Insonnia

Stanotte non ho dormito.. non ho chiuso occhio fino alle 5.50 del mattino, quando mi sono alzata per bere un po’ d’acqua. I pensieri non si placavano nella mia mente, si rincorrevano l’uno con l’altro trascinandomi in continue giravolte emotive e dubbi..

Dopo aver seguito un’altra interessante serata di webinar, si sono riaffacciate alla soglia della mia attenzione alcune perplessità che mi tormentano da giorni e così, senza indugiare ulteriormente, ho deciso togliermi una volta per tutte ogni incertezza.
Nella quiete notturna mi sono ritagliata un momento per me, ho scelto il mazzo con cui dialogare e ho iniziato in modo risoluto a porre i miei quesiti.

Mi aspettavo risposte, invece sono arrivate domande, anche molto diverse da ciò che immaginavo di ricevere. I tarocchi non lasciano spazio a equivoci in certi casi, e più ci mettiamo nella predisposizione di ascoltarli, più i loro messaggi arrivano limpidi e diretti, portandosi dietro una chiarezza disarmante e, talvolta, spiazzante. Tuttavia, non ero preparata a quello che è emerso, difatti mi ha colto completamente di sorpresa, e più cercavo di comprendere e chiarire, più mi veniva fuori una lista infinita di domande da porre, di dubbi da risolvere e di cose da capire..
Ho cercato di rielaborare il tutto, di trovare un filo conduttore che chiarisse anche le varie discrepanze che sono venute alla luce, ma più indagavo, più nascevano dentro di me quesiti di ogni genere.
Mi sono chiesta che cosa i tarocchi volessero da me, cosa stessero cercando di comunicarmi, e quello che mi hanno rivelato è un sentiero tutt’altro che scontato. Mi permettono di poter considerare delle deviazioni lungo il percorso, anche se, per come stanno le cose al momento attuale, non sembrerebbe la scelta più saggia..

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Preludio d’Autunno

Siamo arrivati di nuovo a Mabon, il sabba che ci introduce definitivamente nella stagione autunnale. Da qualche giorno le temperature sono drasticamente crollate, rendendo l’aria più fresca e frizzante, e il cielo più terso.
Benché si tratti di una fase adatta alla chiusura, alla riflessione e all’introspezione, sento dentro di me una forte spinta creativa, una sorta di spirito fiducioso e positivo, che mi porta ad addentrarmi in questa stagione come a un nuovo inizio.

Non nascondo che per me l’estate si è rivelata pesante sotto diversi punti di vista, quindi cogliere questo cambiamento come un’opportunità mi stimola a vedere le cose in modo diverso. Probabilmente sento anche l’energia del prossimo novilunio, che cadrà questa domenica, e che mi induce concretamente a valutare un nuovo inizio. In questi giorni sto anche seguendo un webinar sul sacro femminile e forse sono tutte questi semi insieme che stanno germogliando pian piano dentro di me.

Ho voglia di aria fresca, di novità, di nuovi stimoli.. ho voglia di mettermi in gioco e di dare nuove sfumature alla mia vita.
Sto lavorando parecchio nell’ultimo periodo, e più sono impegnata, più sento il bisogno di rimanere centrata e connessa con me stessa, tant’è che cerco di ritagliarmi costantemente uno spazio durante la giornata in cui dialogare con le carte e farmi guidare. Mi stanno dando utili consigli, invitandomi a lavorare anche su degli aspetti che credevo di aver integrato sufficientemente.. tuttavia stanno anche riconoscendomi i miei sforzi, e questo mi fa capire che alcune lezioni le ho finalmente apprese e fatte mie, anche se, nonostante questo, continuano a ribadirmi che devo darmi maggior considerazione e rispetto -una lacuna che mi porto dietro da sempre.
In qualche modo fa parte anche della mia educazione, perché mia madre mi ha insegnato a mettere sempre i bisogni e le emozioni altrui davanti a me, e quindi spesso mi cucio la lingua o mi faccio in quattro pur di soddisfare l’esigenza di qualcuno, sacrificando un po’ il mio essere. Restituirmi valore non è un processo così immediato, e ci sto lavorando da tempo per cercare di tutelarmi io per prima. Sono riuscita a fare dei piccoli passi, non senza fatica, ma non sono ancora arrivata al traguardo.

