Sviluppi

Ultimamente sono stata un po’ meno presente nel blog. Preparavo gli articoli, ma sono stata poco attiva, rispondendo ai commenti anche in ritardo (e mi scuso per questo).. il motivo è che di recente i miei impegni sono cambiati.
Da inizio giugno ho preso infatti a collaborare con un centro olistico, nel quale vado a svolgere le mie letture e i consulti in presenza: amo tantissimo questa opportunità, è immensamente stimolante per me. Apprezzo molto il contatto umano, l’interazione diretta con le persone e mi piace osservare la loro reazione nel momento in cui escono fuori carte che nascondono messaggi non contemplati, e che arrivano quasi per spiazzare o rivoluzionare completamente la prospettiva. La cosa curiosa è che il più delle volte questi messaggi sono estremamente positivi.

Nonostante molte cose emergano anche coi consulti a distanza, vedere concretamente certe reazioni mi ha condotto a maturare l’idea che spesso le persone si dipingono addosso una realtà “oscura”, quasi rassegnandosi o abbandonandosi alla durezza della vita, convinte che questa non possa riservare nessuna bella sorpresa. Conosciamo tutti la perdita, il dolore, la sofferenza.. conosciamo tutti i sentimenti di abbandono, di delusione, di “mancata giustizia” in merito a qualcosa che credevamo spettarci in qualche modo.. ed è come se questo opprimesse. Benché nella nostra vita veniamo anche in contatto con la sensazione di una bella risata, di un abbraccio affettuoso, di un successo, di una relazione (familiare, affettiva, o amichevole) appagante, è come se queste ultime cose non avessero lo stesso peso delle prime, come se, facendo un bilancio, i problemi avessero maggior rilevanza delle gioie. Eppure di benedizioni ne abbiamo tante: anche il solo fatto di potersi alzare dal letto la mattina e vedere il sole è un dono che diversi danno per scontato, non riconoscendolo nemmeno come tale.

Uno dei motivi che mi spingono a fare questo lavoro è infatti proprio quello di rendere le persone maggiormente consapevoli del bene che fa parte della loro vita, a essere più obiettive in un certo senso, mostrando loro un altro lato della medaglia. Succede che la vita metta a dura prova la sensibilità di un individuo, creando sfide e situazioni che portano a sentirsi talvolta sopraffatti e impotenti, emotivamente provati e vulnerabili. In quei frangenti è facile “cadere nella trappola” e vedere tutto nero, come se non ci fossero vie d’uscita, come se non ci fossero cose belle a cui aggrapparsi. Mentre invece una luce c’è sempre.. magari flebile, magari appena visibile, ma c’è. Il semplice accorgersi di quella luce può cambiare le cose. Perché ci si rende conto che non è tutto così nero come sembra.

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Corsi di Card Reading🔮

Di recente mi sono certificata come Card Reader (lettrice di carte), formandomi con importanti tarologi internazionali e creatori di carte oracolari. Sento che questa è la mia strada, ed è un mondo talmente bello e affascinante che desidero condividerlo e trasmettere ciò che so a chi desidera aprirsi a questa magnifica arte sacra.

La divin-azione è infatti un modo per entrare in contatto col divino e riconnettersi al proprio intuito. E’ veramente qualcosa di magico, ma anche di spirituale, perché ci consente di vedere le cose in modo più chiaro e profondo.

Ho già ricevuto delle proposte per insegnare dal vivo e sto prendendo appuntamenti con delle strutture olistiche per tenere lezioni sui Tarocchi.

Tuttavia, per chi desidera, mi rendo disponibile a tenere lezioni online dal vivo (non registrate), individuali (via zoom o skype).

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La Ruota di Fortuna

Dopo la profonda presa di coscienza e della conseguente crisi vissuta con l’Eremita, arriviamo a una fase di trasformazione e cambiamento significativo: ora le cose non saranno più come prima, ma prenderanno una piega diversa. Siamo arrivati alla Ruota di Fortuna.

