Manipura, il terzo chakra

Il chakra del plesso solare è Manipura, che significa città della gemma splendente: questo è infatti il chakra in cui risiede la nostra anima, e va costantemente costruito, lavorato e raffinato per renderlo abitabile e lucente. E’ chiamato anche nabhi, che significa centro, ombelico in quanto si trova proprio tra l’ombelico e lo sterno, nella parte centrale del corpo. E’ connesso all’autostima, all’accettazione di sé e alle nostre ambizioni. Il suo elemento di riferimento è il fuoco: la materia (primo chakra) si unisce al movimento (secondo chakra) e si sprigiona l’energia. Questo è infatti il chakra che trasmuta la materia in energia e permette di riuscire a realizzare i propri sogni.
L’animale di riferimento è l’ariete, legato al dio del fuoco, Agni.
Le divinità connesse sono Rudra e Lakini. Braddha Rudra è colui che distrugge e trasforma. Ha la pelle blu, tre occhi, il capo cosparso di cenere, e siede su una tigre dorata, simbolo della mente. E’ la forma primordiale del dio Shiva, la sua prima manifestazione. Questo è il punto in cui le emozioni di Svadisthana vengono trasmutate: scompare il dolore e i nostri desideri vengono trascesi in nome dell’intelletto e della conoscenza. La dea Lakini, rappresenta l’energia femminile, ed è la dea della virtù. E’ una dea benevola, con tre facce e quattro braccia, con le quali sorregge il fuoco, un fulmine e una freccia scoccata da Kama, dio del desiderio.

Rappresentazione di Manipura con Rudra e Lakini

Il simbolo di questo chakra è un fiore di loto con dieci petali, che rappresentano le nadi da cui si origina Manipura. Su ogni petalo sono scritte le lettere sanscrite Dam, Dham, Nam, Tam, Tham, Dam, Dham, Nam, Pam e Pham. In molte culture il numero 10 è il numero perfetto, che rispecchia l’armonia dell’unione e la conoscenza di sé e del mondo. All’interno del fiore, l’energia del fuoco è espressa dal triangolo con la punta verso il basso: non è un fuoco discendente, bensì trae la sua energia dalle emozioni, dall’acqua di Svadhisthana.

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La mia Ricarica di Energia💚

Negli ultimi tempi, con l’arrivo della bella stagione, ho preso l’abitudine di trascorrere il weekend in mezzo alla natura e lo scorso fine settimana non ho fatto eccezione. Mi piace immergermi nella natura, credo che non ci sia nulla di più rilassante e benefico che isolarsi nel verde, a respirare aria buona e a godere del silenzio circostante.
Su di me ha lo stesso effetto di una terapia: mi aiuta a calmarmi, a ritrovare la pace interiore, a connettermi alla mia interiorità e, anche se cammino parecchio, invece di sentirmi stanca o affaticata, mi sento completamente rigenerata, piena di energia e vitalità.
E’ un benessere a cui non sarei in grado di rinunciare.

Una delle cose che più mi piace è concentrarmi sui profumi, oltre che sui colori. Mi piace sentire l’odore dell’erba, delle foglie, quel profumo intenso di verde e di bosco. Mi piace ascoltare i “rumori” circostanti: le fronde degli alberi mosse dal vento, i passi di qualche animale nascosto che scappa tra i cespugli, il cinguettio degli uccelli, il fluire di qualche corso d’acqua nelle vicinanze..
Ogni volta ho come la sensazione di entrare in un tempio sacro, un luogo puro, incontaminato, in cui la bellezza circostante riesce a togliere il fiato, poiché ovunque ti giri puoi ammirare qualcosa. Un luogo che merita reverenza, perché con la sua semplicità mette quasi in soggezione.

Credo che, in questo caso, sia opportuno mettere delle foto, piuttosto che dilungarsi a cercare di descrivere lo splendore di un luogo selvaggio. Le foto non rendono tanto quanto la realtà, e sicuramente non producono le stesse meravigliose sensazioni, ma mi auguro possano infondere almeno quel senso di pace che mi fa stare tanto bene.
Penso che sia fondamentale imparare a riconnettersi con la natura, ripristinare quel senso di radicamento, di appartenenza alla terra. Se vivessimo più in accordo con questi ritmi, piuttosto che pretendere da noi stessi l’efficienza di una macchina, penso che staremo meglio, e che una buona dose dello stress a cui siamo sottoposti scomparirebbe.

