Un po’ di calma

Condivido con voi questo video come dono per un momento di pace. La settimana è appena iniziata, alcuni si staranno godendo le ferie, altri no, ma un momento di piacevole relax è sempre utile, poiché fa bene e aiuta a ricaricare le batterie.
Come molti sanno, la musica ha un importante impatto su di noi: come tutti i suoni, offre delle specifiche informazioni alle nostre cellule, può modificare e alterare il nostro status vibrazionale e può favorire il riequilibrio e la capacità di manifestare quanto desideriamo. Ecco che quindi ascoltare della buona musica non è solo una coccola per il nostro benessere, ma anche una vera e propria attenzione di self-care.
Ricordarsi di tirare il fiato e rispettare i propri ritmi è fondamentale per mantenersi in salute. Staccare la spina, non pensare a nulla, abbandonare ogni preoccupazione è necessario non solo per prendersi cura di sé in modo corretto, ma anche per poter affrontare ogni cosa con la giusta prospettiva, senza esserne sopraffatti.
Perciò ecco a voi: respirate e godetevi un po’ di sana tranquillità.

E se il mondo fosse bello?

Ammetto che il titolo possa sembrare un pochino provocatorio, ma con tutte le lamentele e i problemi che vengono costantemente portati all’attenzione, mi piacerebbe proporre un altro tipo di prospettiva.
Tutti razionalmente sappiamo che il mondo non è né bello, né brutto, ma un semplice riflesso di come noi vediamo le cose e che sono i nostri stessi filtri a renderlo bello o brutto. Di fronte a una stessa identica situazione, magari uno scampato pericolo, c’è chi reagisce pensando che va sempre tutto storto, chi invece trova conferma di essere benedetto e protetto, e anche se la situazione di per sé è neutra, siamo proprio noi a darle un preciso valore.

Fin troppo spesso, tuttavia, “ci si culla” in frasi come “il mondo va così, la gente fa così, le cose funzionano così, fanno tutti così..” dimenticandosi di essere parte di questa equazione, di essere parte attiva nel tutto. A volte cado ancora anch’io in questo loop, ma la verità è che così facendo deleghiamo la responsabilità agli altri, quando invece anche noi siamo voce in capitolo e anche noi abbiamo il potere di cambiare le cose e muovere l’ago della bilancia. Fossimo anche i soli a comportarci in un certo modo, diamo comunque un esempio e facciamo la differenza, nel bene o nel male.

Troppo spesso assisto a comportamenti di persone “inconsapevoli”, che non si rendono conto del potere che hanno e che sembra quasi che godono nel fare profezie catastrofiche, dando per scontato che il futuro che ci attende sarà nero e difficile. Io non lo voglio nemmeno scrivere, ma quando sento qualcuno che dice che dobbiamo prepararci all’autunno, mi sale il nervoso. Quand’anche avessero la sfera di cristallo, dovrebbero saperlo che le energie possono sempre cambiare, e che se un determinato esito non è quello sperato, si può sempre intervenire sulla realtà. Quindi perché dare per assodato qualcosa che non si è ancora verificato e che “potrebbe” semplicemente essere, ma non è detto che sarà? E la verità è che dipende da noi se sarà o meno. Anche se molti non ci credono.. dipende sempre da noi.

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Osare essere se stessi

Ultimamente sto facendo molta introspezione. Sto lavorando tanto su me stessa, sia attraverso l’aiuto delle carte, sia attraverso meditazioni e autoanalisi. Riconosco il fatto di essermi scelta diverse sfide importanti in questa vita e che sicuramente ho delle importanti lezioni da integrare e imparare, ma allo stesso tempo sto cercando di mantenere una mente aperta, che mi permetta di non stagnarmi in ideologie fisse, ma che mi consenta di affrontare le cose sempre con un approccio fresco e libero.

