L’Ontano 🌿

Seguendo il calendario celtico, dal 17 marzo al 14 aprile abbiamo il periodo dedicato all’Ontano, l’albero associato alla lettera F dell’alfabeto Ogham.

Stiamo ormai addentrandoci nella stagione primaverile, il cui ingresso lo festeggeremo a breve col sabba dedicato a Ostara, e questo albero, considerato sacro dal popolo celtico, incarna lo spirito di colui che trionfa sull’oscurità. Simboleggia l’immortalità, l’albero della vita dopo la morte, e una sua particolarità, infatti, è che, se tagliato, sembra sanguinare e la sua linfa, a contatto con l’aria, diventa di un colore rossastro, simile al sangue. Questo alone di misticismo e di sacralità faceva sì che presso i popoli antichi fosse proibito tagliarlo.
Tra le sue prerogative dobbiamo ricordare che è connesso alla Luna, ed è permeato da un’aura alquanto misteriosa: questo gigante verde cresce infatti in zone umide, acquitrinose, caratterizzate dall’acqua e dalla nebbia. E’ quindi un albero che ci mette in contatto con le nostre ombre, e allo stesso tempo ci stimola a connetterci al regno invisibile: ci invita a sviluppare le nostre capacità psichiche, le intuizioni, e ci insegna a vedere oltre le apparenze. Secondo antiche leggende, col suo legno maghi e streghe fabbricavano flauti e fischietti con cui attirare gli Elementali e piegarli al proprio volere. Per tutte queste ragioni, l’ontano è anche chiamato l’Albero delle Streghe.

Nella mitologia antica, l’ontano è legato al re britannico Bran, il benedetto (Bran the blessed), che prima di morire disse ai suoi figli di tagliarli la testa e portarla alla Torre di Londra, al fine di proteggere il paese dalle incursioni straniere. Bran significa ontano, ma anche corvo e si dice che finché i corvi proteggeranno la Torre, il paese sarà al sicuro.

Continua a leggere “L’Ontano 🌿”

Il Frassino🌿

Proseguendo con il calendario celtico, tra il 18 febbraio e il 17 marzo cade il mese del Frassino, che corrisponde alla lettera N dell’alfabeto druidico.

Siamo nel terzo mese lunare, e la transizione verso la primavera si fa via via più evidente. Tuttavia siamo in una fase ancora imprevedibile e “pazzerella”: un giorno il clima sembra mite e luminoso, il giorno dopo sembra invece il colpo di coda dell’inverno, con vento e freddo rigido. Il frassino, con la sua resistenza, è simbolo di questo periodo, ma la sua importanza va ben oltre.
Secondo la mitologia norrena, infatti, l’Yggdrasill, ovvero l’albero che sostiene tutto l’universo, è proprio un frassino. Tra le sue chiome si trovano tutti i mondi, tra cui l’Asgard, il regno degli dei, e Miðgarðr, la terra. Secondo la leggenda, Odino rimase per 9 giorni e 9 notti appeso ai suoi rami per ottenere la conoscenza, la quale si ottiene solo attraverso il sacrificio. Da questa immolazione, ottenne la conoscenza delle Rune, che poi trasmise agli uomini.

Continua a leggere “Il Frassino🌿”

Il Bucaneve

Ho deciso di trattare un tema che ho avuto modo di approfondire attraverso un corso, e credo che in questo contesto sia proprio azzeccato: parlerò dei fiori, del loro significato e del loro uso magico, e cercherò (ma non lo prometto) di trattarli in linea col loro periodo di fioritura.

Avendo parlato di Imbolc e della magnifica Brigid la settimana scorsa, ho pensato fosse logico iniziare con il Bucaneve.

Questo bellissimo fiore, il cui nome specifico è galanthus nivalis (dal greco γάλα: latte, ἄνθος: fiore e dal latino nivalis: nella neve), nasce appunto a cavallo tra l’inverno e la primavera ed è caratterizzato da uno stelo eretto, foglie carnose e petali candidi.

Significato
Essendo il fiore che preannuncia l’arrivo della primavera, il Bucaneve è un fiore di buon auspicio, e rappresenta la forza e la speranza per il futuro. La sua fioritura in un periodo ancora molto freddo, lo porta a essere simbolo di ottimismo e di virtù, anche se qualcuno sembra associarlo alle sventure a causa della sua forma a campana rovesciata.
Nei tempi antichi veniva usato dagli innamorati per scoprire se la persona amata era fedele e sincera.

