Spiritualità nella vita di tutti i giorni

A volte l’Universo ci mette alla prova. Viviamo sfide, prove e ostacoli con il solo scopo di “svegliarci” ed evolvere spiritualmente, rendendoci conto che ciò che viviamo risponde solo e soltanto al nostro massimo bene, anche se a volte facciamo fatica a vederla così.

In queste ultime settimane ho scritto poco, perché ho dovuto lavorare intensamente su me stessa e cercare di dare un senso e un valore a quello che sto attraversando.
Ho capito da diverso tempo che le persone che più ci mettono alla prova, sono in realtà quelle con le quali abbiamo patti animici importanti. La loro presenza serve a farci comprendere determinate cose, e risponde in qualche modo allo scopo evolutivo con cui ci siamo reincarnati.
Che piaccia o no, la verità è che tutto quello che viviamo ce lo siamo scelti. Ci siamo scelti la nostra famiglia, le nostre sfide, le difficoltà, e le anime che ci stanno intorno sono sia quelle che ci sostengono e ci supportano, sia quelle che ci ostacolano per farci imparare una lezione. Abbiamo scelto tutto, e la nostra anima lo sa.
Quello che non sa è che l’esperienza terrena può talvolta rivelarsi più dura e complicata rispetto a quello che pensava nel momento della scelta, e che il nostro corpo, ovvero la nostra macchina biologica, ha delle esigenze e delle reazioni che vanno gestite per far sì che non prendano il sopravvento e ostacolino il nostro percorso evolutivo.

Chiunque si interessi di spiritualità, sa che una delle principali sfide da affrontare è proprio il fatto che il nostro corpo, che di fatto è solo un mezzo col quale vivere l’esperienza di reincarnazione, rischia di diventare il fulcro delle nostre preoccupazioni e pensieri. Dobbiamo prendercene cura e rispettarlo, in quanto è il tempio della nostra anima, e ha le caratteristiche necessarie allo scopo di questa nostra esistenza (quindi, di fatto, ognuno è perfetto così com’è, perché veniamo al mondo con il fisico adatto allo scopo di questa vita), ma non dobbiamo cedere passivamente ai suoi impulsi e ai suoi bisogni, dimenticando di occuparci della nostra parte animica e spirituale.

Continua a leggere “Spiritualità nella vita di tutti i giorni”

Litha, il Solstizio d’Estate

Il giorno del Solstizio d’Estate è il giorno più lungo dell’anno, quello in cui la durata delle ore di luce è maggiore rispetto alla durata della notte. Solstizio è un termine che deriva dal latino solstitium: solsistere e indica appunto l’arrestarsi del Sole.
In questo momento particolare si celebrano i festeggiamenti di Litha.
Come ho spiegato precedentemente, il solstizio d’estate non è l’inizio dell’estate, avvenuto nei primi di maggio con la festa di Beltane, ma rappresenta il momento di massima energia e luminosità, in quanto il Sole è all’apice della sua potenza e trionfa definitivamente sulle tenebre.

Nell’antica Grecia i solstizi venivano considerati particolarmente importanti e rappresentavano ciascuno dei due una porta: il solstizio d’estate era la Porta degli Uomini, mentre il solstizio invernale era la Porta degli Dei. Questi erano i momenti in cui il Sole entrava in una fase specifica del percorso annuale: con la fase ascendente si entrava nel mondo della materia, mentre nella fase discendente si entrava nel mondo del divino e del soprannaturale.

In questi giorni di “Mezza Estate” le energie della Terra e dell’Universo sono particolarmente intense e magiche, al punto che il velo tra mondo visibile e mondo invisibile tende ad assottigliarsi, permettendo una sorta di fusione tra queste due dimensioni. Questo sabbath è infatti anche noto anche come Alban Heruin (luce della riva), in quanto, nel mondo antico si credeva che terra e acqua fossero rispettivamente al di sopra e al di sotto dell’equatore, e il Sole, trovandosi nel suo punto più alto, era in grado di unirle, esattamente come avviene sulla riva del mare.

Continua a leggere “Litha, il Solstizio d’Estate”

Tarocchi, luci e ombre

Ognuno di noi ha delle caratteristiche particolari che lo rendono esattamente la persona che è. Il nostro modo di essere è determinato da vari fattori: la cultura, la famiglia, l’ambiente circostante.. e non è da sottovalutare nemmeno la nostra data di nascita. Questa, infatti, può rivelare molto sulla nostra personalità e su chi siamo, non solo dal punto di vista astrologico.

Tarocchi e date di nascita sono un binomio quasi indivisibile. Chi ha fatto consulti con me sa bene che una delle prime cose che chiedo sono le date di nascita delle persone coinvolte nella domanda che mi viene posta, perché la data non solo permette di identificare meglio la persona, ma anche di capire certi suoi aspetti.