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Sii fedele a te stessa

Negli ultimi due mesi e mezzo mi sono stressata parecchio. Non è solo la mancanza delle ferie che ogni tanto fa sentire il suo peso, ma vicissitudini quotidiane che coinvolgono la sfera emotiva più in profondità di quanto vorrei ammettere.. Nello specifico ho vissuto una situazione che mi ha portato ad affrontare una dinamica simile a qualcosa che avevo già attraversato in passato..
Nonostante questo, ci sono caduta dentro con tutte le scarpe, mostrando all’Universo di non aver capito un tubo..
Adesso sto cercando di fare ammenda, provando ad analizzare i lati di me che mi hanno portata di nuovo ad “annullarmi” così..

La nostra componente emotiva è forse il nostro principale punto di vulnerabilità. Non significa che sia una debolezza, ma dobbiamo riuscire a esprimerla e manifestarla in modo sano e maturo, senza farci sopraffare dalle nostre emozioni. Dirlo è semplice, attuarlo un po’ meno, specie perché nella sfera emozionale convergono tutta una serie di fattori e di coinvolgimenti che ci portiamo dentro, in modo più o meno inconscio, dal concepimento in poi e che condizionano i nostri bisogni senza che ce ne rendiamo conto.
Tuttavia, a livello prettamente idealistico, ognuno di noi sa cosa cerca: non mi riferisco a particolari superficiali e irrisori, come un determinato aspetto fisico e cose simili, ma a principi necessari al nostro benessere e alla nostra serenità. A livello teorico sappiamo cos’è compatibile o incompatibile con noi.

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Work in progress

Lo stacco mi è servito.. Come vi dicevo non ho fatto ferie, ma mi sono presa comunque qualche giorno per staccare completamente la spina e rigenerarmi. Il che significa che ho trascorso del tempo in mezzo alla natura, mi sono lasciata cullare dal suono degli alberi, dell’acqua e del silenzio circostante per ritrovare la calma e la serenità. E’ stato poco, ma meglio di nulla.

Mi sono presa del tempo per riflettere, per fare un po’ di bilanci e valutazioni, in modo da far luce sulla direzione che sta prendendo la mia vita e su dove in realtà desidero farla andare, così ho passato diverso tempo a leggere le carte per me stessa, al fine di fare maggiore introspezione e ricevere utili consigli dalle mie guide. Per diverse notti i miei sogni mi hanno davvero parlato, offrendomi dei messaggi che mi hanno permesso di capire meglio i miei desideri e i miei bisogni, e devo dire che ho dovuto prendere atto di cose che non posso più ignorare o trascurare, ma che necessitano una mia presa di posizione chiara e decisa.

In realtà la mia mente non ha smesso di pensare e la mia creatività si è messa a cavalcare a briglia sciolta. Sto infatti creando il mio primo mazzo di oracoli, e sono veramente contenta ed emozionata. E’ un progetto a cui tengo tantissimo, e che fino a poco tempo fa sembrava quasi solo un sogno. Ora sta finalmente diventando sempre più concreto e non vedo l’ora di vederlo completamente realizzato.
Oltre a questo sto portando avanti altre iniziative che mi vedranno coinvolta in diversi eventi. Il mese prossimo parteciperò infatti a una fiera sull’esoterismo insieme ad altri professionisti del settore, e in aggiunta sto organizzando delle conferenze (o corsi, vedremo) al centro olistico nel quale collaboro, perciò il pentolone, o meglio, calderone è bello fumante di progetti.

Settembre sarà un mese pieno, e sento che sarà l’inizio di tante piccole, ma profonde trasformazioni.
Non vedo l’ora!!

