L’Ontano 🌿

Seguendo il calendario celtico, dal 17 marzo al 14 aprile abbiamo il periodo dedicato all’Ontano, l’albero associato alla lettera F dell’alfabeto Ogham.

Stiamo ormai addentrandoci nella stagione primaverile, il cui ingresso lo festeggeremo a breve col sabba dedicato a Ostara, e questo albero, considerato sacro dal popolo celtico, incarna lo spirito di colui che trionfa sull’oscurità. Simboleggia l’immortalità, l’albero della vita dopo la morte, e una sua particolarità, infatti, è che, se tagliato, sembra sanguinare e la sua linfa, a contatto con l’aria, diventa di un colore rossastro, simile al sangue. Questo alone di misticismo e di sacralità faceva sì che presso i popoli antichi fosse proibito tagliarlo.
Tra le sue prerogative dobbiamo ricordare che è connesso alla Luna, ed è permeato da un’aura alquanto misteriosa: questo gigante verde cresce infatti in zone umide, acquitrinose, caratterizzate dall’acqua e dalla nebbia. E’ quindi un albero che ci mette in contatto con le nostre ombre, e allo stesso tempo ci stimola a connetterci al regno invisibile: ci invita a sviluppare le nostre capacità psichiche, le intuizioni, e ci insegna a vedere oltre le apparenze. Secondo antiche leggende, col suo legno maghi e streghe fabbricavano flauti e fischietti con cui attirare gli Elementali e piegarli al proprio volere. Per tutte queste ragioni, l’ontano è anche chiamato l’Albero delle Streghe.

Nella mitologia antica, l’ontano è legato al re britannico Bran, il benedetto (Bran the blessed), che prima di morire disse ai suoi figli di tagliarli la testa e portarla alla Torre di Londra, al fine di proteggere il paese dalle incursioni straniere. Bran significa ontano, ma anche corvo e si dice che finché i corvi proteggeranno la Torre, il paese sarà al sicuro.

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Vi presento un’amica🌸💜

Questo articolo è un po’ speciale e anche molto personale, perché riguarda qualcosa che mi tocca direttamente. L’amica speciale di cui voglio parlarvi è lei, la mia Agata Fior di Ciliegio🌸

E’ arrivata nella mia vita quasi per caso, a fine dicembre. Stavo facendo una passeggiata pomeridiana con mia sorella e la mia migliore amica, quando, sulla via del ritorno siamo state richiamate dal fascino di un negozio di pietre e cristalli. Incantate, siamo entrate con la sola idea di dare un’occhiatina veloce (anche se non è verosimile che io entri in un negozio del genere solo per dare un’occhiatina😅). I negozi di cristalli sono sempre caratterizzati da un’energia veramente potente e luminosa allo stesso tempo.. le pietre emanano una luce e una bellezza che ti coinvolge, permeando tutto il tuo essere di una sensazione piacevole e benefica. Abbiamo “perso” un po’ di tempo a girare tra gli scaffali, ammirando i vari quarzi, le campane tibetane, i pendoli, e a sentirci inebriate dal profumo degli incensi.. era veramente un luogo magico!

Ho trovato un piccolo occhio di tigre, dalle dimensioni adatte a stare nel portafogli.. (non so se vi ricordate l’episodio spiacevole che mi era successo). L’occhio di tigre attira abbondanza, e così lo presi per richiamare la prosperità nella mia vita. E’ piccolino, ma devo dire che il suo dovere lo fa.. L’ho programmato bene ^.^

Poi, continuando a girare, mi deliziavo a guardare le pietre e a toccarle soprattutto. Mi piace percepire la loro energia, e toccandole avverto la loro vibrazione. A un certo punto sono stata attratta da un cestino pieno di questi quarzi meravigliosi, di cui ammetto che non sapevo nulla. E la vidi. Era lì, con la sua particolare forma a ovetto, bellissima, ma non perfetta. La presi in mano e per la prima volta nella mia vita ho sentito la pietra “parlarmi”! Ho sentito che era “mia“, che doveva stare con me e che era lì per aiutarmi. Non avevo intenzione di fare altri acquisti, ma quella pietra mi stava chiamando, e sentivo che se non avessi risposto a quel richiamo avrei commesso un errore di cui pentirmi. Così, considerando il fatto che il prezzo non era affatto inaccessibile, decisi di prenderla. Può sembrare assurdo, lo so, ma come ho messo il sacchettino in borsa ho sentito di non essere sola.

