Il Biancospino🌿

Proseguendo con il ritmo scandito dall’antico calendario celtico, tra il 13 maggio e il 9 giugno abbiamo il mese dedicato al Biancospino, corrispondente al simbolo huath dell’alfabeto arboreo.

Siamo nel mese di Beltane e il biancospino rappresenta pienamente tutti i concetti di questo sabba: la fertilità, il vigore maschile e il fuoco. Sempre presente in tutti i riti di primavera, è legato anche alla Grande Madre, nel suo aspetto di sensuale guerriera, che mantiene e difende l’equilibrio della natura. Quest’albero incarna infatti l’unione dell’energia maschile con quella femminile: mentre da un lato le spine proteggono e allontanano la negatività, dall’altro i suoi profumati fiori bianchi rimandano alla delicatezza e alla purezza verginale. I druidi ritenevano che tra i suoi rami dimorassero le Fate e, per non indispettire gli spiriti del Piccolo Popolo, solevano bruciarne appena un ramoscello, come gesto propiziatorio e di augurio di vita feconda, durante le celebrazioni nuziali. Questa stessa usanza si ritrova anche nelle cerimonie dell’antica Grecia.
Tuttavia viene spesso associato anche al regno dell’aldilà e alcuni ritengono che i suoi fiori siano forieri di cattivi presagi e morte.

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Aspettando Beltane

Tra qualche giorno festeggeremo la festa del Fuoco e della Fertilità, Beltane, che rappresenta una nuova tappa nella ruota celtica dell’anno.
Questo sabba segna l’inizio della stagione estiva, ed è una festa di gioia e abbondanza: la terra è nel pieno del suo rigoglio, il verde lussureggiante della natura è vivo e brillante, e il mondo risplende di vita e di promesse.

E’ anche una festa dell’amore, perché si celebra l’unione sacra tra il Dio solare e la Dea. Nell’antica Irlanda, si soleva accendere un fuoco sulla collina di Uisneach, centro sacro e mitologico della terra celtica. In seguito il potere regio venne trasferito sulla collina di Tara, che dominava tutta la regione e dalla quale il Re Supremo accendeva il fuoco, in modo da dare il via alle celebrazioni di Beltane: ognuno dei Re delle 4 province (Connacht, Leinster, Ulster e Munster) accendeva i fuochi a sua volta e iniziavano le unioni sacre con una fanciulla o una sacerdotessa, che rappresentava la dea. Queste unioni erano dei rapporti sessuali che rappresentavano la fusione del Sacro Maschile col Sacro Femminile. Anche il popolo accendeva i fuochi e le coppie si appartavano per propiziare il loro amore e la fertilità. Non è un caso infatti che molti, in questo periodo, sentano il richiamo della propria controparte animica. Come la natura, anche i nostri sensi si stanno risvegliando e questa festa esalta la sessualità da vivere liberamente, senza vergogna, onorando completamente il proprio corpo.

Talvolta questo sabba viene confuso con Valpurga, un’antica festa di origine germanica, che iniziava la notte del 30 aprile e proseguiva fino all’alba del 1 maggio. Si danzava intorno ai falò e si cantava per celebrare la fertilità e la Grande Madre. Valpurga è anche conosciuta come la Notte delle Streghe, poiché si riteneva che streghe, demoni e spiriti uscissero dai loro nascondigli per fare dispetti e gettare fatture.

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La Luna Rosa

L’esbat di aprile è conosciuto come Luna Rosa: è la luna della primavera e dei nuovi inizi, e i prati sono ormai pieni di fiori e germogli colorati. Il nome deriva dalla cultura nativa americana, poiché in questo periodo, in America, sboccia un fiore conosciuto come muschio rosa, il phlox moss, che dipinge la terra di sfumature rosate. La natura è nel pieno della sua rinascita e della sua bellezza, e questa magnifica energia si riflette anche su di noi e sul nostro fisico. Ci stiamo risvegliando dal torpore invernale, e questo comporta anche una certa fatica, perché siamo chiamati ad aprirci a un nuovo ciclo e a riequilibrare le nostre energie.

