La Dea Bianca

Tutti i santi la oltraggiano e tutti gli uomini temperanti
retti dall’aurea via mediana del dio Apollo.
A scherno della quale salpai a cercarla
in regioni lontane ove è più probabile trovarla –
lei che sopra ogni cosa desideravo conoscere,
sorella del miraggio e dell’eco.

Fu virtù non rimanere,
e per vie caparbie ed eroiche
cercarla sulla cima del vulcano,
tra i banchi di ghiaccio, o là dove il sentiero svaniva
oltre la grotta dei sette dormienti:
lei, che ha l’ampia fronte bianca come quella di un lebbroso,
gli occhi azzurri, le labbra rosse come le bacche del sorbo selvatico,
i capelli ondulati color miele lunghi fino ai candidi fianchi.

La verde linfa della primavera nel giovane bosco fremente
celebrerà la Madre Montana,
e ogni uccello canoro la canterà per qualche tempo;
ma io ho il dono, anche a Novembre,
la più aspra delle stagioni, di un così vasto senso
della sua magnificenza nudamente sfatta
che dimentico la crudeltà e il passato tradimento,
incurante di dove potrà abbattersi la prossima vivida folgore.

Robert Graves

Sensibilità da Strega

Le Streghe esistono, sono sempre esistite e spero proprio che resistano, per il futuro. Una “strega” è colei (o colui) che vive in piena e perfetta sintonia con la Natura, è colei che la rispetta e la “sente”. Perché lei riconosce gli elementi che la circondano e li celebra. La strega ha più umanità, più empatia, più sensibilità.. è parte del ciclo della vita e lo sa bene.

-M.Lucrezia Ardito

Essere semplici

È così semplice essere semplici.
La stregoneria non è religione. Nemmeno vestirsi di nero e avere una scopa. È ben oltre questo! La Stregoneria ci insegna la via del non ego, dello spirito libero, del rispetto delle molteplicità e delle multidimensioni.
Insegna il camminare puro e saggio di un cervo, come lo sguardo penetrante di un gufo nella foresta. Il seminare, raccogliere e piantare ancora.

La Stregoneria è un percorso che trascende la realtà fisica, e prosegue attraverso straordinari portali verso l’ignoto, ma SA che è un glorioso percorso. Ci insegna a sbraitare noi stessi, riconoscendoci nel Tutto. E che si manifesta in perfetto equilibrio cosmico- yin e yang. Luna e sole, freddo e caldo, aria e acqua, fuoco e terra. Lo sbarco dei primi “dei astronauti” provenienti da altre costellazioni, portando il potere dei tachioni, cocreando monumenti megalitici e piramidali ad altri esseri che non sapevano nemmeno cosa fosse il fuoco.

La Stregoneria è strappare il velo dalle cinghie e dalle prigioni, permettendo di essere liberi completamente. Persistere nella realtà, aprendo spiragli da misteriose brume che portano incontro con se stessi. È lì a guardare in quel riflesso, in quello specchio, spogliarsi di tutto nella sua forma originale e così semplice che firmiamo come streghe.

Mirtha Flora

Chiamatemi Strega

Chiamatemi Strega.
Non importa chi sono. Non importa come mi chiamo.
Potete chiamarmi Strega. Perché tanto la mia natura è quella.
Da sempre, dal primo vagito, dal primo respiro di vita, dal primo calcio che ho tirato al mondo.

Sono una di quelle donne che hanno il fuoco nell’anima,
sono una di quelle donne che hanno la vista e l’udito di un gatto,
sono una di quelle donne che parlano con gli alberi e le formiche,
sono una di quelle donne che hanno il cervello di Ipazia, di Artemisia, di Madame Curie.

E sono bella! Ho la bellezza della luce, ho la bellezza dell’armonia, ho la bellezza del mare in tempesta, ho la bellezza di una tigre, ho la bellezza dei girasoli, della lavanda e pure dell’erba gramigna!

Per cui sono Strega.