Tornata a casa l’ho lasciata nella sua custodia per un po’ di giorni, fino a che non ho avuto un po’ di calma per purificarla e programmarla. La vedevo tanto delicata, e per diverso tempo l’ho tenuta al riparo, in modo da proteggerla dalla mia goffaggine. Però la sognavo, la sentivo, e specie ultimamente, seguendo il corso di Crystal Energy, mi capitava spesso di pensarla.. Ho deciso di tenerla all’aperto, perché le pietre hanno bisogno di luce, e così l’ho stesa su un letto di petali di rosa, in un piatto, vicino ad altre pietre a cui sono particolarmente affezionata (e infatti le ho soprannominate “le mie bimbe“). Per me i cristalli non sono oggetti, ma doni di Madre Terra, e amo prendermene cura e parlare con loro, esattamente come faccio con i fiori, gli alberi e le piante. Quando la vedo lì, con la mia piccola malachite, la drusa di ametista, la mia calcite blu, il quarzo rosa.. mi si riempie il cuore di gioia. Non vedo cristalli, vedo amore e quel piccolo ovetto rosato cerco di tenerlo in mano il più possibile.
Vi parlo un po’ di lei.

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Cristalli e Consulti

Nonostante io nasca come traduttrice, la passione per il mondo olistico sta diventando il mio focus principale, e mi piace sviluppare costantemente le mie competenze attraverso corsi di formazione e studi personali. Si trovano tante possibilità formative al giorno d’oggi, e per fortuna l’accesso a determinate conoscenze non è più elitario come un tempo.

Ho infatti appena finito di seguire un corso di Crystal Energy, tenuto dal Doreen Virtue, psicoterapeuta e life coach, e Judith Lukomski, life coach ed esperta di cristalli. Non ero a digiuno di certe nozioni, perché in diverse occasioni mi sono trovata a lavorare con le pietre, anche nell’ambito radiestesico, attraverso la creazione delle griglie di cristalli, ma si possono scoprire sempre cose nuove, e così è stato anche in questo caso.
Ho imparato infatti che i cristalli sono un altro valido strumento di “divinazione”, e uso le virgolette perché intendo dire che, attraverso di loro, si possono rivelare aspetti e bisogni di una persona, e aiutarla a ripristinare il suo equilibrio interiore.

La cristalloterapia ne è una prova e, che ci crediate o no, l’energia di un cristallo nella vostra vita può veramente fare la differenza.
Si tratta di un elemento vivo, profondamente connesso alla Terra, e la sua stessa struttura minerale è risonante con quella del nostro corpo fisico. I cristalli vengono utilizzati in tantissimi ambiti, dalla tecnologia alla medicina, proprio per le loro proprietà piezoelettriche, e tutti noi possiamo beneficiare della loro energia anche semplicemente indossandoli, o tenendoli in mano.

Scoprire quale cristallo ci attrae può rivelare tanto di noi, specie se ci avviciniamo a questo mondo con un intento, o per guarire un aspetto della nostra vita. Se abbiamo bisogno di comunicare meglio le nostre idee, di far fluire l’amore nella nostra vita, di trovare serenità e pace, di mantenere un sano e collaborativo equilibrio familiare, o di attivare la nostra energia creativa -tanto per fare alcuni esempi- i cristalli possono essere un efficace supporto nella realizzazione dei nostri scopi.

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Il Frassino🌿

Proseguendo con il calendario celtico, tra il 18 febbraio e il 17 marzo cade il mese del Frassino, che corrisponde alla lettera N dell’alfabeto druidico.

Siamo nel terzo mese lunare, e la transizione verso la primavera si fa via via più evidente. Tuttavia siamo in una fase ancora imprevedibile e “pazzerella”: un giorno il clima sembra mite e luminoso, il giorno dopo sembra invece il colpo di coda dell’inverno, con vento e freddo rigido. Il frassino, con la sua resistenza, è simbolo di questo periodo, ma la sua importanza va ben oltre.
Secondo la mitologia norrena, infatti, l’Yggdrasill, ovvero l’albero che sostiene tutto l’universo, è proprio un frassino. Tra le sue chiome si trovano tutti i mondi, tra cui l’Asgard, il regno degli dei, e Miðgarðr, la terra. Secondo la leggenda, Odino rimase per 9 giorni e 9 notti appeso ai suoi rami per ottenere la conoscenza, la quale si ottiene solo attraverso il sacrificio. Da questa immolazione, ottenne la conoscenza delle Rune, che poi trasmise agli uomini.

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Il Bucaneve

Ho deciso di trattare un tema che ho avuto modo di approfondire attraverso un corso, e credo che in questo contesto sia proprio azzeccato: parlerò dei fiori, del loro significato e del loro uso magico, e cercherò (ma non lo prometto) di trattarli in linea col loro periodo di fioritura.

Avendo parlato di Imbolc e della magnifica Brigid la settimana scorsa, ho pensato fosse logico iniziare con il Bucaneve.