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Svadhisthana, il secondo chakra

Il secondo chakra, chiamato anche chakra sacrale, è Svadhisthana, che significa collocato nel suo proprio posto e indica la dimora del Sé. Si trova nel basso ventre, sotto l’ombelico, in corrispondenza del pube e dell’osso sacro, ed è connesso alle emozioni, alla creatività e alla sessualità. Ma, mentre nel primo chakra l’atto sessuale è legato all’istinto di sopravvivenza e alla procreazione e ha un’energia maschile, nel secondo chakra emerge il desiderio, la ricerca del piacere, e ha un’energia femminile. E’ inoltre connesso all’elemento acqua, simbolo di movimento, di purezza e fonte della vita.
Gli animali di riferimento sono il coccodrillo, i pesci e gli animali marini.
Le divinità associate sono Vishnu, il dio della creazione, caratterizzato dalla pelle blu e da quattro braccia, con le quali sorregge un disco, una conchiglia, una mazza e un fiore di loto, e Rakini Shakti, la dea con due teste e quattro braccia, con cui sorregge un tamburo, un’ascia, una freccia e un teschio; ella rappresenta la dualità e il continuo fluire tra interno ed esterno.

Rappresentazione del chakra Svadhisthana con le divinità Vishnu e Rakini Shakti

Il simbolo di questo chakra è un fiore di loto con 6 petali, ognuno dei quali, in alcune raffigurazioni, riporta un mantra sanscrito: a partire dall’alto, in senso orario, abbiamo bam, bham, mam, yam, ram, lam. Secondo la tradizione indiana il numero 6 rappresenta la penetrazione del lingam alla yoni, e manifesta quindi la creazione.
All’interno del fiore di loto sono raffigurati una Luna crescente, che è associata all’acqua e il makara, il coccodrillo, che simboleggia le passioni, l’istinto e i desideri inconsci.

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Ikigai, il metodo giapponese per una vita felice

Da come forse si sarà intuito, nutro un grande interesse per la cultura giapponese.
Quello che mi affascina particolarmente è proprio quel modo diverso di concepire la vita e di rapportarsi al mondo e agli altri.
Purtroppo non ho ancora avuto la fortuna di visitare il Paese del Sol Levante, quindi tutto ciò che so l’ho imparato dai libri e da un corso di lingua a cui mi ero iscritta, e nel quale ho avuto modo di approfondire diverse tematiche.

Durante il mio ultimo trasferimento all’estero, all’interno di una grande libreria ho scovato un testo che ha immediatamente catturato la mia attenzione. Il titolo inglese è “IKIGAI, The Japanese Secret to a Long and Happy Life“, scritto da Héctor Garcia e Francesc Miralles (so che esiste anche la traduzione italiana).

I due autori parlano del loro viaggio a Okinawa, nel corso del quale hanno scoperto un popolo particolarmente sano e longevo, in cui il senso di comunità, di gioia di vivere e di tranquillità sembrano creare una specie di isola felice, al di fuori del mondo.

Ma che cosa significa ikigai e quali sono le regole per vivere così sereni e realizzati?

Schema del concetto Ikigai
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Muladhara, il primo chakra

Il primo chakra, detto anche chakra della Radice, si chiama Muladhara che significa sostegno della base. Si trova alla base della colonna vertebrale, nella zona del perineo, tra i genitali e l’ano e ha la funzione di collegarci al suolo e al piano materiale. E’ associato infatti all’elemento terra e a tutto ciò che è solido e stabile. Questo centro energetico costituisce il principale punto di concentrazione di origine dell’energia vitale.
L’animale di riferimento è l’elefante.
Le divinità a esso legate sono: Brahma, il signore della creazione, che con le sue 4 teste rappresenta i 4 stati di coscienza (veglia, sogno, sonno profondo e trascendenza) e Dakini, la custode della realtà materiale e fisica; nelle sue 4 braccia tiene una spada, uno scudo, un teschio e un tridente, che simboleggiano la creazione, la conservazione e la distruzione dell’universo.