Non è facile riappropriarsi del proprio potere quando per buona parte della propria esistenza si è sempre delegato tutto ad altri. Una delle più importanti personalità nel mondo della Radiestesia, Raymon Grace, ha detto: “La gente ha delegato i figli alla scuola, la salute ai medici, i soldi alle banche e l’anima alla chiesa e in questo modo ha perso il controllo della sua vita“.
Per quanto questa verità risulti amara e sfacciatamente cruda, è innegabile che sia così. Fin da piccoli impariamo a delegare qualsiasi cosa, seguendo la massa. A scuola ci insegnano ad avere una visione omologata delle cose e a pensare in un certo modo. Le nostre facoltà di pensiero e le nostre idee vengono guidate e indirizzate e nella mia esperienza scolastica ho avuto più volte modo di constatare che quanto più una persona ripeteva le stesse parole del libro, tanto più i voti erano alti. Facciamo una cosa perché la fanno tutti, perché lo dice la tv, perché l’hanno detto al telegiornale o perché è di moda.. Ci confrontiamo con la società, con le aspettative di tutti e spesso la nostra felicità si basa sul modo in cui gli altri ci considerano e ci stimano. Seguire il proprio io interiore è un atto di ribellione estrema, o di “folle saggezza” e coraggio, perché anche i “finti alternativi” in realtà propinano dei modelli da seguire. E in questo clima di stampini più o meno uguali, essere unici fa quasi paura.

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Ambizioni

L’altro giorno, parlando con un’amica, abbiamo toccato un argomento interessante, quello delle ambizioni personali.
Ognuno di noi le ha, è normale desiderare e sperare in “qualcosa di meglio“, eppure, talvolta, sembra quasi una colpa e capita che si venga addirittura biasimati per questo.

Personalmente, non trovo ci sia nulla di male nel volere qualcosa in più. Se da un lato apprezzare ciò che si ha è fondamentale, dall’altro accontentarsi, mentre si sente l’esigenza di qualcos’altro, rischia di diventare nocivo e deleterio. Un giusto equilibrio sarebbe auspicabile, ma sempre tenendo conto delle proprie necessità ed esigenze personali. Fare finta che vada tutto bene, quando non è così, non giova a nessuno.

Avendo avuto modo di vivere all’estero per breve tempo, ho potuto confrontarmi con altre mentalità e prospettive e rendermi conto di quanto, purtroppo, la nostra visione del mondo sia ancora abbastanza chiusa e provinciale. E temo che anche questo derivi dall’impatto della chiesa nella nostra cultura.
Il senso di povertà, di sacrificio, di peccato e di umiltà ci viene inculcato fin da piccoli, facendoci credere che i soldi sono il male e che i ricchi sono tutti presuntuosi e arroganti. Se vuoi entrare nel regno dei Cieli devi essere povero, e da questo pensiero nascono una serie di comportamenti e condizionamenti che ci portano ad accontentarci e a limitarci. La nostra società è diventata lo specchio perfetto di queste idee, ed essendomi sottoposta a una serie infinita di candidature in passato, so bene di cosa parlo: se osi semplicemente ambire a qualcosa che appaghi quantomeno i tuoi sacrifici nello studio, allora non hai voglia di lavorare, sei “choosy”, e non capisci che devi adeguarti. Per quanto questa mentalità sia viziosa ed errata, purtroppo è fin troppo comune e diffusa.

Il problema è che non coinvolge semplicemente la sfera lavorativa, ma ogni cosa. Perché questo principio si applica in tutto, e ci porta costantemente a sentirci in difetto e a crearci inutili sensi di colpa se ci permettiamo di far presente le nostre esigenze e i nostri desideri.

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Il riflesso di ciò che succede

Se c’è una cosa che ho capito è che tutto ciò che ci capita ha a che fare con noi, anche se in modo diverso. Tutto ciò che viviamo si riallaccia a qualcosa di noi, e se i traumi possono attirare gente pronta a prevaricarci o ferirci, un sano amore e rispetto per te stesso avvicinano invece a persone equilibrate e gentili.