Questo bellissimo fiore, il cui nome specifico è galanthus nivalis (dal greco γάλα: latte, ἄνθος: fiore e dal latino nivalis: nella neve), nasce appunto a cavallo tra l’inverno e la primavera ed è caratterizzato da uno stelo eretto, foglie carnose e petali candidi.

Significato
Essendo il fiore che preannuncia l’arrivo della primavera, il Bucaneve è un fiore di buon auspicio, e rappresenta la forza e la speranza per il futuro. La sua fioritura in un periodo ancora molto freddo, lo porta a essere simbolo di ottimismo e di virtù, anche se qualcuno sembra associarlo alle sventure a causa della sua forma a campana rovesciata.
Nei tempi antichi veniva usato dagli innamorati per scoprire se la persona amata era fedele e sincera.

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Rituali Magici

Ho deciso di offrire un altro servizio, attinente agli studi che ho svolto, e che può essere un valido aiuto per chi ne ha bisogno: eseguirò dei rituali magici su richiesta.

Ciò che mi propongo di offrire sono riti:
Propiziatori, a livello generale
– di Protezione
– di Guarigione emotiva/spirituale
– di Benessere psico-fisico generale
– d’Amore (per attirare l’amore nella propria vita, no legamenti)
– di Abbondanza e Prosperità Economica

Attraverso questi riti, andrò ad agire sul piano sottile per creare le condizioni favorevoli alla riuscita dei propri obiettivi. Come è stato ampiamente dimostrato e riconosciuto dalla Fisica Quantistica, tutto ciò che accade sul piano sottile ha il potere di apportare esattamente quegli stessi effetti sul piano materiale: lavorare sulle energie significa creare delle condizioni in linea con determinati obiettivi, far sì che ci siano i presupposti adatti a ottenere quanto ci proponiamo. L’azione resta però uno step fondamentale e imprescindibile. Questi riti devono essere accompagnati da fiducia, dal giusto atteggiamento e da pensieri e comportamenti coerenti con quanto mi si richiede.

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Il Sorbo Selvatico🌿

Secondo l’antico calendario celtico, dal 21 gennaio al 17 febbraio abbiamo il mese del Sorbo Selvatico, corrispondente alla lettera Luis dell’alfabeto ogamico.

Il Sorbo è considerato l’albero della protezione, in grado di allontanare la negatività: caro alle fate e alle creature selvatiche, veniva usato dai Celti e dai popoli germanici per proteggersi dai demoni, dalle streghe e dalle entità malvagie. Spesso un ramo di sorbo veniva posto sopra la porta di casa per scongiurare visite indesiderate e spiriti maligni. Questo albero difende dagli attacchi magici, dall’invidia e dalla gelosia. Veniva utilizzato dai Druidi nei rituali di veggenza, in quanto si ritiene che potesse incrementare il proprio discernimento e ispirazione. Secondo alcune leggende, inoltre, dal legno di sorbo si ricavavano le bacchette di potere, conosciute come “mani di strega“, con le quali i rabdomanti riuscivano a trovare l’acqua e i tesori nascosti.
Le sue bacche venivano usate per presagire il futuro ed erano considerate il nutrimento degli Dei, con le proprietà di ringiovanire, allungare la vita e sanare le ferite.

Simboleggia la tenacia, la creatività e, in senso più ampio, il risveglio e il ritorno alla vita. Il suo periodo di influenza coincide infatti col sabba di Imbolc, dedicato alla celebrazione della luce e della primavera, rappresentati da Brigid, la custode del fuoco. Brigid è una delle divinità più importanti della cultura celtica: protettrice della terra e dea della fertilità, è colei che garantisce la rinascita della natura e il rinnovo di un ciclo.
Il sorbo è quindi l’albero della consapevolezza e della rigenerazione: presiede alla rinascita della vita dopo la morte dell’inverno e per questo veniva impiegato anche nei rituali funebri, affinché aiutasse l’anima dei trapassati ad affrontare il viaggio nell’oltretomba e ritornare alla vita.

Che l’energia di questo splendido albero ci guidi per tutto il mese💚

Simboli antichi: il Vegvisir

Il Vegvisir è un antico simbolo magico originario della mitologia norrena. Il termine è costituito da due parole islandesi: veg, abbreviazione di vegur, che significa sentiero, percorso e visir che sta per guida. Si tratta quindi di una sorta di bussola runica, ed è infatti conosciuto anche come la bussola dei Vichinghi.
Nell’antico manoscritto di Huld, il manoscritto oscuro facente parte di un grimorio islandese del XIX secolo, è riportata questa frase:
Se qualcuno porta con sé questo simbolo, non perderà mai la propria strada nella tempesta o nel cattivo tempo, anche se percorre una strada a lui sconosciuta.