The Wheel, Fairy Tarot Cards, by Radleigh Valentine

Questo arcano raffigura una ruota, spesso rappresentata sotto forma di timone. In alcuni mazzi è mossa da una sorta di Demiurgo che decide il destino del consultante, in altri è proprio un personaggio umano a muoverla. Effettivamente questa lama è alquanto particolare: è la decima carta del mazzo e ha in sé l’energia dell’1 e dello 0. Abbiamo preso coscienza di noi, siamo consapevoli di essere, e abbiamo riconosciuto la nostra identità. Decidiamo quindi di muoverci in linea con la nostra essenza, e diamo un input, una direzione precisa alla nostra vita. Tuttavia, dobbiamo fare i conti coi capricci del Fato, che non sempre è pronto ad assecondare la nostra volontà. Questa lama parla quindi di cambiamenti, di sblocchi, di trasformazioni.. è la fine di un ciclo, e il tutto scaturisce da noi, da una nostra evoluzione profonda, ma non possiamo ancora sapere quale sarà l’esito, ecco perché lo 0, che rimanda al Matto. Noi interveniamo sulla nostra vita, ma il Fato dove ci porterà? Cosa ci riserverà?
A livello simbolico rimanda alla Ruota Karmica: abbiamo fatto un certo tragitto, abbiamo compiuto un certo percorso, e ora dobbiamo decidere da che parte andare. Possiamo tornare indietro e ripetere ciclicamente quanto già avvenuto, oppure evolverci, proseguire il cammino, dirigendoci verso l’ignoto. E’ l’1 che dà la direzione, cioè noi.

In un certo senso potremmo leggere questo arcano come una nascita: se il Matto è pura possibilità, è embrione, a questo punto diventiamo 1 e 0: nasciamo e ci apriamo alla vita, non sapendo però che cosa ci aspetta.

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Tarologia e Tarot Coaching

I Tarocchi sono uno strumento straordinario che permette di fare luce sul proprio presente ed esplorare le proprie potenzialità.
Me ne rendo conto ogni volta, quando, eseguendo le letture, pur non conoscendo nei minimi dettagli il contesto, le carte mi offrono un panorama dettagliatamente preciso e fedelmente allineato alla situazione del consultante.

Ho molto rispetto per i tarocchi, perché attraverso i loro aspetti più ispiranti sono in grado di rispondere ai bisogni riguardanti la propria vita, il lavoro e la sfera sentimentale, aiutandoci a riscoprire le nostre risorse e a comprendere e ad accogliere le paure, i blocchi e le ombre che sembrano giocare contro di noi.
Come ho più volte ripetuto, infatti, secondo me il potenziale di questo strumento non si esprime tanto nella divinazione, quanto piuttosto nella sua lettura in chiave energetica, introspettiva ed evolutiva. Siccome noto della confusione al riguardo, vorrei spiegare meglio.

Energia: i tarocchi non prevedono il futuro, ma leggono le energie che si stanno muovendo nella nostra vita, spingendoci verso una precisa direzione. Queste energie possono essere favorevoli ai nostri obiettivi, oppure ostili: comprendere che tipo di energia stiamo attirando ci permette o di allinearci e favorire il naturale flusso degli eventi (se è ciò che vogliamo), oppure di “reimpostare” la mira, per far sì di riuscire a manifestare ciò che desideriamo. Essere consapevoli di ciò che si attrae è fondamentale per poter sviluppare le proprie risorse. Può capitare infatti di vivere momenti in cui ci sembra di brancolare nel buio, di sentire che nella nostra vita manca qualcosa, anche se non riusciamo a capire cosa, e spesso un consulto aiuta a far luce sulle nostre necessità, ispirando nuove strategie da adottare e permettendoci di creare una vita più soddisfacente e ricca di significato.

Introspezione: ogni arcano è intriso di simbologie e rimanda ad archetipi che fanno parte del nostro inconscio. Jodorowsky ha evidenziato il legame tra questi simboli e il nostro mondo interiore, ed effettivamente i tarocchi riescono ad addentrarsi nella nostra sfera più profonda, andando a scovare e rappresentare blocchi e paure di cui non riusciamo razionalmente a renderci conto. Attraverso una lettura approfondita, possiamo scoprire quali vincoli ci impediscono di avanzare e allo stesso tempo riconoscere le nostre potenzialità, per comprendere il migliore atteggiamento da adottare. Fare introspezione significa riuscire a tradurre i segnali della nostra anima, prendere consapevolezza della nostra interiorità e imparare a guardare noi stessi e il mondo circostante sotto una luce diversa.