Nella mia vita riscontro entrambe le tipologie, e io sto lavorando molto su di me per capire bene cosa effettivamente sto emanando. Forse tollero cose che non dovrei accettare più, o forse ho delle ombre che mi boicottano e mi portano a scontrarmi con atteggiamenti minacciosi, invasivi e violenti.. Come se dovessi reagire a tutti i costi. Ma reagire a cosa?
Se qualcuno gioca sulle mie debolezze, è giusto che io mi arrabbi e non tolleri più certi atteggiamenti, ponendo anche delle distanze con quella persona, tuttavia non posso sentirmi vittima di quel comportamento, perché mette semplicemente in luce qualcosa che già ho dentro di me: delle debolezze su cui lavorare, appunto.

Con questo, non voglio certo giustificare i carnefici, o i comportamenti irrispettosi, manipolatori e nocivi a cui possiamo incorrere: siamo responsabili di ciò che ci capita, ma non colpevoli.
Se ad esempio attiriamo una persona narcisista, che cerca gratifiche all’esterno, che manipola, che fa ghosting per farci sentire a disagio e sottometterci al suo volere, significa semplicemente che noi per primi non ci amiamo, noi per primi dubitiamo del nostro valore e noi per primi penalizziamo la nostra autostima. Il narcisista percepisce la nostra bassa energia e sa che da parte nostra potrebbe ricevere nutrimento per il suo ego, perché non siamo abbastanza forti da proteggerci. Non appena impariamo a rispettarci e a volerci bene, non appena impariamo a riconoscere il nostro valore in modo sano e obiettivo, il narcisista esce dalla nostra vita, perché non ha più modo di attaccarsi alla nostra energia, e al suo posto subentra qualcuno di più centrato e più aperto emotivamente.

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Connessioni

Ultimamente rifletto spesso sui rapporti umani e sulle varie dinamiche con cui si sviluppano. Mi sono resa conto che l’isolamento, la paura, le discriminazioni, hanno creato delle spaccature all’interno delle persone e il modo di comunicare e relazionarsi con l’altro è diventato particolarmente disarmonico e disfunzionale.
Non si tratta di dati “nuovi”, ma è come se si fosse intensificato tutto, e in maniera negativa.

Sono responsabile di ciò che dico, non di quello che capisci“: questa “bugia” l’abbiamo letta e riletta molte volte, e sembra quasi ribadire la propria libertà nel dire ciò che si vuole. Tuttavia, la considero una bugia perché un assunto del genere viola uno dei principi comunicativi più importanti. Comunicare vuol dire essenzialmente trasmettere qualcosa a qualcuno, far sapere, rendere noto, rendere gli altri partecipi di qualcosa.. la comunicazione si basa su qualcuno che veicola un messaggio e su qualcun altro che lo recepisce. Ma affinché il messaggio venga trasmesso correttamente, è necessario che si presti attenzione anche a ciò che l’altro riceve, alle sue impressioni, alle sue sensazioni, perché se io intendo una cosa e l’altro ne capisce un’altra, la comunicazione diventa disequilibrata e fondamentalmente inutile: è come se uno parlasse aramaico e l’altro gallese antico.

Oltre a questa scarsa preoccupazione di cosa l’altro recepisca, emerge anche un altro fattore piuttosto angosciante. Negli ultimi tempi mi è capitato di imbattermi in diversi incontri nei quali le persone cercano di prevaricare, di imporsi, di sopraffare.. come se fossero “in lotta” con qualcuno. Iniziano le conversazioni con toni che lì per lì sembrano gentili, ma che poi sfociano in atteggiamenti passivo-aggressivi. Questi comportamenti, oltre che essere manipolatori e tipici dei cosiddetti narcisisti, sono ancora più frequenti in coloro che non hanno ancora metabolizzato gli effetti dell’isolamento e che, sentendosi costantemente minacciati, mettono in atto dei meccanismi di difesa, proiettando nell’altro un nemico.

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Pausa

E’ forse una delle cose più difficili da prendersi. Abituati a dover stare sempre sul pezzo, sempre in campana, sempre pronti a dare, dare, dare.. ci sembra quasi un’inutile perdita di tempo. Fermarsi somiglia a un atto egoistico, un lusso destinato a pochi o, peggio, una sorta di punizione, perché, come si suol dire, chi si ferma è perduto.