Sono Strega perché sono diversa, sono unica, sono un’altra, sono me stessa, sono fuori dalle righe, sono fuori dagli schemi, sono anormale… sono io!
Sono Strega perché sono fiera del mio essere animale-donna-zingara-artista e folle ingegnere della mia vita.
Sono Strega perché so usare la testa, perché dico sempre ciò che penso,
perché non ho paura della parola pericolosa e pruriginosa, della parola potente e possente.

Sono Strega perché spesso do fastidio alle Sante Inquisizioni di questo strano millennio,
di questo Medioevo di tribunali mediatici e apatici.
Sono Strega perché i roghi esistono ancora e io – prima o poi – potrei finirci dentro.

Monologo di Barbara Giorgi

Essere Streghe..

Ogni tempo ha avuto le sue streghe, le sue sciamane, le sue guaritrici.
Donne meravigliose connesse allo Spirito.
Forti e indipendenti.
Intelligenti e sensibili.
Piene di luce, piene d’amore.
Quell’amore che genera e si prende cura.

Magnetiche, Sagge, radicate nella terra, in estensione nell’Infinito.
Donne veggenti, filosofe, astrologhe.
Vivono sulla Terra e viaggiano tra i mondi.
Diverse, Divine e per questo perseguitate.
Hanno vissuto orrori, abusi, morti agonizzanti.
Hanno pianto le loro madri, le loro sorelle, le loro figlie.
E ciò che ne era di loro non è mai morto perché è nato con noi.

Ogni tempo avrà sempre le sue streghe.
Siamo Esseri Divini che non conoscono fine.
È nel DNA, in ogni fibra, cellula, è l’eredità delle nostre Antenate.
È il richiamo delle nostre Antiche Sorelle, il richiamo della Natura che rivuole le sue Sacerdotesse.
Il Dono più prezioso che potessero farci.
L’Essere Streghe, libere, selvagge, sensitive, empatiche e dalla forza di mille guerrieri.
Scelte ancor prima di nascere.
Eterne nella nostra Divina magia.

Beldie Diamante

La Strega e il Guerriero

La Strega insegnò al guerriero l’umiltà e il rispetto.
Il Guerriero insegnò alla strega il valore e il coraggio.
Insieme insegnarono al mondo l’Amore.


Il mondo uccise la Strega e rese schiavo il Guerriero.
Ma non poté impedire all’amore
di far rinascere la Strega e liberare il Guerriero .
Quando si rincontrarono il mondo si arrese.

Testo dal web

Preghiera alla Luna

Dea splendente e misteriosa
Regina Madre della notte
Liberami, purificami, risveglia la sacralità del Femminile in me.
Nel tuo potere io mi rinnovo,

volteggiando tra i cicli dell’esistenza.
Infusa della tua magia,
attingo il mio sapere da una conoscenza arcana
antica e intuitiva.
Gocce d’argento riaccendono il mio istinto,
guariscono le mie emozioni,

mettono in pace le mie ombre.
Il divino in me si risveglia,
scatenando la potenza selvaggia della mia scintilla di fuoco.
Nel cuore della natura
onoro la tua sacralità danzando al ritmo dell’universo,
accarezzata soltanto dal vento,
nascosta al mondo dall’oscurità.

Testo personale, coperto da Copyright

Il potere di Lilith

Si, prendo scelte diverse e mi trattate come una maledetta.
Incarno il potere di Lilith, non mi piego di fronte alle richieste di annullare me stessa davanti una società o a un dio che non mi appartiene.
Scelgo di rispondere a questa condizione profana rompendo ogni illusione, bugia e falsità.
Non porto segni sulla pelle o lasciapassare che definiscono la mia libertà.
Ho costruito il mio mondo come il meraviglioso Giardino dell’Eden, ma sono pronta a lasciarlo, dimostro fedeltà a me stessa.

Sacrifico il mio comfort per arrivare al centro dell’abisso, perché desidero la verità e vedere fin dove tutto questo si inoltrerà.
Incarno il potere di Lilith, vago nella tempesta, nel conflitto e nell’ignoranza con compassione. Anche se apparentemente divorata, cammino nel buio e non temo la notte.
Io Sono, la mia stessa scelta.
Io Sono, la mia stessa opera.
Io Sono la fede, la mia estensione è la volontà e la volontà il mio destino.
E come già successo, non ho paura che accada: “bruciatemi pure signor giudice, ritornerò più potente!”