♎️Questo esbat cade nel segno della Bilancia, segno d’aria, dedito alla giustizia e alla socialità. Gli effetti di questo plenilunio sono particolarmente intensi, tanto che si percepiscono già da qualche giorno e li sentiremo almeno fino a metà della prossima settimana. Siamo messi in stretto contatto con la nostra sfera emotiva e con le nostre sensazioni, e tutto ciò che proviamo potrebbe essere, in questi giorni, particolarmente intensificato. Ogni aspetto della nostra vita che non è in equilibrio va ora rilasciato, trasformato e riportato in condizioni armoniose. E’ tempo di restituire nuova linfa a noi stessi e ai nostri rapporti, guarendo tutti quegli squilibri che non possono più far parte della nostra vita.

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Il Salice🌿

Dal 15 aprile al 12 maggio cade il periodo dedicato al Salice, associato al simbolo saille e alla lettera S nell’alfabeto ogham. Il Salice è considerato un albero di purificazione e rinascita, connesso all’acqua e legato alla magia della Luna piena.

Le foglie e la corteccia di questo albero venivano impiegate dai druidi durante le cerimonie magiche, sotto forma di incensi o di bacchette, in modo da ottenere visioni e fare profezie. Il suo utilizzo serviva a garantire protezione, guarigione, amore, fertilità e magia: si credeva infatti che potesse realizzare i desideri, ed era inoltre uno strumento di connessione al mondo onirico, poiché permetteva di ricordare i sogni. Veniva impiegato anche a scopo medicinale, poiché contiene una sostanza efficace contro la febbre e i reumatismi, mentre sul viso ha un effetto astringente e disinfiammante in caso di acne.

Si tratta di un albero ad energia femminile: associato all’elemento acquatico e alla Luna, ci connette alle nostre emozioni, alla nostra sensibilità e ci invita all’ascolto profondo, cosicché riusciamo a portare in superficie ciò che teniamo nella nostra interiorità.

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La dea Venere

Il mese di Aprile è sacro a una delle dee a cui sono più devota: Venere, la dea dell’amore e della bellezza. Il legame tra Venere e il quarto mese dell’anno è dovuto ai Veneralia, antiche cerimonie in onore della dea che venivano celebrate in epoca romana proprio a inizio Aprile. Secondo alcuni studiosi il nome aprile deriverebbe da aphrilis, cioè da Aphrodite; mentre altri studiosi, tra cui Ovidio, fanno riferimento al verbo aperire (aprire) che richiama lo sbocciare dei fiori. Siamo nel mese della bellezza, in cui la natura si mostra in tutti i suoi colori e profumi, aprendosi a un nuovo ciclo di vita.

Durante queste festività, la città veniva decorata con dei fiori e le matrone si recavano al tempio della dea per svolgere un rito di purificazione: spogliavano infatti la statua dai suoi ornamenti, la lavavano e la purificavano col mirto, pianta a lei sacra. Quindi, la rivestivano e la adornavano di fiori e rose fresche. Anche le rose infatti sono fiori sacri alla dea e richiamano la femminilità e la grazia.
Preparavano poi degli infusi di erbe e latte, sia da portare come offerta alla dea e sia da bere.

Il culto di Venere, o Afrodite, era particolarmente importante nel mondo antico: secondo il mito nacque dalla schiuma del mare (aphros, schiuma), quando Cronos gettò in mare i genitali di Urano, ed è per questo che viene anche chiamata Afrodite Urania.
E’ anche la dea della sessualità e della fertilità, è la dea della primavera, poiché sotto ai suoi piedi spuntavano i fiori, e inoltre è colei che protegge i legami d’amore. Tuttavia non presiede ai rapporti coniugali, ma è legata invece all’amore passionale, fatto di piacere, desiderio e potente forza attrattiva. Incarna l’amore fine a se stesso: ama per il piacere di amare, e si lega a chi desidera, senza mai subire le scelte altrui, col solo obiettivo di gratificare il suo amore. Ciò che la rende irresistibile, oltre alla sua grazia, la sua bellezza e la sua leggiadria, è proprio la consapevolezza del suo valore personale: ama se stessa, si piace e per questo gli altri la amano. Non si lega a qualcuno per riempire un vuoto, o per procreare: non c’è dipendenza nei suoi legami, e non si sforza nemmeno di farsi amare. Seduce attraverso il suo fascino, senza aspettarsi amore dall’altro, ma inducendo l’altro a viverlo attraverso di lei. Ciò che fa, deve prima di tutto gratificare se stessa, farla stare bene.