Continua a leggere “Il Bucaneve”

Il Sorbo Selvatico🌿

Secondo l’antico calendario celtico, dal 21 gennaio al 17 febbraio abbiamo il mese del Sorbo Selvatico, corrispondente alla lettera Luis dell’alfabeto ogamico.

Il Sorbo è considerato l’albero della protezione, in grado di allontanare la negatività: caro alle fate e alle creature selvatiche, veniva usato dai Celti e dai popoli germanici per proteggersi dai demoni, dalle streghe e dalle entità malvagie. Spesso un ramo di sorbo veniva posto sopra la porta di casa per scongiurare visite indesiderate e spiriti maligni. Questo albero difende dagli attacchi magici, dall’invidia e dalla gelosia. Veniva utilizzato dai Druidi nei rituali di veggenza, in quanto si ritiene che potesse incrementare il proprio discernimento e ispirazione. Secondo alcune leggende, inoltre, dal legno di sorbo si ricavavano le bacchette di potere, conosciute come “mani di strega“, con le quali i rabdomanti riuscivano a trovare l’acqua e i tesori nascosti.
Le sue bacche venivano usate per presagire il futuro ed erano considerate il nutrimento degli Dei, con le proprietà di ringiovanire, allungare la vita e sanare le ferite.

Simboleggia la tenacia, la creatività e, in senso più ampio, il risveglio e il ritorno alla vita. Il suo periodo di influenza coincide infatti col sabba di Imbolc, dedicato alla celebrazione della luce e della primavera, rappresentati da Brigid, la custode del fuoco. Brigid è una delle divinità più importanti della cultura celtica: protettrice della terra e dea della fertilità, è colei che garantisce la rinascita della natura e il rinnovo di un ciclo.
Il sorbo è quindi l’albero della consapevolezza e della rigenerazione: presiede alla rinascita della vita dopo la morte dell’inverno e per questo veniva impiegato anche nei rituali funebri, affinché aiutasse l’anima dei trapassati ad affrontare il viaggio nell’oltretomba e ritornare alla vita.

Che l’energia di questo splendido albero ci guidi per tutto il mese💚

La Betulla🌿

Ricordate il mio articolo sull’astrologia celtica? Quest’anno, ogni mese, vi parlerò delle influenze del relativo albero secondo l’antica tradizione, tenendo a mente che il calendario celtico non combacia con il nostro, in quanto segue le lunazioni e prevede 13 mesi anziché 12.

La ruota si è conclusa con Samhain, e la prima lunazione di riferimento è quella del mese di dicembre. Anche nell’antico alfabeto oghamico la betulla rappresentava la prima lettera, beth. Il periodo della betulla è a cavallo tra una fine e un nuovo inizio: dal 24 dicembre prosegue fino al 20 gennaio.

La betulla è associata alla rinascita e alla purificazione. Si ritiene che allontani ogni male, e in magia viene utilizzata per propiziare e proteggere.
La sua corteccia bianca la lega alla Luna e alle divinità lunari, in particolare a Freya, Brigid e Venere, dee della bellezza e della fertilità. E’ quindi un albero dalla spiccata energia femminile, connesso anche alle emozioni e al nostro inconscio. Considerata una sorta di guida spirituale, la betulla ci mette in contatto con le nostre paure, stimolandoci a saperci adattare e rinnovare. La sua resistenza e la capacità di germogliare anche nelle zone più impervie ci insegna ad affrontare la vita, scoprendo il potenziale di ogni sua fase, e a prendere le redini della nostra esistenza, diventando completamente liberi, padroni di noi stessi. E’ una pianta che ci spinge a sperimentare, conoscere, osare, a riconoscere la propria bellezza e a vivere le nostre passioni con coraggio.

Con l’augurio che l’energia di questo splendido albero ci accompagni per tutto il mese, vi mando un grande abbraccio e vi lascio i miei più sinceri auguri di Buon Natale 🎄

Le Herbarie

La natura è il medico, non tu. Da lei devi prendere ordini, non da te. La natura offre tutto ciò cerchiamo, basta cercare” Paracelso.

