Simboli antichi: il Vegvisir

Il Vegvisir è un antico simbolo magico originario della mitologia norrena. Il termine è costituito da due parole islandesi: veg, abbreviazione di vegur, che significa sentiero, percorso e visir che sta per guida. Si tratta quindi di una sorta di bussola runica, ed è infatti conosciuto anche come la bussola dei Vichinghi.
Nell’antico manoscritto di Huld, il manoscritto oscuro facente parte di un grimorio islandese del XIX secolo, è riportata questa frase:
Se qualcuno porta con sé questo simbolo, non perderà mai la propria strada nella tempesta o nel cattivo tempo, anche se percorre una strada a lui sconosciuta.

Le origini di questo simbolo sono molto incerte, e di fatto appare in diverse fonti che rendono dubbiosa la sua vera origine. Esistono testimonianze risalenti al 1600, con il Galdrabok, l’antico grimorio islandese contenente sigilli e incantesimi, in cui il Vegvisir viene descritto come una sorta di amuleto in grado di aiutare il suo portatore a trovare la strada del proprio destino.
Altri testi di incantesimi e magia runica fanno riferimento al Vegvisir, evidenziando il suo uso come bussola: porta con te questo segno e non ti perderai nelle tempeste né morirai per il freddo e il cattivo tempo, e troverai facilmente la tua strada attraverso l’ignoto.
Di fatto, i Vichinghi solevano disegnarlo sulle navi per ricevere protezione e potersi orientare in mare anche durante le condizioni climatiche più avverse.

Il suo utilizzo originario resta tuttavia un mistero e anche i segni che lo compongono non sono stati completamente chiariti. Se da un lato era un simbolo di orientamento durante le navigazioni, dall’altro aveva anche una valenza più spirituale, ed era usato dagli sciamani per guidare il a cuore a compiere le scelte migliori per il proprio futuro. Era quindi una bussola del proprio viaggio di vita, e serviva a ritrovare fiducia in sé e a cogliere la direzione delle proprie azioni.

Questo simbolo è costituito da un cerchio al cui interno sono raffigurati 8 glifi di rune vichinghe, ognuna delle quali indica un punto cardinale e serve a proteggere da una serie di ostacoli e difficoltà che si possono incontrare lungo il percorso, sia materiale che metaforico. Ogni asta è arricchita da segni, linee e semicerchi per offrire una maggiore difesa.
Diverse fonti, descrivono il Vegvisir in questi termini: “Da un comune punto centrale si irraggiano 8 semirette che si aprono al vertice in una sorta di forcelle “tridentate” che simboleggiano al contempo trasmissione e ricezione, emanazione e promanazione, invio e riassorbimento dell’energia. Si tratta di una struttura di base necessaria, come nella musica è il pentagramma, senza il quale le note musicali non avrebbero valore. La “forcella” in realtà è una runa, la ALGIZ e reca con sé anche il significato tradizionale di protezione”.

Questa è la runa Algiz che, tra i suoi molteplici rimandi, ricorda la sagoma di un uomo con le braccia verso il cielo. Si tratta di una runa di difesa e protezione, e rappresenta il rischio concreto di vivere situazioni che possono indurre a deviare dal proprio cammino. Tuttavia ci ricorda che possiamo contare sul supporto celeste, ed è quindi un invito a protendere verso l’alto e a connetterci alla dimensione divina e a una conoscenza superiore.
Il fatto che questa runa sia alla base del Vegvisir, ci fa capire ancora una volta l’importanza del sapersi affidare all’intuito e a orientarsi nelle proprie scelte, con la consapevolezza che se decidiamo di innalzare la nostra vita a un percorso più evoluto e spirituale, possiamo avvalerci di una forza sacra che ci aiuterà a gestire gli eventuali ostacoli che ci troveremo davanti.

10 pensieri su “Simboli antichi: il Vegvisir

  1. Non ne avevo mai sentito parlare, ma è davvero bello e interessante questo tuo studio e voglia di approfondire.
    Un simbolo che si ripete in tante varianti, ma che ha una base comune e credo che anche il fatto che sia racchiuso in un cerchio abbia un ulteriore valenza.

    Grazie, streghetta! 🙂

    Piace a 1 persona

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