Gennaio, il mese dedicato a Giano

Gennaio, il primo mese dell’anno, è dedicato al dio romano Giano, conosciuto come Giano bifronte.
Questa divinità era infatti raffigurata con due volti opposti e custodiva le porte: una faccia guardava verso l’ingresso, l’altra verso l’uscita: era quindi il dio dei passaggi e degli inizi, sia materiali che astratti e mentre da un lato salutava il passato, dall’altro accoglieva il futuro.

Si tratta di una delle divinità più antiche del mondo romano e una delle poche che non trae origine dai culti ellenici. E’ legato ai cicli naturali del mondo arcaico e i Romani solevano invocarlo per ottenere il suo favore per propiziare la riuscita di qualsiasi cosa.
E’ un dio legato alla transizione, poiché apre a nuove prospettive e opportunità: esattamente come il mese di Gennaio, che dà il via a un nuovo anno e ci proietta verso nuovi percorsi e nuove esperienze da vivere.

Questo dio ci invita ad agire e a cocreare attivamente il nostro futuro: partendo da ciò che è stato e dalle risorse acquisite, abbiamo la possibilità di progettare e manifestare il nostro futuro, un po’ come ci insegna anche la carta del Mago nei Tarocchi. E’ il dio delle porte, perché varcando l’uscio abbandoniamo una zona per accedere in un’altra. Attraversare una porta indica un cambiamento, un passaggio, una trasformazione: in un certo senso morte e rinascita. I nuovi inizi nascono sempre da una fine, ma serve il coraggio di chiudere e guardare avanti, guardare oltre e fare i passi necessari per proiettarci verso il nuovo. Veniamo da un passato del quale dobbiamo essere consapevoli per poter costruire il nostro futuro, ogni nostra azione ha avuto un impatto e ogni nostra azione ha il potere di costruire nuove cose.

Giano ci insegna inoltre che c’è sempre un rovescio della medaglia: dietro ogni cosa c’è sempre un’altra possibile faccia, un altro aspetto da guardare e scoprire. A volte sta a noi riuscire a trovare il lato “buono” di una situazione, ma Giano ci ricorda che esiste la controparte, esiste una visione alternativa. Forse non è così semplice e scontato trovarla, ma il solo fatto che ci sia può aiutarci ad avere fede anche nei momenti più bui.