Riflessione

Nei giorni scorsi ho letto un bellissimo post che esaltava la figura della donna strega-sciamana, e ne elencava le qualità. Tra i vari commenti, mi ha molto colpito quello di una ragazza che diceva di riscontrare paura non solo negli uomini, ma soprattutto nelle “femmine” (le nominava proprio così, in quanto riteneva che le Donne sono coloro che sono consapevoli della propria sacralità).
Mi ha fatto riflettere.
Effettivamente, se da un lato è comprensibile che l’Uomo debba affrontare un processo di trasformazione e imparare a riconoscere il potere del sacro femminino, esattamente come lui è il detentore del potere sacro mascolino, dall’altro lato lascia piuttosto sgomenti rendersi conto che siano proprio alcune donne a temere e boicottare quelle che invece hanno risvegliato la propria luce e non hanno paura di rivelare la propria natura sacra, la propria divinità ed autenticità.
E’ come se non fossero più in grado di riconoscere questa componente, avendola appiattita e annullata dentro di loro, magari per ragioni culturali, o educative, o anche religiose, visto che il Cristianesimo ha sempre subordinato la figura della donna a quella dell’uomo.
Spaventate da coloro che riaffermano la propria sacralità, che riscoprono la propria essenza e la rivendicano e la dichiarano con coraggio, loro, che hanno sempre vissuto nell’ombra di certi stereotipi e dettami moralisti, arrivano a “conciarti per le feste”, paladine della loro stessa subordinazione e ipocrisia. Sì, signori. Questo genere di donna non sa riconoscere la divinità in lei, ed è la prima che se potesse ci metterebbe di nuovo al rogo, tutte quante.

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