Dakini
Brahma

Il suo simbolo è un fiore di loto rosso con 4 petali, ciascuno dei quali rappresenta un piacere naturale:
KAMA: desiderio fisico, materiale;
ARTHA: desiderio psichico, mentale;
DHARMA: desiderio psico-spirituale;
MOKSA: desiderio di liberazione spirituale
Al centro del fiore si trova un quadrato, che a sua volta contiene un triangolo. Il numero 4 è il numero della materia e della realtà fenomenica e questo rimando conferma la sua connessione alla solidità, alla stabilità e al radicamento.

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Una tazza di tè 🍵

Confesso: sono una bevitrice di tè. Mi piace tantissimo e non me lo faccio mancare nemmeno d’estate!! Due o anche tre tazze al giorno fanno parte della mia routine quotidiana.

Mia mamma mi chiamava scherzosamente Regina Elisabetta, perché, fin dai tempi della scuola, ogni pomeriggio, verso le 5.00, andavo in cucina e le dicevo: “Mamma, faccio un tè, ne vuoi?” e così ci prendevamo una pausa e ci sedevamo a sorseggiare quella calda bevanda profumata e fumante, accompagnandola ogni tanto con un pasticcino o un biscotto. Era una specie di coccola, una sorta di “appuntamento” fisso, “il tè delle 5.00″, durante il quale scambiavamo due parole, pensavamo a cosa preparare per cena, e dopodiché ognuna delle due tornava alle sue faccende.
Solo a ricordarlo mi viene un nodo alla gola, tanto mi mancano quei momenti..
Era davvero uno stacco piacevole, e solo più tardi ho scoperto che fosse anche molto salutare.

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Chakra, cosa sono e perché sono importanti

In questo articolo desidero fare chiarezza su cosa siano i chakra, sul perché sia fondamentale conoscerli e perché dovremmo fare in modo di mantenerli in equilibrio.

Secondo le discipline più antiche e in particolare quelle orientali, ogni cosa che ci circonda è fatta di energia. Tutto è energia e il corpo umano non fa eccezione: siamo infatti composti da un corpo fisico, carnale, e anche da un corpo sottile, eterico.
Il termine chakra viene dal sanscrito e significa ruota, cerchio, vortice. I chakra sono appunto dei veri e propri centri energetici nei quali scorre l’Energia Vitale (prana) che rappresenta la nostra linfa vitale e infonde vigore all’organismo. Questa energia viene assorbita e fatta circolare attraverso una fitta rete di canali, chiamati meridiani energetici (o nadi), e in questo modo viene alimentato tutto il nostro essere.
Stando alle tradizioni orientali, ognuno di noi ha 74 chakra disposti tra il corpo fisico e quello sottile, e il buon funzionamento di ognuno favorisce determinate caratteristiche e capacità.

Nel corpo fisico abbiamo 7 chakra, considerati i chakra principali, distribuiti a partire dalla base della nostra colonna vertebrale fino alla parte più alta della testa. Ogni chakra ha le sue prerogative specifiche ed è associato a particolari emozioni, funzionalità organiche e ormonali e inoltre a proprietà spirituali.

Quando un chakra funziona correttamente, di riflesso anche gli organi e le ghiandole a esso associato saranno bilanciati e svolgeranno al meglio le loro attività vitali.
Viceversa, se un chakra è bloccato oppure è eccessivamente stimolato, ci saranno disturbi fisici in quella determinata parte del corpo e si potranno riscontrare degli effetti negativi anche sul proprio equilibrio emozionale.
Comprendere il funzionamento dei chakra permette quindi di poter lavorare sui nostri squilibri energetici e ristabilire, con i dovuti accorgimenti, il buono stato di salute dei nostri organi.
Ogni chakra ha infatti un suo colore, un suo simbolo, un suo mantra, una sua pietra e persino una sua divinità. Attraverso la meditazione, lo yoga, l’alimentazione o l’utilizzo dei cristalli è possibile riarmonizzarli e ripristinare il nostro equilibrio psico-fisico.

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