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Quando i Tarocchi “non funzionano”

Desidero fare chiarezza su un punto alquanto delicato, riguardante l’affidabilità dei Tarocchi e, di conseguenza, delle stese.
Come ho sempre tenuto a spiegare, (ma come si suol dire, repetita iuvant) i Tarocchi non prevedono il futuro, ma parlano di energie: indicano cioè verso quale direzione si sta andando, cosa si sta attraendo (e perché), e ci fanno capire le prossime possibili conseguenze delle nostre azioni. Ci mettono quindi in guardia su ciò che andrà a verificarsi sul prossimo futuro: se è quello che desideriamo, continuiamo sulla stessa strada, se al contrario non combacia coi nostri obiettivi, ecco che è possibile indagare e capire come cambiar rotta.
Sono quindi un valido strumento di analisi, di introspezione e di evoluzione personale.

L’abitudine di praticare la divinazione è qualcosa che risale ad epoche antichissime. I più grandi sovrani, imperatori e condottieri della storia erano soliti interrogare oracoli e indovini prima delle loro grandi imprese, perché desideravano capire se godevano del favore degli dei e se potevano contare su circostanze propizie, e ogni segno, dal volo degli uccelli, al passaggio di una cometa, poteva influire sul responso oracolare. La divinazione era considerata come qualcosa di particolarmente importante, e sia gli indovini, sia la Pizia di Delfi, e ogni figura in grado di canalizzare e comunicare il messaggio divino, godeva di particolare considerazione presso la società. L’oracolo era qualcosa da prendere sul serio e il responso andava rispettato.

Oggi non è più così. Per colpa di diversi ciarlatani che hanno come unico obiettivo quello di truffare chi si rivolge a loro, e per colpa dell’influenza della Chiesa che condanna questo genere di attività, come qualcosa di demoniaco e contro Dio, chi svolge il mio lavoro è soggetto a una montagna di pregiudizi e di diffidenza.. se non addirittura di paura. Una volta mi son sentita dire: “Ma possibile che nel 2021 c’è ancora chi si fa leggere le carte? Esiste la scienza ormai”
Ora.. non voglio dire cosa penso della scienza negli ultimi tempi, perché potrei aprire un dibattito infinito, ma l’idea che “farsi leggere le carte” sia qualcosa di stupido o inutile non la trovo più ammissibile, specie considerando che ormai in diversi ambiti, tra cui anche la psicologia, è stata ampiamente riconosciuta la funzione dei tarocchi come strumento di conoscenza e miglioramento personale, in chiave evolutiva e di analisi interiore.

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Il Diavolo

Continuo la spiegazione iniziata con l’arcano della Morte. Come accennavo, questo chiarimento nasce dalla volontà di rassicurare coloro che si sentono intimoriti dai Tarocchi, credendo che si tratti di uno strumento pericoloso e intriso di energie oscure e demoniache.
Una delle carte che, tendenzialmente, mettono in soggezione è proprio quella relativa al Diavolo.

Il Diavolo, The Light Seer’s Tarot

Il Diavolo è la quindicesima lama degli Arcani Maggiori e l’iconografia generale prevede solitamente tre protagonisti: una figura demoniaca, posta al centro della scena, e un uomo e una donna nudi, legati con delle catene.
Questa carta esprime un po’ il rovescio della medaglia rispetto alla carta degli Amanti: se quest’ultima infatti simboleggia la scelta, il Diavolo fa capire che la scelta fatta non era quella giusta, e infatti le figure, invece di essere libere, si trovano incatenate e impossibilitate a muoversi.

Ci tengo a fare un appunto. Parlando di Tarocchi ho fatto presente il fatto che la loro origine sia tutt’altro che chiara: non si sa di preciso quando siano comparsi la prima volta, ma con ogni probabilità sono uno strumento davvero molto antico, e alcuni lo fanno risalire addirittura all’epoca egizia. Pertanto è ingannevole pensare che il Diavolo qui rappresentato abbia qualcosa a che fare con Satana, considerando che il Cristianesimo sarebbe successivo alla loro comparsa. La figura rappresentata è sicuramente una figura negativa, ma desidero fare ulteriore luce parlando dell’etimologia del termine.

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La Morte

L’altro giorno, a casa di amici, parlavo di Tarocchi e ho notato che uno di loro mostrava un certo imbarazzo in merito. Lo vedevo in qualche modo intimorito, a disagio, e ho capito che questa sensazione era determinata soprattutto dal fatto che nel mazzo ci sono due carte un po’ particolari: la Morte e il Diavolo.
Vorrei perciò affrontare la spiegazione di entrambi questi arcani per rassicurare e tranquillizzare coloro che pensano che i Tarocchi nascondano qualcosa di nefasto, di oscuro, o addirittura di satanico.
In questo articolo parlerò della Morte.