Eppure, capitano momenti in cui qualcosa ci spinge a fermarci, a tirare il fiato e a prendersi un momento per sé. Può succedere che abbiamo dato troppo, che abbiamo esagerato con le nostre energie e finiamo per sentirci drenati, sfiniti, svuotati.

Gli effetti di questa sorta di burn out si manifestano con sintomi diversi:

  • Poca motivazione: ci sembra di perdere l’interesse verso ogni cosa, come se non avessimo più lo sprint, o uno stimolo abbastanza forte da spingerci in avanti. Siamo stanchi, demotivati, deboli.. avremmo bisogno di recuperare le forze e sentiamo di non poterne più disperdere.
  • Sensazione di ansia: quello che proviamo ci mette a disagio, e ci spaventa. Ci sentiamo impotenti verso le nostre reazioni fisiche e capiamo che stiamo perdendo il controllo. Questo ci agita ancora di più, stressandoci ulteriormente.
  • Insonnia: nonostante il bisogno e il desiderio di farsi una bella dormita ristoratrice, sembra che spegnere il cervello sia impossibile. Continui pensieri si affollano nella mente, agitandoci e tenendoci in uno stato di veglia che diventa sempre più frustrante. Ci si gira continuamente nel letto, senza trovare la posizione adatta e le ore scorrono senza riuscire a chiudere occhio.
  • Esaurimento fisico: questa stanchezza emotiva si riflette sul corpo, che manifesta il suo crollo con vari segnali: colorito spento, carenza di sali minerali, malessere e debolezza generale, difficoltà a concentrarsi, distrazione, aumento del senso di fame..
  • Sopraffazione emotiva: quando il corpo è stanco, anche la nostra mente ne risente e in quei momenti basta veramente poco per destabilizzarci. Una parola sbagliata o di troppo potrebbe scatenare una reazione fuori luogo ed esagerata, a cui però non siamo in gradi di far fronte, proprio perché manca lucidità e abbastanza forza fisica. Siamo tesi e ogni piccolezza assume proporzioni gigantesche.
  • Eccessiva vulnerabilità: proprio per quanto detto sopra, la nostra soglia di vulnerabilità potrebbe risentirne. Si può manifestare con attacchi di pianto improvvisi, o di rabbia.. Siamo in balia delle nostre emozioni, che ci controllano completamente, e che alimentano la nostra prospettiva distorta della realtà.
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Suoni di Benessere

Ogni suono emette vibrazioni, e queste si riflettono nel nostro corpo attraverso determinate reazioni, a seconda del tipo di suono stesso. Conosciamo tutti gli effetti di una musica rilassante e piacevole sul nostro stato d’animo, ed effettivamente la musicoterapia ha lo scopo di farci stare meglio, ripristinando l’equilibrio dentro di noi.

Spesso si organizzano incontri di bagni di suono con le campane tibetane, che mirano proprio a bilanciare le nostre energie, a favorire il relax e a rimuovere la negatività con cui siamo entrati in contatto. Le campane tibetane, infatti, emettono una vibrazione tale da influenzare direttamente i nostri centri energetici e tutto il corpo sottile, aiutandoci a sviluppare una maggior apertura spirituale e uno stato di rilassamento. Il loro suono ci restituisce l’armonia interiore e i benefici si riflettono in diversi aspetti della nostra salute psico-fisica.

Vi lascio qui un video che mescola il suono delle campane a quelli della natura. Ascoltate e rilassatevi 🙂

Buona giornata 💜

L’Acqua Informata

Parlando di acqua lunare o di elisir di cristalli, ho avuto modo di lasciar dedurre una considerazione fondamentale: l’acqua assorbe vibrazioni.
Il dottor Masaru Emoto, importante ricercatore giapponese, ha eseguito diversi studi in proposito, constatando che l’acqua si modificava a seconda delle parole e dei suoni con cui entrava in contatto.
Se consideriamo il fatto che il nostro corpo e il nostro intero pianeta è costituito per la maggior parte di acqua, ne consegue che se vogliamo tutelare la salute e il benessere del nostro fisico e del nostro habitat dobbiamo iniziare a tenere conto che delle vibrazioni che emaniamo attraverso le nostre stesse parole.

