudenza, possono causare dolore.

A rifletterci bene, non è così difficile ferire qualcuno. Basta indelicatezza, superficialità, avventatezza.. se si finisce per urtare una parte di noi particolarmente delicata o in cui siamo particolarmente sensibili, il danno è fatto, e non si torna indietro. Le crepe possono essere sempre sanate, ma restano lì, come cicatrici indelebili, che anche una volta rimarginate hanno comunque il potere di rievocare la ferita che le ha provocate.

C’è una cosa che mi è stata insegnata: le persone si prendono con noi le libertà che sentono di avere. Tuttavia, in varie occasioni, ho constatato che non è proprio così.. credo piuttosto che questa frase sia vera a metà. E’ vero che a volte una persona si prenda delle confidenze perché sente in qualche modo di poterlo fare, però capita anche che uno “vada oltre” per sua libera iniziativa, come per valutare quanto può spingersi avanti.

Io, purtroppo, riconosco di avere un modo di fare che lascia molta libertà agli altri, non metto subito dei paletti. Non sono una persona che mette in soggezione o che crea muri; spesso mi sento dire che infondo serenità, tranquillità, e che con me ci si sente spesso a proprio agio. Sinceramente mi fa piacere ispirare queste sensazioni, ma non se questo induce ad andare a briglia sciolta nei miei confronti, senza fermarsi a pensare se si può o no.. perché ci sono dei confini.

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