La Morte, Everyday Witch Tarot, by Deborah Blake

La Morte è la tredicesima lama degli Arcani Maggiori, e in alcuni mazzi è chiamata anche l’arcano senza nome, proprio per esorcizzare il lato oscuro di questa carta.
E’ generalmente rappresentata come uno scheletro con una falce in mano e sullo sfondo compare un sole in procinto di sorgere o tramontare (a sottolineare l’ambivalenza del suo significato), ma, come ho più volte spiegato, l’iconografia cambia a seconda del mazzo che si utilizza.
Questa carta è legata alla natura effimera delle cose: tutto passa e per fare spazio al nuovo è necessario abbandonare il vecchio. Vita e morte sono aspetti della stessa medaglia, ma non è un presagio così negativo come si può pensare ed è quasi impossibile che parli di morte in senso letterale.

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La Sacerdotessa

Papessa, Gilded Tarot di Ciro Marchetti

Qualche giorno fa, parlando del mio stato emotivo, ho paragonato la fase che sto attraversando alla carta della Papessa, e mi piacerebbe approfondire questo argomento.
Penso che sia chiara la mia passione e il mio interesse per i Tarocchi, non posso negare che sento un rapporto sempre più stretto con le carte e mi piace consultarle abitualmente: sono un mezzo per collegarmi al mio sentire, al mio Sé superiore e ai miei Spiriti-Guida, pertanto, seppure non influenzano in modo determinante le mie decisioni, rappresentano comunque un consiglio o un’indicazione che mi sento di ascoltare (ho spiegato nei miei precedenti articoli come utilizzo le carte e quale valore do ai responsi).

Per chi non lo sapesse, i Tarocchi sono 78 carte, chiamate lame, ognuno delle quali rappresenta un arcano: le prime 22 carte sono gli Arcani Maggiori, mentre le restanti 56 sono gli Arcani Minori.
Negli Arcani Maggiori ogni carta rappresenta una tappa importante, una fase evolutiva rilevante; hanno un significato esoterico molto particolare e rappresentano, nella loro totalità, il viaggio iniziatico dell’Uomo (rappresentato dalla carta 0, ovvero il Matto) fino alla sua piena realizzazione (il Mondo).
Gli Arcani Minori rappresentano invece le tappe della vita quotidiana, le persone che incontriamo, e le situazioni che viviamo.

La Papessa (o Sacerdotessa) è la lama numero II degli Arcani Maggiori: prima infatti abbiamo Il Matto (carta 0, può essere posta all’inizio o alla fine del ciclo, ma personalmente preferisco considerarla come tappa iniziale) e poi il Mago (carta numero 1).
La rappresentazione di questa carta cambia a seconda del mazzo; per quanto mi riguarda non amo molto i Marsigliesi, ma preferisco basarmi su mazzi che seguono lo schema Rider-Waite. E’ molto più affine al mio sentire e, inoltre, le raffigurazioni negli arcani minori sono un valido stimolo nell’interpretazione delle stese.

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Tarocchi, un po’ di chiarezza🔮

I Tarocchi sono una macchina filosofica, che evita alla mente di divagare, pur lasciandole l’iniziativa e la libertà; si tratta di matematica applicata all’assoluto, l’unione di ciò che è logico con ciò che è ideale, una combinazione di pensieri esatti tanto quanto i numeri; forse la concezione più semplice e più grande del genio umano.”
Eliphas Levi

Nel mio precedente articolo “Perché i Tarocchi” , ho spiegato come mai mi sono avvicinata a questo strumento e perché lo considero un valido modo per fare introspezione, soffermandomi sulla differenza tra aspetto tarologico e cartomantico.
Tuttavia, credo sia doveroso fare alcune precisazioni.