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La Luna del Corvo

L’esbat di marzo è chiamato Luna del Corvo, ma è conosciuto anche come Luna dei Venti, del Rinnovamento, o Luna del Verme, Worm Moon, poiché segnava il periodo in cui i lombrichi iniziavano a uscire dal terreno.
In questi giorni siamo stati soggetti all’influenza di alcune tempeste solari, i cui effetti si riflettono sul nostro umore e sul nostro stato d’animo. Se vi siete sentiti più nervosi o agitati del solito, la causa potrebbe essere questa. Il plenilunio è già di per sé un momento energeticamente impegnativo, che ci rende più istintivi, sensibili e vulnerabili, e la tensione potrebbe arrivare al culmine.
Inoltre siamo alle porte dell’equinozio primaverile: abbiamo un bilanciamento tra le ore di luce e quelle del buio, e anche dentro di noi siamo chiamati a riequilibrare le nostre polarità, Yin e Yang, affinché si completino e integrino l’un l’altra. La fine di una stagione e l’inizio di un’altra ci stimola ad aprirci ai nuovi inizi, accettando i vari cicli della nostra vita.

♍️Quest’anno il plenilunio cade nel segno della Vergine, segno di terra, che ci stimola a radicarci e portare alla luce tutto ciò che stiamo maturando dentro di noi. Ci viene richiesta calma, accettazione e apertura verso l’altro. Perciò cerchiamo di controllare e dirigere bene le nostra potente carica di energia.

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Alle mie Sorelle Sacerdotesse

Alle mie sorelle Sacerdotesse: le custodi di misteri, le donne medicina, le depositarie della storia e le narratrici, le sacre maghe, le guerriere selvagge, le antenate, quelle che serbano gli antichi nel loro midollo osseo, quelle forgiate nel fuoco, quelle che si sono bagnate nel loro sangue, le eroine che indossano le loro cicatrici come stelle, quelle che danno luce alle loro visioni e ai loro sogni, quelle che piangono e urlano sui loro sacri altari, le incarnate, le madri, le fanciulle e le crone, le mistiche, gli oracoli, le artiste, le musiciste, le vergini, le sensuali e sessuali, le donne del nostro mondo-

Io vi onoro. Sono qui per voi e con voi. Io celebro sia la vostra autonomia che la nostra sorellanza nell’Uno. Siamo molte. Siamo agguerrite. Siamo tenere. Siamo le responsabili del cambiamento, stiamo radicalmente mantenendo e pulendo lo spazio per l’esplosione dei sacri semi della Coscienza e Consapevolezza Collettiva. Siamo i manifesti e le fiamme della purificazione e della trasformazione. Stiamo vivendo le nostre vite in autenticità, vulnerabilità, trasparenza e senza remore. Siamo dedite all’integrità, all’ineccepibilità, all’affidabilità, alla responsabilità e all’amore passionale.

Siamo qui intenzionalmente, col proposito di non dare alcuna energia alla conformità, all’accettazione o all’approvazione. Siamo figlie della terra, le audaci del cosmo.

Sacerdotessa, continua a vivere la tua vita con passione, elevandoti alle vibrazioni cosmiche e senza abbassare i tuoi standard per nessuno. Sei spudoratamente benedetta, una forza della natura. Nutri te stessa e l’un l’altra.

Sei un ponte cristallino tra i regni e unisci cielo e terra. Sei una sacerdotessa e sei divinamente consacrata, designata e inarrestabile.

Mishi McCoy, Traduzione personale
Buona festa della donna💐

Spring is coming..

Resistete, perché questa è la promessa della natura: dopo l’inverno viene sempre la primavera
Clarissa Pinkola Estés