Elevarsi

Alcuni giorni fa ho avuto modo di leggere una notizia che mi ha lasciata a dir poco scioccata: un uomo, ucciso da un altro, di fronte a un pubblico inerme, che si è limitato a riprendere quella scena agghiacciante col telefono. Sono rimasta profondamente turbata.. mi chiedo come si possa arrivare a tanto, e non mi riferisco solo all’aggressore.. ma a quelle strane creature senz’anima che hanno ripreso gli eventi senza muovere un dito. Com’è possibile una cosa simile? Come siamo arrivati a essere così vigliacchi e viscidi da lasciare che una persona faccia del male a un’altra, arrivando a sottrarle la vita?

Non ci sono parole per descrivere un simile orrore.. e ammetto di sentirmi estremamente affranta. Da un lato mi sembra infatti di combattere contro i mulini a vento, dall’altro sento che continuare, nel mio piccolo, a cercare di scuotere gli animi e ricordare alle persone la loro natura divina e spirituale è la cosa giusta.

Ci piaccia o no, siamo infatti tutti interconnessi e le azioni di ognuno di noi ricadono sugli altri, con effetti impensabili, benché spesso non ci si soffermi nemmeno a pensarlo. Ognuno guarda a sé, al proprio piccolo mondo, restando cieco su tutto il resto. Ma come ci si può evolvere, così? Come si può pretendere la libertà, se non si è nemmeno in grado di valutare le conseguenze delle proprie azioni e di assumersene la responsabilità?

Questo pianeta potrebbe essere potenzialmente un posto magnifico, e noi, come umani, potremmo davvero fare dei grandi passi avanti se solo ci dessimo la chance di far emergere la nostra luce e non ci limitassimo a vivere di stereotipi, paure e condizionamenti vari.. L’ego è ciò che domina la maggior parte della gente. E’ facile riconoscerlo, perché si appoggia sulle paure, su desideri egoistici, spinge a fare qualcosa sulla scia dell’istintività e acceca la mente, facendoti credere che sei tu a scegliere, mentre di fatto ti rende vittima del suo stesso potere. La gente ascolta l’ego ed è invece completamente sorda all’intuito, il quale parla in maniera calma, induce all’azione senza smania e mira sempre al bene più grande. Ma non assale la mente, non ti tormenta.. è discreto e lascia che sia tu a dargli retta.. ecco perché viene spesso ignorato.

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Transizione

Ultimamente sto riflettendo molto sulla mia vita e sugli obiettivi che mi sono posta. A livello spirituale non ho lesinato con le sfide da affrontare e di conseguenza, spesso, mi trovo a chiedermi perché mi sono scelta certe cose e che cosa volevo veramente imparare da quelle esperienze.
Benché non abbia tutte le risposte a portata di mano, sento che il mio percorso in qualche modo doveva condurmi esattamente dove sono ora, assumendomi la responsabilità di determinate scelte e decisioni e riscoprendo allo stesso tempo che anche la componente terrena della mia natura reclama la sua considerazione e la sua parte.

Beyond Lemuria Oracle cards, by Izzy Ivy

Non è la prima volta che mi trovo a vivere uno stato d’animo del genere: non saprei nemmeno come descriverlo, è una sorta di stasi che però prelude a una trasformazione, come se di fatto mi trovassi in una specie di limbo, una terra di mezzo che conduce ad altro. E nonostante non sappia cosa sia questo “altro”, lo avverto già, lo sento.
La “causa scatenante” non arriva mai all’improvviso, ma è come se si preparasse il terreno piano piano, facendomi maturare gradualmente particolari pensieri e considerazioni, che poi finiscono per condurmi proprio lì dove devo andare.

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Let me breathe

Negli ultimi giorni ho avuto lo stato d’animo un po’ sottoterra.. non me ne preoccupo più di tanto, so che non è possibile essere sempre al top e sempre pimpanti, quindi accetto i momenti no come parte del mio equilibrio, anche se gestire certi pensieri e certe sensazioni non è ancora una cosa semplice per me.
Come spesso accade, non serve una causa scatenante per farti crollare. A volte è il semplice fatto di aver resistito troppo a lungo, o di aver speso troppe energie in qualcosa, che poi ti butta giù.