Ognuno di noi, infatti, ha un suo tarocco luce, o tarocco di nascita, che rappresenta la nostra interiorità, il nostro scopo, i nostri lati da preservare e manifestare.
E’ la carta che in certo senso esprime il nostro potenziale, le risorse a cui possiamo attingere per realizzare appieno noi stessi.

Come si calcola il Tarocco di Nascita?
E’ molto semplice. Prendiamo la nostra data di nascita, ad esempio: 07. 05. 1990 e dividiamola in gruppi di 2, cioè: 07+05+19+90 = 121

Dal momento che come riferimento abbiamo i soli Arcani Maggiori, che sono 22, se il risultato non è compreso tra 1 e 22 si fa un’ulteriore somma: 1+2+1= 4

L’arcano di riferimento è quindi il numero 4, vale a dire L’Imperatore. Avere questa carta come Tarocco di nascita potrebbe significare che siamo dei leader, sappiamo gestire le situazioni, o essere dei punti di riferimento per gli altri. Potrebbe anche indicare la necessità di avere fermezza e stabilità, senso pratico e organizzazione.

Esiste poi l’altro aspetto della medaglia, il tarocco ombra.
Ognuno di noi ha le sue ombre, aspetti con cui ci si trova a scontrarsi o a dover ammettere. Parti oscure, che tendiamo a nascondere, talvolta persino a noi stessi, ma che in realtà, esattamente come l’aspetto luce, possono essere un dono per la nostra evoluzione. Non è combattendo i nostri demoni interiori che possiamo evolvere e migliorare, ma accettandoli, integrandoli in noi. Solo attraverso la totale consapevolezza di chi siamo possiamo fare dei passi avanti, ma è necessario riconoscersi per ciò che si è, con onestà e accettazione.
Il tarocco ombra ci permette di capire quali aspetti di noi dobbiamo integrare o guarire, affinché la nostra anima possa compiere al meglio il suo percorso di esperienza terrena.

Come si calcola il tarocco ombra?
Esattamente come per il tarocco luce, la base di partenza resta la nostra data di nascita.
Se abbiamo: 07. 05. 1990 dividiamo di nuovo la data in gruppi di 2, cioè: 07+05.19+90 = 121
Ora non scomponiamo più la cifra come prima, ma dividiamo le prime due cifre e l’ultima: 12+1= 13

L’arcano ombra è la carta numero 13, vale a dire La Morte. Questo potrebbe significare che la persona teme i cambiamenti, la fine delle cose: magari si dispera quando termina qualcosa (sia un lavoro, una relazione, ecc..) e fa fatica a considerare che ogni fine porta con sé un nuovo inizio. Può anche voler dire che si tratta di una persona senza mezze misure, che quindi dovrebbe cercare di vedere anche le sfumature, perché non tutto è bianco o nero.

Continua a leggere “Tarocchi, luci e ombre”

Il Richiamo del Mare

Se la Terra è l’elemento che mi ha permesso di riscoprire la mia magia, il Mare è quello che mi ha connesso al mio potere. Credo sia il mio elemento naturale, quello a cui sono più connessa.

E’ esattamente come me: trasparente, attraente, solitamente calmo. Nelle sue profondità, però, può celarsi di tutto, basta un alito di vento un po’ più forte per incresparlo e agitarlo, nella tempesta diventa impetuoso e terribile, e le onde appaiono implacabili.
Il suo profumo stimola i sensi, la sua bellezza rigenera, il suo suono ammalia, ma bisogna avvicinarsi con prudenza e cautela, stare attenti a non spingersi troppo al largo, perché se non si è abbastanza esperti si corre il rischio di perdersi tra le sue insidie e annegare.
Il suo abbraccio ti culla, ti spinge, o si ritrae. Se ti lasci andare con fiducia ti sostiene, se hai paura e fai resistenza la sua forza ti impone di tornare a riva; puoi scivolare con dolcezza tra le sue sue onde leggere, o essere spinto in basso da quelle più consistenti.

Per addentrarti tra le sue profondità devi andare d’accordo con lui, fluire con lui, sentire il suo ritmo e saperlo gestire, facendoti trasportare.
Non abituarti troppo al suo tepore, perché puoi capitare all’improvviso in una zona molto più fredda. La sua temperatura non è sempre la stessa e devi abituarti gradualmente alla sua freschezza.
Sii pronto ad abbandonare i tuoi punti di riferimento: non ci sono ostacoli, né corsie prestabilite, né blocchi di alcun genere, ma sappi che procedi a tuo rischio e pericolo, facendo affidamento sulla tua abilità. Non è un tuo nemico, ma nemmeno un tuo amico. Ti accoglie esattamente come tu ti poni con lui.
E’ benefico, ma ti stanca e richiede energia. Ti ristora, ma è faticoso.

Continua a leggere “Il Richiamo del Mare”