Fin dai tempi più antichi, la Natura ha ricoperto un ruolo essenziale per l’uomo. Si viveva in armonia con i ritmi naturali, con le stagioni e le fasi lunari e il proprio equilibrio interiore era un riflesso dell’equilibrio esterno. Mancavano certe nozioni di medicina e l’attenzione per l’igiene è subentrata dopo, ma in quei tempi gli uomini non soffrivano di tutte le patologie che invece ci affliggono oggi, e specialmente i problemi legati all’umore, alla depressione e allo stress psicologico erano cosa ben poco frequente.

La sinergia con la Terra portò ben presto gli uomini a scoprire le proprietà delle risorse naturali: erbe, fiori, radici, piante.. tutto ciò di cui si poteva aver bisogno era generosamente offerto da quella dea-madre rigogliosa e benevola, provvista di tutto il necessario. La conoscenza di queste risorse era una prerogativa soprattutto femminile (ma non solo), e fu in quel modo che nacque la figura delle Herbarie o Herbane. Queste herbarie erano donne che conoscevano le proprietà delle piante e sapevano raccoglierle, utilizzarle e mescolarle nei tempi e nei modi giusti per usufruire al meglio dei loro principi attivi e risolvere diversi problemi di salute. Sapevano preparare unguenti, tisane, trattamenti cosmetici, profumi.. il tutto con particolare attenzione alla fase lunare più propizia, all’orario più adatto e alla stagione più consona per queste preparazioni.

Continua a leggere “Le Herbarie”

Invocazione alle erbe🌿

Facendo delle ricerche, ho trovato una bellissima preghiera, che pare essere molto antica (sembra che risalga al VI sec., ma non si esclude la possibilità che abbia un’origine ancora più antica) dedicata alle erbe e alla Terra.
Si tratta di un’invocazione latina, intitolata Precatio omnium herbarium, nella quale si manifesta la più alta devozione dell’uomo nei confronti di Madre Terra e della natura.
Quello che mi ha colpito e che mi spinge a condividerla è il fatto che essa manifesti la massima reverenza per le risorse naturali, le quali sono considerate come un vero e proprio pharmakon, poiché hanno il potere di guarirci, di risanarci, di offrirci tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
Nel momento in cui le raccogliamo, dobbiamo essere consci del “sacrificio” che chiediamo alla pianta e, attraverso la preghiera, esprimere la nostra gratitudine per poter beneficiare delle sue virtù: stiamo invocando le forze naturali affinché la guarigione vada a buon fine.

Mi piace molto l’attitudine che emerge da queste parole, che è di semplice e umile richiesta. Non si tratta di una pretesa o un’imposizione, ma ci si pone come a chiedere un favore, con totale rispetto e una punta di soggezione, in quanto ci stiamo rivolgendo a una forza terrena estremamente potente, che garantisce la vita e il sostentamento di ogni essere. Ci rivolgiamo alla Madre, la quale, essendo ricca e benevola, ci concede un dono prezioso.

Sono anni che ho imparato ad avere rispetto delle piante e dei doni della Terra. Una delle prime cose che si imparano, quando ci si avvicina a questo mondo e si sente dentro di sé “il richiamo da strega”, è che le erbe sono un valido aiuto, di cui avere massima cura. Ogni volta che me ne servo, anche semplicemente per cucinare, tocco sempre la pianta, la avviso che sto per servirmi di lei, la avverto, e prima di strappare la foglia o lo stelo, le dico “Prendo questo”, in modo che faccia fluire la sua energia vitale altrove e non soffra per lo strappo. Non uso mai le forbici, ma faccio pressione con le dita, facendo in modo di non procurare alcun dolore. Una volta preso ciò che mi serve la ringrazio, perché anche se ce l’ho in giardino o sul davanzale, lei mi sta regalando qualcosa di suo che non è scontato.
Forse agli occhi della “gente normale” questo mio modo di fare può risultare stucchevole o sciocco, ma da Strega sono perfettamente consapevole del valore di ogni vita e cerco di avere la massima premura anche verso gli elementi che non possono esprimere a parole o con suoni le loro vibrazioni.

Riporto ora la preghiera

Continua a leggere “Invocazione alle erbe🌿”