Le origini di questo simbolo sono molto incerte, e di fatto appare in diverse fonti che rendono dubbiosa la sua vera origine. Esistono testimonianze risalenti al 1600, con il Galdrabok, l’antico grimorio islandese contenente sigilli e incantesimi, in cui il Vegvisir viene descritto come una sorta di amuleto in grado di aiutare il suo portatore a trovare la strada del proprio destino.
Altri testi di incantesimi e magia runica fanno riferimento al Vegvisir, evidenziando il suo uso come bussola: porta con te questo segno e non ti perderai nelle tempeste né morirai per il freddo e il cattivo tempo, e troverai facilmente la tua strada attraverso l’ignoto.
Di fatto, i Vichinghi solevano disegnarlo sulle navi per ricevere protezione e potersi orientare in mare anche durante le condizioni climatiche più avverse.

Il suo utilizzo originario resta tuttavia un mistero e anche i segni che lo compongono non sono stati completamente chiariti. Se da un lato era un simbolo di orientamento durante le navigazioni, dall’altro aveva anche una valenza più spirituale, ed era usato dagli sciamani per guidare il a cuore a compiere le scelte migliori per il proprio futuro. Era quindi una bussola del proprio viaggio di vita, e serviva a ritrovare fiducia in sé e a cogliere la direzione delle proprie azioni.

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La Betulla🌿

Ricordate il mio articolo sull’astrologia celtica? Quest’anno, ogni mese, vi parlerò delle influenze del relativo albero secondo l’antica tradizione, tenendo a mente che il calendario celtico non combacia con il nostro, in quanto segue le lunazioni e prevede 13 mesi anziché 12.

La ruota si è conclusa con Samhain, e la prima lunazione di riferimento è quella del mese di dicembre. Anche nell’antico alfabeto oghamico la betulla rappresentava la prima lettera, beth. Il periodo della betulla è a cavallo tra una fine e un nuovo inizio: dal 24 dicembre prosegue fino al 20 gennaio.

La betulla è associata alla rinascita e alla purificazione. Si ritiene che allontani ogni male, e in magia viene utilizzata per propiziare e proteggere.
La sua corteccia bianca la lega alla Luna e alle divinità lunari, in particolare a Freya, Brigid e Venere, dee della bellezza e della fertilità. E’ quindi un albero dalla spiccata energia femminile, connesso anche alle emozioni e al nostro inconscio. Considerata una sorta di guida spirituale, la betulla ci mette in contatto con le nostre paure, stimolandoci a saperci adattare e rinnovare. La sua resistenza e la capacità di germogliare anche nelle zone più impervie ci insegna ad affrontare la vita, scoprendo il potenziale di ogni sua fase, e a prendere le redini della nostra esistenza, diventando completamente liberi, padroni di noi stessi. E’ una pianta che ci spinge a sperimentare, conoscere, osare, a riconoscere la propria bellezza e a vivere le nostre passioni con coraggio.

Con l’augurio che l’energia di questo splendido albero ci accompagni per tutto il mese, vi mando un grande abbraccio e vi lascio i miei più sinceri auguri di Buon Natale 🎄

Le Herbarie

La natura è il medico, non tu. Da lei devi prendere ordini, non da te. La natura offre tutto ciò cerchiamo, basta cercare” Paracelso.

Fin dai tempi più antichi, la Natura ha ricoperto un ruolo essenziale per l’uomo. Si viveva in armonia con i ritmi naturali, con le stagioni e le fasi lunari e il proprio equilibrio interiore era un riflesso dell’equilibrio esterno. Mancavano certe nozioni di medicina e l’attenzione per l’igiene è subentrata dopo, ma in quei tempi gli uomini non soffrivano di tutte le patologie che invece ci affliggono oggi, e specialmente i problemi legati all’umore, alla depressione e allo stress psicologico erano cosa ben poco frequente.

La sinergia con la Terra portò ben presto gli uomini a scoprire le proprietà delle risorse naturali: erbe, fiori, radici, piante.. tutto ciò di cui si poteva aver bisogno era generosamente offerto da quella dea-madre rigogliosa e benevola, provvista di tutto il necessario. La conoscenza di queste risorse era una prerogativa soprattutto femminile (ma non solo), e fu in quel modo che nacque la figura delle Herbarie o Herbane. Queste herbarie erano donne che conoscevano le proprietà delle piante e sapevano raccoglierle, utilizzarle e mescolarle nei tempi e nei modi giusti per usufruire al meglio dei loro principi attivi e risolvere diversi problemi di salute. Sapevano preparare unguenti, tisane, trattamenti cosmetici, profumi.. il tutto con particolare attenzione alla fase lunare più propizia, all’orario più adatto e alla stagione più consona per queste preparazioni.

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