La cosa strana è che, benché io sia un’amante dell’estate, quest’anno sto facendo davvero fatica ad affrontarla. La luce mi sembra quasi abbagliante, e il caldo mi soffoca buttando a terra la mia pressione che è già bassa di natura. Non ho mai sofferto tanto e ammetto che non vedo l’ora che le temperature si facciano un po’ più tollerabili.
Sono consapevole che stiamo attraversando un portale energetico particolarmente intenso (e che rimarrà aperto fino al 6 agosto), e in effetti lo sforzo per sostenerlo è alquanto notevole, tanto che ho notato che siamo in parecchi in questo periodo a sentirci fisicamente ko. Nonostante sia comunque abbastanza forte da non essere caduta in nessuna influenza (con tutti i rimedi che ho, è il minimo), mi sento veramente esasperata e debilitata da questo clima di terrore che continuano a propinare senza sosta. La mia pazienza sta finendo, non ne posso davvero più. E per quanto io ami immensamente il nostro bel paese, sto seriamente considerando di fare le valigie e cambiare aria per un po’..

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Succede..

A volte capita. Ti imbatti in qualcuno che non conosci e che, senza motivo, inizia a fare strane insinuazioni sul tuo conto. Mette in discussione ciò che fai, il come, e se reagisci ti fa passare pure per una povera scellerata che se la prende per niente.
Da ciò che vedo, non sono né la prima e forse nemmeno l’ultima a trovare questi simpatici leoni da tastiera che evidentemente non hanno di meglio da fare, ma chissà perché, se io prendo le mie precauzioni vengo pure biasimata.

L’ultima cosa che voglio è riaprire una diatriba, ma solo perché siamo online, coperti da un nickname e nascosti da uno schermo, non significa che si può buttare fango addosso a una persona, a maggior ragione senza neppure conoscerla.
Non ho mai preteso di piacere a tutti e non ho le mire di diventare un’influencer, anche perché avrei scelto altri canali se fosse stato quello il mio scopo. Ho intrapreso un percorso spirituale, condivisibile o meno, che mi porta a studiare e a lavorare costantemente su me stessa, e ho poi deciso di mettere a disposizione le conoscenze e le competenze che ho acquisito perché ho creduto che potessero essere utili anche ad altri. Uno può non condividere, può non apprezzare, può farsi prendere da tutti i dubbi che vuole, del resto io non obbligo nessuno a darmi credito, non impongo a nessuno di fidarsi di me e non vado a rompere le scatole nei profili altrui promuovendo i miei servizi. Pertanto, si può tranquillamente passare oltre ignorandomi, volendo. Ma perché screditarmi? Perché fare insinuazioni che gettano ombre sul mio modo di lavorare? Perché farmi passare per qualcuno che non sono?
E’ sconcertante la leggerezza con cui si buttano a vanvera certe parole e con cui si giudica, senza tener conto dell’impatto che si può avere, o forse godendo proprio per questo. Non ci vuole niente a gettare ombre su qualcuno, meglio ancora se si occupa di temi come i miei, è come sparare sulla croce rossa.. con tutti i pregiudizi e le idee stereotipate che già aleggiano nell’aria, il terreno è più che fertile!!

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E se ci fosse di più?

Il Tarocco funge da catalizzatore per fotografare il presente in piena chiarezza, per evidenziare lo stato attuale della situazione di una persona nei suoi più intimi e segreti meandri personali e di vita. Non divina il futuro ma rivela ciò che è latente, vale a dire un’evidenza che attende una messa in evidenza, ci fa rendere conto della nostra situazione attuale, da dove proviene e verso dove è indirizzata.
Per questo esso rappresenta in primo luogo uno strumento estremamente utile di comprensione e di elevazione di coscienza, di evoluzione e di indagine, una specie di test psicologico accelerato o di fotografia psicologica del profondo in tempo reale. Unitamente alla psicobiogenealogia, il Tarocco ci rimette in comunicazione con l’inconscio, sfaldando le fitte incrostazioni che lo ricoprono: quelle familiari, sociali, culturali, religiose. E ciò facendo rivela l’enorme potenziale dell’inconscio come vincolo e come potenzialità al contempo.