Per quanto si cerchi di andare indietro nel tempo, l’origine dei Tarocchi risulta piuttosto oscura. Diversi studiosi hanno azzardato varie teorie e fatto ricerche; tra questi Steiner parlò addirittura di un legame con il leggendario Libro di Thot, legando quindi i Tarocchi al mondo egizio. In epoca Rinascimentale entrarono a far parte delle corti europee come gioco da tavolo, ma erano già intrisi di una complessa simbologia esoterica, che rimandava a una tradizione di tutt’altro tipo.
Fin dai tempi antichi i Tarocchi venivano usati come strumento di divinazione e, se li osserviamo bene, rappresentano un vero e proprio viaggio di iniziazione. Nello specifico, i 22 Arcani Maggiori rappresentano il percorso esoterico dell’Anima che, a partire dalla carta del Matto, attraverso varie tappe e ostacoli, arriva alla sua piena realizzazione. Ecco che quindi i Tarocchi si prestano a essere un valido strumento di conoscenza e di evoluzione animica.

Naturalmente ci sono diverse scuole di pensiero in merito alla capacità di leggere i Tarocchi. Nonostante le carte abbiano ognuna un loro significato e una loro simbologia, l’interpretazione delle letture è molto libera e sicuramente molto soggettiva, in quanto fa capo alle capacità intuitive di chi legge, ma anche alla sua sensibilità. Questo non significa che due persone possano interpretare una stessa stesa in modi completamente divergenti o opposti; ma ognuno può mettere in luce particolari sfumature e prospettive, facendo emergere determinate informazioni e connessioni. L’ intuizione è la vera chiave d’accesso, poiché è un’intelligenza superiore che ci permette di sentire le cose e capirle. Ci connettiamo al nostro Sé Superiore e riusciamo ad ascoltarlo. Il nostro Sé fa da legame con il mondo spirituale, invisibile e più siamo in grado di percepirlo, più riusciremo a tradurre in modo adeguato i messaggi che esso ci manda. Per questo motivo la mia opinione è che la lettura dei Tarocchi non sia un’attività per tutti. Tutti si possono cimentare nello studio, ma ben altro discorso è saper interpretare le carte, legarle tra loro e cogliere il loro messaggio. Quello è un dono, che dipende dal nostro grado di evoluzione e dalle nostre facoltà medianiche. (Esistono diversi tipi di medium, con diversi gradi di intensità. Io ho scoperto di essere una medium spontanea, poiché percepisco “cose” intorno a me, ne avverto la presenza e l’energia, ma non sono in grado di vederle né di comunicare con loro).

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Perché i Tarocchi🔮

Vi è mai capitato di essere affascinati da qualcosa che non comprendete appieno, ma che allo stesso tempo vi genera timore e curiosità?
Ecco, la mia esperienza coi Tarocchi è nata così. Un po’ per caso, un po’ per gioco, un po’ perché percepivo che dietro quelle immagini e quei simboli c’era qualcosa di più sacro di quanto mi rendessi effettivamente conto.

Mi sono avvicinata per la prima volta ai Tarocchi all’improvviso, quand’ero adolescente. Non avevo nessuno in famiglia che li leggesse e che potesse aiutarmi a comprenderli. Ma durante l’adolescenza ho sviluppato in modo spontaneo un richiamo molto forte verso quella che era la mia natura da “strega“, anche se non ne ero ancora consapevole.

Di punto in bianco, in modo del tutto inaspettato, ho iniziato a nutrire un fortissimo coinvolgimento verso il mondo della magia. Non sapevo spiegarmi nemmeno io questa inclinazione “venuta fuori dal nulla” e ammetto che, nel profondo, avevo quasi paura di me stessa per questo interesse così genuino e spontaneo (specie con la mia educazione e con la mia famiglia, molto religiosa).
Mi incuriosivano moltissimo i libri esoterici, magici, relativi alla stregoneria e ai rituali e cercavo quante più informazioni possibili su questi argomenti. Sentivo un richiamo verso la divinazione, in particolare verso i tarocchi, gli oracoli e le rune. Ero attratta dalla magia delle candele e percepivo di essere fortemente influenzata dalla luna.
Questa propensione, però, l’ho accantonata quasi subito. Ero conscia che nasceva da dentro e volevo approfondirla, ma tra gli impegni scolastici e, ripeto, l’educazione che avevo ricevuto, ho cercato di non assecondarla troppo.

Tuttavia, nel corso degli anni, è rimasta a sedimentare nel profondo, in modo silenzioso e costante, in attesa di venire nuovamente allo scoperto. Ogni tanto riprendevo qualche libro in mano, mi soffermavo a guardare video attinenti, mi leggevo i tarocchi attraverso i siti, quasi come un gioco.
Fino all’anno scorso.

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