La Dea Bianca

Tutti i santi la oltraggiano e tutti gli uomini temperanti
retti dall’aurea via mediana del dio Apollo.
A scherno della quale salpai a cercarla
in regioni lontane ove è più probabile trovarla –
lei che sopra ogni cosa desideravo conoscere,
sorella del miraggio e dell’eco.

Fu virtù non rimanere,
e per vie caparbie ed eroiche
cercarla sulla cima del vulcano,
tra i banchi di ghiaccio, o là dove il sentiero svaniva
oltre la grotta dei sette dormienti:
lei, che ha l’ampia fronte bianca come quella di un lebbroso,
gli occhi azzurri, le labbra rosse come le bacche del sorbo selvatico,
i capelli ondulati color miele lunghi fino ai candidi fianchi.

La verde linfa della primavera nel giovane bosco fremente
celebrerà la Madre Montana,
e ogni uccello canoro la canterà per qualche tempo;
ma io ho il dono, anche a Novembre,
la più aspra delle stagioni, di un così vasto senso
della sua magnificenza nudamente sfatta
che dimentico la crudeltà e il passato tradimento,
incurante di dove potrà abbattersi la prossima vivida folgore.

Robert Graves

Sensibilità da Strega

Le Streghe esistono, sono sempre esistite e spero proprio che resistano, per il futuro. Una “strega” è colei (o colui) che vive in piena e perfetta sintonia con la Natura, è colei che la rispetta e la “sente”. Perché lei riconosce gli elementi che la circondano e li celebra. La strega ha più umanità, più empatia, più sensibilità.. è parte del ciclo della vita e lo sa bene.

-M.Lucrezia Ardito

Sensazioni

Una strega sente tutto
in modo forte e profondo,
in modo circolare…

Cammina da sola,
ma sempre in unità con i mondi.
Sente ciò che la circonda e delle volte tace…
perché tante parole le scorrono dentro senza fine.

Sa che deve usarle al momento giusto,
lei ne conosce il loro peso:
non ama interferire negli eventi,
anche se questo le comporta molta dolore.

Conosce quanto male fa quel silenzio,
ma lo accetta, perché lei ama e rispetta chi la circonda.
È per questo che la strega sceglie la solitudine, sa che nella notte potrà parlare liberamente con se stessa e con gli spiriti,
è lì che riposa, nel suo cuore.

Con la Luna viaggia nell’astrale,
dove il tempo non esiste,
e la vastità delle memorie non hanno fine…

Carla Babudri

Filastrocca della Strega Farlocca

Non tutte le Streghe
son buone e care,
alcune lo sembrano
ma agiscono male.
Se mai di qualcuno
ti volessi fidare
Che nulla ti chieda
e che voglia anche dare!
Chi solo pretende
senza mai ringraziare
Sarà certamente da
allontanare!
E non ti fidare di chi vuol
troppo insegnare,
perché tutti quanti
dobbiamo imparare
e le verità assolute

sono spesso detenute
da persone troppo astute..
Quindi fai molta attenzione
ai finti maghi e alle santone!
Se ne incontri fuggi via.
E cerca solo la tua via
Se te stesso ascolterai,

stai tranquillo non sbaglierai.
Fidarsi costa,
non farlo mai
Certe Stregacce
portano guai!

Dal libro “Come pregano le Streghe”

La dea Venere

Il mese di Aprile è sacro a una delle dee a cui sono più devota: Venere, la dea dell’amore e della bellezza. Il legame tra Venere e il quarto mese dell’anno è dovuto ai Veneralia, antiche cerimonie in onore della dea che venivano celebrate in epoca romana proprio a inizio Aprile. Secondo alcuni studiosi il nome aprile deriverebbe da aphrilis, cioè da Aphrodite; mentre altri studiosi, tra cui Ovidio, fanno riferimento al verbo aperire (aprire) che richiama lo sbocciare dei fiori. Siamo nel mese della bellezza, in cui la natura si mostra in tutti i suoi colori e profumi, aprendosi a un nuovo ciclo di vita.

Durante queste festività, la città veniva decorata con dei fiori e le matrone si recavano al tempio della dea per svolgere un rito di purificazione: spogliavano infatti la statua dai suoi ornamenti, la lavavano e la purificavano col mirto, pianta a lei sacra. Quindi, la rivestivano e la adornavano di fiori e rose fresche. Anche le rose infatti sono fiori sacri alla dea e richiamano la femminilità e la grazia.
Preparavano poi degli infusi di erbe e latte, sia da portare come offerta alla dea e sia da bere.

Il culto di Venere, o Afrodite, era particolarmente importante nel mondo antico: secondo il mito nacque dalla schiuma del mare (aphros, schiuma), quando Cronos gettò in mare i genitali di Urano, ed è per questo che viene anche chiamata Afrodite Urania.
E’ anche la dea della sessualità e della fertilità, è la dea della primavera, poiché sotto ai suoi piedi spuntavano i fiori, e inoltre è colei che protegge i legami d’amore. Tuttavia non presiede ai rapporti coniugali, ma è legata invece all’amore passionale, fatto di piacere, desiderio e potente forza attrattiva. Incarna l’amore fine a se stesso: ama per il piacere di amare, e si lega a chi desidera, senza mai subire le scelte altrui, col solo obiettivo di gratificare il suo amore. Ciò che la rende irresistibile, oltre alla sua grazia, la sua bellezza e la sua leggiadria, è proprio la consapevolezza del suo valore personale: ama se stessa, si piace e per questo gli altri la amano. Non si lega a qualcuno per riempire un vuoto, o per procreare: non c’è dipendenza nei suoi legami, e non si sforza nemmeno di farsi amare. Seduce attraverso il suo fascino, senza aspettarsi amore dall’altro, ma inducendo l’altro a viverlo attraverso di lei. Ciò che fa, deve prima di tutto gratificare se stessa, farla stare bene.