Nel libro “Il Miracolo dell’Acqua“, una delle frasi che mi ha maggiormente colpito è stata proprio quella che diceva che se vogliamo avere un bell’aspetto, invece di preoccuparci di andare dal chirurgo o dall’estetista, dovremmo iniziare a parlare in modo diverso, utilizzando parole potenzianti e positive. Essere continuamente critici, offensivi e denigranti, non fa che creare quelle stesse informazioni all’interno delle nostre cellule e del nostro DNA, il quale si modifica proprio in base al nostro modo di esprimerci. L’acqua che costituisce il nostro corpo recepisce quelle informazioni e le trasmette a tutti i nostri organi. Emoto inoltre non si stupiva dei disordini a livello planetario e globale, perché li vedeva come la naturale conseguenza di comunicazioni avvilenti e poco funzionali, nelle quali si vuole solo dimostrare di avere ragione, il più delle volte screditando l’altro.

Cristalli d’acqua informata

In questa immagine si vedono alcuni cristalli d’acqua, informati con parole e suoni diversi. Parole come amore, grazie, pace creano cristalli armoniosi, ordinati, che quindi influenzano il nostro organismo in modo benefico. Parole come ti odio, sei stupido, sei brutto creano invece cristalli disarmonici, che quindi producono disequilibri nel nostro fisico.
Dobbiamo tenere a mente, infatti, che ciò che diciamo non produce un effetto solo all’esterno, ma rimbalza anche dentro di noi, alterando le nostre vibrazioni interne.

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Cristalli e Consulti

Nonostante io nasca come traduttrice, la passione per il mondo olistico sta diventando il mio focus principale, e mi piace sviluppare costantemente le mie competenze attraverso corsi di formazione e studi personali. Si trovano tante possibilità formative al giorno d’oggi, e per fortuna l’accesso a determinate conoscenze non è più elitario come un tempo.

Ho infatti appena finito di seguire un corso di Crystal Energy, tenuto dal Doreen Virtue, psicoterapeuta e life coach, e Judith Lukomski, life coach ed esperta di cristalli. Non ero a digiuno di certe nozioni, perché in diverse occasioni mi sono trovata a lavorare con le pietre, anche nell’ambito radiestesico, attraverso la creazione delle griglie di cristalli, ma si possono scoprire sempre cose nuove, e così è stato anche in questo caso.
Ho imparato infatti che i cristalli sono un altro valido strumento di “divinazione”, e uso le virgolette perché intendo dire che, attraverso di loro, si possono rivelare aspetti e bisogni di una persona, e aiutarla a ripristinare il suo equilibrio interiore.

La cristalloterapia ne è una prova e, che ci crediate o no, l’energia di un cristallo nella vostra vita può veramente fare la differenza.
Si tratta di un elemento vivo, profondamente connesso alla Terra, e la sua stessa struttura minerale è risonante con quella del nostro corpo fisico. I cristalli vengono utilizzati in tantissimi ambiti, dalla tecnologia alla medicina, proprio per le loro proprietà piezoelettriche, e tutti noi possiamo beneficiare della loro energia anche semplicemente indossandoli, o tenendoli in mano.

Scoprire quale cristallo ci attrae può rivelare tanto di noi, specie se ci avviciniamo a questo mondo con un intento, o per guarire un aspetto della nostra vita. Se abbiamo bisogno di comunicare meglio le nostre idee, di far fluire l’amore nella nostra vita, di trovare serenità e pace, di mantenere un sano e collaborativo equilibrio familiare, o di attivare la nostra energia creativa -tanto per fare alcuni esempi- i cristalli possono essere un efficace supporto nella realizzazione dei nostri scopi.

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