Pietre e Cristalli, che fare quando si rompono?

Torniamo a parlare di uno degli argomenti che mi sta più a cuore, anche se devo ammettere che qui tratto solo temi a cui tengo in maniera molto sentita. Ogni cosa di cui parlo è davvero un pezzo di me e dietro ogni articolo ci sono ricerche personali, studi, esperienze.. questo è il mio “piccolo Universo”.

Oggi vi parlo di pietre, di come comportarsi quando si spaccano, si scheggiano o si rompono, se è possibile continuare a usarle e in che modo, oppure se è necessario disfarsene e come è opportuno farlo.

Nel mio precedente post sui cristalli avevo dato delle linee guida generali su come sceglierli, purificarli e programmarli per il proprio benessere. Ma può capitare che durante l’utilizzo di una pietra, anche solo per sbadataggine, questa ci cada dalle mani e si rompa. Che fare?

Il mese scorso in un negozio di pietre e oggetti esoterici avevo trovato delle cosine interessanti, tra cui un bellissimo occhio di gatto. Era abbastanza grande, con delle meravigliose tonalità di grigio. Non era adatta a diventare un ciondolo, e per tenerla a contatto con la pelle la mettevo all’interno del reggiseno, in modo che potesse trasmettermi le sue proprietà. Ebbene, la settimana scorsa, tornando a casa da una passeggiata, nel momento in cui mi stavo togliendo giacca e scarpe, mi è scivolata via, andando a sbattere e a rotolarsi sul pavimento. Sembrava ancora intatta, ma prendendola in mano mi sono accorta che si era scheggiata e mi sono sentita malissimo.
Ecco, so che questo può sembrare esagerato, ma le pietre per me sono elementi “vivi”: non sono semplici oggetti, sono doni della natura benevoli e potenti, e io sono affezionata a ogni pietra che possiedo esattamente come sono affezionata alle mie erbe e ai miei mazzi di carte, e non per una questione economica, ma proprio per il rapporto che si instaura con loro. Perciò ci resto davvero male quando una di loro “mi lascia”.

Uso il termine “lasciare” poiché, quando una pietra si rompe, significa che ha fatto ciò che doveva fare ed è giunto per lei il momento di tornare alla terra. Una pietra può rompersi per varie ragioni: ha assorbito troppa energia, risente degli sbalzi termici, viene impiegata male (alcune pietre odiano l’acqua, altre la luce del sole, altre il contatto col sale..), oppure perché finisce in mano a gente maldestra come la sottoscritta.
In questi casi ci sono diverse cose che possiamo fare, affidandoci soprattutto al nostro buon senso.

Dal momento che possiamo utilizzare le pietre per diversi scopi, è importante tenere conto di come si rompe la pietra. Se si tratta di pura distrazione, benché scheggiata, può mantenere parte delle sue proprietà ed essere utilizzata magari in modo diverso. Se invece si rompe in modo “non naturale”, allora ha davvero terminato il suo compito, e in quel caso possiamo renderla nuovamente alla terra o sotterrandola, o abbandonandola in un corso d’acqua (a patto che non sia una pietra che odia l’acqua).

Riutilizzare una pietra scheggiata, invece, richiede alcune accortezze. La pietra ha subito uno shock, e ha perso parte del suo potere.
🧿Se si tratta di un pendolino in quarzo, personalmente consiglio di sostituirlo, e di tenere quello scheggiato come ciondolo decorativo e stop. I pendoli in quarzo sono già piuttosto delicati, perché si impregnano e necessitano di essere costantemente purificati e caricati, perciò stressare una pietra scheggiata può compromettere la sua attendibilità. Il pendolo è uno strumento sul quale bisogna poter fare affidamento, perciò consiglio di averne massima cura e di assicurarsi sempre che sia integro.
🧿Se utilizzate la pietra per meditare invece, potete continuare a utilizzarla senza problemi. Fate appello alla vostra sensibilità e notate se percepite variazioni nella vostra capacità di concentrazione o di connessione. In linea generale, la pietra dovrebbe ancora attendere al suo funzionamento senza particolari cambiamenti.
🧿Se utilizzate la pietra a scopo cristalloterapico, è possibile che sia necessario sostituirla. Dipende soprattutto da quanto tempo la stavate utilizzando, con quanta intensità e inoltre dall’entità del danno: un piccolo graffio non compromette la pietra come una spaccatura netta che ne scheggia una parte. Anche in questo caso fare appello al buon senso e alla propria percezione può essere la risposta migliore.
🧿Se si tratta di una pietra nuova o seminuova, e non idrorepellente, potete utilizzarla all’interno di una bottiglia di vetro per fare un elisir da bere. Attenzione però, non tutte le pietre sono adatte a fare gli elisir, alcune possono rivelarsi tossiche per l’organismo, quindi è sempre opportuno consultare chi ne sa, oppure fare delle ricerche sulla pietra in questione, in modo da sincerarsi di poterla effettivamente adattare a questo scopo.
In via alternativa, esistono in commercio molte bottiglie adatte a fare gli elisir, dotate di un fondo che non va a diretto contatto con l’acqua: su quelle potete mettere le pietre che volete e usufruire delle loro proprietà.

Bottiglia per Elisir

Questa immagine l’ho presa dal sito di Macrolibrarsi, per mostrarvi un esempio di bottiglia adatta agli elisir. Come si vede, le pietre non toccano direttamente l’acqua, ma l’acqua viene comunque caricata dalle loro proprietà e quando la bevete ne assorbirete tutti i benefici.

6 pensieri su “Pietre e Cristalli, che fare quando si rompono?

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