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Essere semplici

È così semplice essere semplici.
La stregoneria non è religione. Nemmeno vestirsi di nero e avere una scopa. È ben oltre questo! La Stregoneria ci insegna la via del non ego, dello spirito libero, del rispetto delle molteplicità e delle multidimensioni.
Insegna il camminare puro e saggio di un cervo, come lo sguardo penetrante di un gufo nella foresta. Il seminare, raccogliere e piantare ancora.

La Stregoneria è un percorso che trascende la realtà fisica, e prosegue attraverso straordinari portali verso l’ignoto, ma SA che è un glorioso percorso. Ci insegna a sbraitare noi stessi, riconoscendoci nel Tutto. E che si manifesta in perfetto equilibrio cosmico- yin e yang. Luna e sole, freddo e caldo, aria e acqua, fuoco e terra. Lo sbarco dei primi “dei astronauti” provenienti da altre costellazioni, portando il potere dei tachioni, cocreando monumenti megalitici e piramidali ad altri esseri che non sapevano nemmeno cosa fosse il fuoco.

La Stregoneria è strappare il velo dalle cinghie e dalle prigioni, permettendo di essere liberi completamente. Persistere nella realtà, aprendo spiragli da misteriose brume che portano incontro con se stessi. È lì a guardare in quel riflesso, in quello specchio, spogliarsi di tutto nella sua forma originale e così semplice che firmiamo come streghe.

Mirtha Flora

Chiamatemi Strega

Chiamatemi Strega.
Non importa chi sono. Non importa come mi chiamo.
Potete chiamarmi Strega. Perché tanto la mia natura è quella.
Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo.

Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima,
sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto,
sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche,
sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie.

E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna!

Per cui sono Strega.

Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, sono anormale… sono io!
Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e folle ingegnere della mia vita.
Sono Strega perché so usare la testa, perché dico sempre ciò che penso,
perché non ho paura della parola pericolosa e pruriginosa, della parola potente e possente.

Sono Strega perché spesso do fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio,
di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici.
Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro.

Monologo di Barbara Giorgi

Essere Streghe..

Ogni tempo ha avuto le sue streghe, le sue sciamane, le sue guaritrici.
Donne meravigliose connesse allo Spirito.
Forti e indipendenti.
Intelligenti e sensibili.
Piene di luce, piene d’amore.
Quell’amore che genera e si prende cura.

Magnetiche, Sagge, radicate nella terra, in estensione nell’Infinito.
Donne veggenti, filosofe, astrologhe.
Vivono sulla Terra e viaggiano tra i mondi.
Diverse, Divine e per questo perseguitate.
Hanno vissuto orrori, abusi, morti agonizzanti.
Hanno pianto le loro madri, le loro sorelle, le loro figlie.
E ciò che ne era di loro non è mai morto perché è nato con noi.

Ogni tempo avrà sempre le sue streghe.
Siamo Esseri Divini che non conoscono fine.
È nel DNA, in ogni fibra, cellula, è l’eredità delle nostre Antenate.
È il richiamo delle nostre Antiche Sorelle, il richiamo della Natura che rivuole le sue Sacerdotesse.
Il Dono più prezioso che potessero farci.
L’Essere Streghe, libere, selvagge, sensitive, empatiche e dalla forza di mille guerrieri.
Scelte ancor prima di nascere.
Eterne nella nostra Divina magia.

Beldie Diamante

Streghe..

Le donne che venivano chiamate streghe non avevano nessun potere magico, in realtà. Semplicemente riuscivano a vedere le cose meglio. Le vedevano per quel che erano – perché erano nate con la capacità, o il dono (o, forse, la maledizione) di non avere filtri sugli occhi né sulla mente: nessuno di quei filtri che spesso ci portiamo appresso senza nemmeno rendercene conto, che ci dicono come dobbiamo vedere le cose per essere accettati, per sembrare giusti, per apparire ciò che dovremmo essere – per autoconvincerci che davvero siamo ciò che vogliamo far apparire. Loro non ce l’avevano – perché la conseguenza, o la causa, del loro dono o maledizione era anche questa: non aver paura della solitudine, non aver bisogno di riempire il silenzio di chiacchiere vuote, voler qualcosa di diverso da un ruolo da recitare sul palcoscenico insieme a tutti.
Per questo venivano isolate.
E per questo facevano paura – come fa paura chi dice la verità: e spesso si preferisce accusarlo ed annientarlo pur di non sentirla, pur di non volerla vedere. E per questo ancora oggi esistono le streghe – ed esiste chi le vuole bruciare.
Siamo streghe quando ci poniamo domande, quando vogliamo capire. Quando ci ribelliamo ad una regola, quando ragioniamo con la nostra testa. Quando non abbiamo paura di esplorare le nostre ombre, ammettere i nostri difetti, confessare ciò che vogliamo. Siamo streghe – e, anche se volete continuare a bruciarci.. siamo sempre qui.

Catherine Black