Carla Babudri

Donne selvagge

Io sono una donna selvaggia.
Corro con i lupi
somiglio alla leonessa.
Ululo alla luna.
Mi lascio guidare dai miei antenati.
Ascolto la dea e nessun altro.
Io sono una donna selvaggia.
In contatto con il mio sé superiore e nell’armonia dell’animale umano che ospita questo corpo.
Io sono una donna selvaggia.
Possiedo il mio corpo.
Possiedo il mio spirito.
Possiedo le mie scelte.
Possiedo la mia mente.
Il mio spirito è mio.
Faccio quello che mi pare.
Io sono una donna selvaggia.
La mia volontà è in linea con il divino.

Io sono una donna.
Sono stata una vittima.
Io sono una guerriera.
Sono stata picchiata
Mi hanno creduta Morta.
Ho vissuto.
Io sono una sopravvissuta.
Io sono prospera.
Io sono una regina perché io governo.
Io sono una guaritrice.
Io sono una donna di medicina.
Credo nell’amore.
Credo nella giustizia.
Credo nel sangue.
Credo nella legge naturale.
Credo che verrà un tempo in cui riconoscerete il mio potere.
Io riconosco il mio potere.
Io sono una donna selvaggia.
Semino preghiere nella terra.
Evoco la magia con le mie mani.
Io guarisco con le mie parole.
Distruggo con la mia rabbia.
Non mi dite di obbedire.
Non mi dite di sorridere.
Non mi dite di star calma.
Non ditemi che sono troppo aggressiva, troppo violenta, troppo forte, troppo grande, troppo nera, troppo estrema, troppo piccola, troppo agguerrita.
O che io non sono abbastanza.
Non ditemi come agisce una signora, o come essere una donna, o che cosa pensate che dovrei fare.
Io cammino con gli elefanti.
Volo con i falchi.
Nuoto con il polpo.
Caccio con le tigri.
Io sono una donna selvaggia.
Una donna senza legge.
Un fiore selvatico.
Una leonessa di montagna.
Una scimmia magica.
Un cacciatore.
Una strega.
Un guerriero.
Un’ amante.
Una madre.
Una sacerdotessa.
Una donna di medicina.
Io sono fatta di buio e luce.
Io sono l’equilibrio.
Invoco la dea della distruzione e la dea della nascita.
Io sono una selvaggia.
Io sono libera.
Io appartengo a me.
Io credo nella cura e nel machete .
Credo nel piantare fiori e nel sollevare i bambini.
Credo nella protezione e nella morbidezza.
Credo nell’arte e credo nel sacrificio.
So che a volte devi prendere l’arma così gli altri depongano le loro.
Io sono una donna selvaggia e faccio quello che mi pare.
E non voglio scusarmi per nessuna parte di me.

Clarissa Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi

Arcani e Streghe

Una Strega hai danneggiato
e il tuo destino ormai è segnato.
Dalle tentazioni del Diavolo ti sei lasciato ammaliare,
Appeso a un’illusione ti sei fatto abbindolare
.

Ora il Giudizio verrà emanato,
preparati a essere condannato.

Io non mi vendicherò,
nessun sortilegio scaglierò.
Sacerdotessa e maga bianca,
la vendetta non mi affranca.

Hai segnato da solo la tua sorte,
e dovrai risanarti attraverso la Morte.

Tutte le Fate, mie sorelle,
son già sul Carro, verso le Stelle.
Renderai conto alla Giustizia divina,
che con la Forza ti infonderà disciplina.

Incauto e sciocco,
sei stato un Matto!!
Cacciato dalla Torre
grazie al Bagatto.

Hai messo in moto la Ruota di Fortuna,
e d’ora in poi subirai l’influsso della Luna.

Tuttavia c’è ancora speranza,
se berrai dalla coppa della Temperanza.
Deponi le spade della cattiva magia
E lascia che il Sole ti indichi la via.

Testo coperto da copyright