Oggi alleggeriamo i toni, vi porto con me nel mio piccolo angolo di verde, per farvi ammirare la magia della natura che si risveglia e rinasce. E’ uno spettacolo che mi incanta sempre, suscitando in me stupore, meraviglia, e un indescrivibile senso di gioia e speranza.
Ogni anno, quando dopo il lungo inverno scorgo il primo fiore, mi si apre il cuore: mi sento felice come una bambina il giorno di Natale, e inizio a tenere “sotto controllo” il giardino per osservare i cambiamenti da lì in avanti.
Chi vive in campagna, o è abituato a far caso alle piccole cose, sicuramente avrà notato che l’aria è già diversa. L’atmosfera si è riempita del canto degli uccellini, il sole è diventato più tiepido e luminoso e il profumo dell’erba e dei fiori ha già iniziato a stuzzicare le narici.
E’ un passaggio lieve, quasi impercettibile. Da un giorno all’altro, in cui tutto sembra “morto”, ecco che affiorano dei piccoli germogli, simbolo di nuova vita. Spuntano così, all’improvviso, quasi timidamente, e iniziano a tingere il giardino di chiazze verdi e rosate, che si fanno man mano sempre più numerose. Tocca il cuore vedere la loro bellezza, la loro delicatezza, e al contempo la loro forza. E’ il trionfo della vita, il trionfo del risveglio, la promessa di un nuovo ciclo. E’ uno spettacolo affascinante e, se vivete in città, vi invito a trascorrere un pomeriggio al parco, per poter ammirare di persona lo splendore di questo momento.
Intanto ecco a voi questo dono naturale. La natura con la sua immensa bellezza ci insegna tanto, ed osservandola potremmo prenderla come esempio, dandoci sempre l’opportunità di rinascere.

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La Luna della Neve

L’Esbat di febbraio prende il nome di Luna della Neve, detta anche Luna di Ghiaccio o della Fame, perché presso i popoli antichi, sul finire dell’inverno, le provviste di cibo iniziavano a scarseggiare.
Questo plenilunio era conosciuto anche con il nome di Solmonath, ovvero lunazione del Sole, poiché in questo periodo riusciamo ad accorgerci in modo più evidente dell’allungarsi delle giornate e la nostra stella sta gradualmente intiepidendo la sua luce, stimolando il ritorno alla vita.
Siamo infatti in tempo di rinascita e purificazione: la natura si sta risvegliando, i primi germogli stanno già iniziando a spuntare nei prati, mentre i fiori, ancora chiusi, si preparano alla prossima fioritura. Gli animali stanno per destarsi definitivamente dal letargo e la vegetazione sta ricominciando a sbocciare in tutta la sua bellezza.

Siamo alle porte della primavera e abbiamo da poco festeggiato Imbolc, la festa della luce: ci prepariamo ad accogliere la vita e questo è il periodo migliore per fare progetti e per purificarsi (spiritualmente, fisicamente ed emotivamente) dalle vecchie energie. E’ infatti il momento adatto per disintossicare il corpo dalle tossine accumulate in inverno, e sbarazzarci di tutto ciò che non ci serve più. Lasciamo che il vecchio faccia spazio al nuovo, affinché le nostre energie si focalizzino su ciò che davvero desideriamo coltivare e portare avanti.
Esattamente come la natura, anche il nostro corpo si prepara alla rinascita e lo stimolo della luce crea in noi nuova energia ed entusiasmo. Liberiamoci da inutili pesi e accogliamo ciò che verrà con la speranza e la leggerezza di chi, avendo un foglio bianco davanti, immagina già di riempirlo di colori.

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Brigid, la dea celtica del Fuoco

Parlando di Imbolc, non si può non nominare Brigid, una delle divinità più importanti di tutto il pantheon celtico. La sua figura è stata talmente importante e diffusa, che molte terre hanno preso il nome da lei, tra cui la Britannia, le Ebridi, la Brianza.. nemmeno la Chiesa è riuscita a sradicarla del tutto, tanto che il suo culto è stato poi “rimpiazzato” da quello di Santa Brigida, celebrata proprio il 2 febbraio.

Come ho già avuto modo di spiegare, Brigid è una dea triplice, che incarna in sé gli aspetti dell’ispirazione, della guarigione e della forgia. Alcuni elementi a lei sacri erano la coppa, simbolo del grembo e della fertilità, lo specchio, oggetto divinatorio che rappresenta una porta tra i mondi, e la ruota del filatoio, metafora della ruota dell’anno e dei fili intrecciati del destino.
Il serpente, simbolo di rinnovamento, di morte e rinascita, è il suo animale-totem. Con la sua muta simboleggia il cambiamento e la rinascita, mentre il veleno è un elemento di morte che rappresenta la sua dualità. Quando i serpenti si risvegliavano dal sonno, era chiaro per i contadini che il freddo stava giungendo al termine.
Il bucaneve è il fiore a lei sacro: così candido da ricordare la purezza e il latte, e allo stesso tempo il primo che spunta dal gelo dell’inverno, segnando l’arrivo della primavera.

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