Antonio Bertoli

Che i Tarocchi siano uno strumento potente e meraviglioso, non mi stancherò mai di ripeterlo. Tuttavia, quando si affronta questo argomento si va spesso incontro a due “macro-tipi” di risposte, che comprendono numerose sfumature: da un lato la curiosità, dall’altro la paura.
Quando la prima risposta è la curiosità è facile poterne parlare, perché l’apertura permette il confronto e dà modo di spiegare le straordinarie opportunità di questi mezzi, che possono davvero fare la differenza nella vita di una persona, aiutandola a comprendere se stessa e ciò che la circonda.
Quando invece prevale la paura, il dialogo diventa complesso, se non impossibile.

Avendo svolto una formazione in questo ambito con maestri internazionali, mi sono resa conto che all’estero la professione del cartomante, tarologo, lettore di carte che dir si voglia, è una come tante altre. Nessuno è prevenuto, nessuno pensa male, anzi: molti vengono invitati a collaborare con le aziende per aiutarle a lavorare sui propri punti deboli e a intensificare i loro punti di forza, indirizzandole verso decisioni più proficue e sagge.

Una cosa del genere nel nostro Paese sarebbe a dir poco impensabile. Purtroppo siamo indietro su tante cose, e anche su questo non facciamo eccezione. Per diverse persone il termine “cartomante” fa rima con ciarlatano, truffatore o imbroglione, mentre altri la reputano addirittura un’attività satanica, demoniaca, considerando che la Bibbia condanna la divinazione (ci sono persone che non mi parlano più per questo).

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Femminino Sacro

Desidero trattare questo argomento sulla base di alcune riflessioni e studi che ho affrontato di recente, e avviso da subito che ciò che dico potrebbe infastidire i benpensanti, perciò, se proseguite, tenete presente che state leggendo il blog di una Strega.

La figura della donna, così come la conosciamo, è in pericolo. Questo non dovrebbe stupire più di tanto, considerando quanto la società e la religione abbiano fatto per sminuire e relegare il potere femminile. Nelle antiche culture, quelle più fiorenti, uomini e donne erano alla pari e cooperavano in sinergia. I loro ruoli si equilibravano e a livello sociale si riconosceva il valore di entrambi. L’uomo “primitivo”, semplicemente guardandosi intorno, si era reso conto che ovunque, nel regno umano, animale e vegetale, era sempre la componente femminile a dare la vita, era da lei che si originava tutto, e da quella consapevolezza emerse la cultura della Grande Madre, della Dea, la quale dispensa i suoi doni generosamente. Si celebrava la vita, e la morte era considerata come una tappa fondamentale per la rinascita, in questo ciclo infinito che si osserva nelle stagioni, nella Luna, in un singolo giorno..

Poi, con l’avvento delle armi, qualcosa è cambiato: non si celebrava più la vita, ma la capacità di sopraffarla, la capacità di toglierla e avere la meglio sul nemico. La forza bruta era requisito fondamentale per la sopravvivenza, e la donna è passata gradualmente in secondo piano. Il suo ruolo non era più così determinante, e ha subito una vera e propria segregazione sociale. Erano gli uomini a governare, a prendere decisioni, a firmare accordi o dichiarare guerre. Le donne potevano assistere passivamente a tutto ciò, finendo spose al figlio di un alleato, o relegate alla cura dei figli e nulla di più.
La religione ha fatto il resto, instillando l’idea della donna come una “tentazione” per il povero uomo, come un pericolo da cui stare in guardia, e per molto tempo le donne sono state escluse dall’alfabetizzazione e dalla cultura. Le figlie di nobili famiglie potevano ambire a soddisfare la loro sete di conoscenza, ma sempre con dei limiti, oppure all’interno di qualche convento.
Se una donna “del popolo” aveva conoscenze particolari, magari erboristiche o di cose simili, ecco che veniva perseguitata come strega, condannata dalla società e arsa al rogo dopo disumane torture, per farle confessare colpe mai avute.

Se pensate che questo sia solo un lontano ricordo e che la figura della donna sia ora al sicuro, sono costretta a dovervi far ricredere.

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